Nuoto, Nicolò Martinenghi: “Che bello sfidare il re della rana Peaty, ma ora penso solo a me”
dalla nostra inviata Alessandra ReticoNicolò Martinenghi, 24 anni, campione del mondo 2022 dei 100 rana
DOHA — Un anello d’oro modello chevalier al mignolo sinistro, accanto a una fedina con brillantini. Due iniziali sopra: NM. “Ma lette al contrario, in effetti, risulta un Win”. Nicolò Martinenghi come sempre: leggero, solare, gentile. “Sono un ranista, categoria particolare, non un nuotatore”. Tradotto: specie estroversa fuori dall’acqua. Ma dentro, pescecani. Il varesino, 24 anni, stende l’asciugamano sul prato enorme che circonda la piscina all’aperto dell’Aspire Dome di Doha. "Un impianto pazzesco, si fa fatica a trovare la strada”. Tete ne ha sola una in testa: staccare il pass per le Olimpiadi di Parigi. Bronzo ai Giochi di Tokyo, oro a Budapest 2022 e argento a Fukuoka sei mesi fa, Tete è il primo sui blocchi di partenza del nuoto in vasca ai campionati in Qatar coi 100 rana (eliminatorie e semifinali, domani finali) dove non c’è il campione uscente, il cinese Qin Haiyang, ma ci sono gli altri due che in Giappone hanno diviso l’argento con lui: l’olandese Kamminga e l’americano …
DOHA — Un anello d’oro modello chevalier al mignolo sinistro, accanto a una fedina con brillantini. Due iniziali sopra: NM. “Ma lette al contrario, in effetti, risulta un Win”. Nicolò Martinenghi come sempre: leggero, solare, gentile. “Sono un ranista, categoria particolare, non un nuotatore”. Tradotto: specie estroversa fuori dall’acqua. Ma dentro, pescecani. Il varesino, 24 anni, stende l’asciugamano sul prato enorme che circonda la piscina all’aperto dell’Aspire Dome di Doha. "Un impianto pazzesco, si fa fatica a trovare la strada”. Tete ne ha sola una in testa: staccare il pass per le Olimpiadi di Parigi. Bronzo ai Giochi di Tokyo, oro a Budapest 2022 e argento a Fukuoka sei mesi fa, Tete è il primo sui blocchi di partenza del nuoto in vasca ai campionati in Qatar coi 100 rana (eliminatorie e semifinali, domani finali) dove non c’è il campione uscente, il cinese Qin Haiyang, ma ci sono gli altri due che in Giappone hanno diviso l’argento con lui: l’olandese Kamminga e l’americano Fink. Non da ultimo, in corsia torna dopo due Mondiali d’assenza il più cattivo (bravo) di tutti: Adam Peaty. Il campione olimpico britannico, 29 anni, è stato lontano dal cloro per problemi di salute, fisici e mentali, oltre che la paternità. Dopo aver strapazzato, anche con i record, la specialità.
Che effetto le fa ritrovare il re Peaty?
“Bellissimo, è grandioso rivederci e ritrovarlo. Ci siamo già incrociati in coppa del mondo, ma a un campionato è la prima volta che ci confrontiamo dal 2019. Ho visto un bel Peaty, dico la verità. Al di là dei tempi, mi è parso molto settato mentalmente come è sempre stato lui. Ci ho un po’ parlato anche in questi giorni, ma soprattutto di argomenti extra natatori. Cosa ha fatto a casa, del figlio, insomma di cose private. No, non sono entrato nello specifico delle sue difficoltà mentali, non mi è sembrato opportuno chiederglielo. Ripeto, lo vedo in forma, sarà una bella gara”.
Con quali ambizioni?
"Il pass sarebbe un bel peso da togliersi, l’altro giorno ho guardato un po’ i criteri, poi alla fine ho lasciato perdere. Devo solo pensare a nuotare forte. Per il resto spero che tutto venga di conseguenza. Dovrò fare una gara su me stesso, senza pensare ad Adam o agli altri. E questo me l’ha insegnato proprio l’assenza di Peaty. Indipendentemente da chi c’è in vasca, io sono io. E sto bene, la preparazione è stata ottima, sono stato a Livigno e in Egitto, mi sono allenato e riposato quando dovevo. Tutto è stato molto costante. Ho voglia di raggiungere un po’ di mete, qui è il miglior posto per poterlo fare”.
Quindi ha anche altri obiettivi?
"Non so se mi posso sbilanciare, ma i 50 è il titolo che mi manca. Non so se lo andrò a cercare qui o meno, vediamo, la meta rimane qualificarmi per le Olimpiadi nella doppia distanza. Anche perché coi 50 ho un rapporto di odio amore, è una gara a seconda di come va la giornata. A volte viene fuori perfetta, un’altra sbagli una piccola cosa e cambia tutto, magari la butti del tutto via. È il suo bello e il suo brutto. Uno pensa: beh non fate fatica. Però bisogna avere una cura maniacale dei dettagli”.
L’anello è un dettaglio importante?
“Me l’ha regalato mio fratello per il compleanno. Queste cose mi piacciono, piuttosto che i tatuaggi. Fatemi sfogare su questo. Ho sempre il mio brillantino sul canino, ero in dubbio se metterne un altro. A Parigi? Metterò i denti tutti d’oro. Scherzo”.
Parigi non è lontana.
"Non mi sono ancora immedesimato, penso passo dopo passo, devo prima assicurarmi di andarci e liberarmi. È una città che conosco, ma è un po’ che non ci vado. Avrò un motivo per conoscerla meglio”.