Nuoto artistico, Giorgio Minisini argento ai Mondiali nel singolo tecnico
dalla nostra inviata Alessandra ReticoPiange a dirotto, Giorgio. “Non posso farci niente, sto così”. Bene e male, felice e dolorante, nel passato e nel presente. Minisini è tante cose, anche questo argento che si prende tutto da solo, con voglia di riscatto e paura. Dopo cinque finali, l’ultima la notte appena passata insonne per l’errore che non si è perdonato in coppia con Susanna Pedotti nel duo misto che è costato il podio (sesti), nel singolo tecnico è 2° (con 245.3166 punti) a un soffio dall’oro del cinese Yang Schuncheng (246.4766). Terzo il colombiano Sanchez (231.000), 4° lo spagnolo Gonzales Boneau (227.6000) che sostituiva il campione di Fukuoka 2023, Del Rio Soto. Seconda medaglia italiana dopo quella dei tuffi ai Mondiali di Doha e prima del nuoto artistico non particolarmente baciato dalla fortuna in Qatar: il doppio tecnico femminile di Ruggiero e Cerruti è stato ingiustamente penalizzato (9°) ma poi risarcito con un 6° posto dopo un ricorso.
Giorgio ricorre a tutte le sue facce. Delusione e gioia si mischi…
Piange a dirotto, Giorgio. “Non posso farci niente, sto così”. Bene e male, felice e dolorante, nel passato e nel presente. Minisini è tante cose, anche questo argento che si prende tutto da solo, con voglia di riscatto e paura. Dopo cinque finali, l’ultima la notte appena passata insonne per l’errore che non si è perdonato in coppia con Susanna Pedotti nel duo misto che è costato il podio (sesti), nel singolo tecnico è 2° (con 245.3166 punti) a un soffio dall’oro del cinese Yang Schuncheng (246.4766). Terzo il colombiano Sanchez (231.000), 4° lo spagnolo Gonzales Boneau (227.6000) che sostituiva il campione di Fukuoka 2023, Del Rio Soto. Seconda medaglia italiana dopo quella dei tuffi ai Mondiali di Doha e prima del nuoto artistico non particolarmente baciato dalla fortuna in Qatar: il doppio tecnico femminile di Ruggiero e Cerruti è stato ingiustamente penalizzato (9°) ma poi risarcito con un 6° posto dopo un ricorso.
Giorgio ricorre a tutte le sue facce. Delusione e gioia si mischiano. Smorfie, sorrisi, occhi chiusi, occhi strabuzzati e infine l’urlo (“Ho detto una parolaccia di sfogo, non si può vivere così”) quando i giudici dopo lungo pensare redigono la pagella che, sul momento, è la migliore. Quando il cinese lo sorpassa, torna un po’ di buio in Minisini, tricampione iridato in coppia ma all’esordio nel solo a un Mondiale: “Una medaglia che rappresenta tanto. Dice che ci sono”. Una settimana prima di Fukuoka, a luglio scorso, forfait ai campionati per un menisco rotto. “Dice anche che ho fatto il mio. Non posso mentire, non sono completamente soddisfatto. So che devo combattere contro l’ossessione della perfezione, ma ho peccato di precisione. Per fortuna ho ancora il libero per sfogare l’energia dentro. Non ho dormito, l’errore con Susanna mi veniva a bussare e anche stanotte mi rotolerò. Dovevo qualcosa alla mia allenatrice Milly (Milena Miteva, ndr), che ieri mi ha urlato idiota 50 volte. Le devo ancora qualcosa”. Giorgio, 29 anni, da Ladispoli vicino Roma, lo deve a se stesso. Viene da anni difficili: poco dopo gli Europei a Roma ‘22, è morto in modo tragico il papà, giudice di artistico: “È la prima medaglia senza di lui? Non ci avevo pensato. Ora ci penso”. Sguardo intenso. “Con Susanna ho perso la percezione del mio corpo e dello spazio, ero preoccupato, temevo fosse un segnale di fine carriera anticipato, di non riuscire a tornare più. Oggi mi sono calmato, ho fatto sudoku, anche se in me c’era una lotta interiore molto agguerrita: sarò un disatro, non ce la farò. Tanti mi hanno aiutato, anche Bill May, sempre un riferimento col suo carisma”. Il pioniere americano della disciplina, 45 anni. Balla Way from the start again, Still loving you by Scorpions. “Sì, si ricomincia così, e si va avanti”.