Nuoto, ai Mondiali tocca agli azzurri della vasca: missione Olimpiadi, Martinenghi ritrova Peaty. Staffette per il pieno
dalla nostra inviata Alessandra ReticoAria di primavera, su un Mondiale di nuoto anomalo: a febbraio, in Qatar. Domenica su il sipario sulle gare in vasca. I nuotatori si allenano in varie piscine nell’enorme centro dell’Aspire. La più gettonata è quella all’esterno, sotto il sole a 23°, circondata dal verde di un prato all’inglese e da una vegetazione tropicale. Ci sono anche gli azzurri a rifinire una preparazione non del tutto finalizzata a un campionato strambo per collocazione nel calendario, a sei mesi dalle Olimpiadi di Parigi.
I numeri, 34 azzurri in gara
Molti paesi, tra cui le superpotenze di Stati Uniti e Australia, hanno preferito saltare l’appuntamento per completare le proprie selezioni coi trials in casa. Gli azzurri ci sono quasi tu…
Aria di primavera, su un Mondiale di nuoto anomalo: a febbraio, in Qatar. Domenica su il sipario sulle gare in vasca. I nuotatori si allenano in varie piscine nell’enorme centro dell’Aspire. La più gettonata è quella all’esterno, sotto il sole a 23°, circondata dal verde di un prato all’inglese e da una vegetazione tropicale. Ci sono anche gli azzurri a rifinire una preparazione non del tutto finalizzata a un campionato strambo per collocazione nel calendario, a sei mesi dalle Olimpiadi di Parigi.
I numeri, 34 azzurri in gara
Molti paesi, tra cui le superpotenze di Stati Uniti e Australia, hanno preferito saltare l’appuntamento per completare le proprie selezioni coi trials in casa. Gli azzurri ci sono quasi tutti: alcuni per provare a staccare il pass per i Giochi, altri per testarsi in una prova comunque internazionale. Sono 34 in squadra (20 maschi e 14 femmine), 6 debuttanti (Alessandro Ragaini, Giammarco Sansone, Ludovico Blu Art Viberti, Sonia Laquintana, Giulia Ramatelli e Francesca Pasquino) e 13 nati dopo il 2001 (8 su 14 tra le ragazze e 5 su 20 tra i ragazzi).
Ceccon non c'è, nodo staffette
Il capitano è Gregorio Paltrinieri che parteciperà, salvo sorprese, agli 800 e 1500 sl. E’ reduce dal fondo dove ha saltato la 10 km, è stato 5° in una 5 km viziata da un arrivo nella confusione, dall’argento nella staffetta dove ha nuotato una frazione eccellente. Non c’è Margherita Panziera e Thomas Ceccon: il recordman dei 100 dorso ha staccato il pass con l’argento ai Mondiali di Fukuoka sei mesi fa. Il veneto ha preferito continuare la preparazione a Verona, oltre al fatto che a dicembre si è infortunato un dito e ha avuto un po’ di complicazioni e ritardi nel programma di allenamento. Un peccato la sua assenza in chiave staffetta visto che il suo eclettismo sarebbe utile per le qualifiche delle staffette che l’Italia vuole portare a Parigi: ne mancano 6, solo la 4X100 sl ha il biglietto per i Giochi grazie all’argento di Fukuoka 6 mesi fa.
Martinenghi ritrova Peaty
Thomas ha già il posto in aereo per la Francia coi 100 dorso e lo stesso Paltrinieri (nei 1500). Gli altri certi dei Giochi sono Alberto Razzetti nei 200 e nei 400 misti, Benedetta Pilato nei 100 rana e Alessandro Miressi nei 100 stile libero. Per gli altri, compresa Simona Quadarella che non farà i 400 stile ma 800 e 1500, l’occasione è Doha, dove può ambire anche a una medaglia importante: non c’è la più forte del mezzofondo, l’americana Katie Ledecky. Invece Nicolò Martinenghi ritroverà a un Mondiale, dopo due anni di assenza, il re della rana, Adam Peaty, che è tornato quest’anno in coppa del mondo dopo un lungo periodo di stop dovuto a infortuni, paternità, salute mentale. Pronti a sbocciare definitivamente Sara Franceschi, al rientro dopo l'infortunio che l'aveva costretta a saltare gli Assoluti invernali a fine novembre, che cerca il colpaccio nei 200 e nei 400 misti e Lorenzo Mora outsider di lusso nei 200 dorso.
Assoluti e Settecolli
Per gli azzurri che non troveranno il crono sufficiente in Qatar, ci sarà comunque tempo per farlo tra gli Assoluti primaverili a Riccione dal 5 al 9 marzo e con il Settecolli a Roma (21-23 giugno). “I Mondiali di Doha saranno una manifestazione molto particolare e imprevedibile sia per l’atipica collocazione temporale sia perché molti atleti hanno deciso di finalizzare la preparazione non per questo evento ma per i Giochi Olimpici di Parigi”, spiega il dt, Cesare Butini. “E’ un aspetto che inciderà sulle prestazioni, non è stato semplice programmare e finalizzare. Per chi è già qualificato a Parigi, sarà un buon test in vista delle olimpiadi. Uno dei nostri obiettivi è quello di qualificare le sette staffette previste dal format olimpico. Nella squadra abbiamo nove esordienti e sono presenti molti atleti nati dopo il 2001, questo a testimonianza di un ricambio generazionale. Sono sicuro che comunque la squadra, come al solito, si impegnerà al massimo e non mancheranno buoni risultati anche se vorrei ricordare che il termometro di una manifestazione non sono solo le medaglie”.