Antonella Palmisano: “Tra moglie e marito ho messo le Olimpiadi”
di Mattia ChiusanoStoria d’amore e di marcia. Lei e lui, la campionessa olimpica di Tokyo e l’allenatore dei ragazzi delle Fiamme Gialle, ma anche la moglie e il marito. La stessa passione, la stessa vita, lo stesso cane, lo stesso soffitto a Bagnoletto, vicino Ostia Antica, al mare, alla tenuta di Castelporziano. Per il resto, tutto diverso.
La rabbia agonistica di lei, Antonella Palmisano, tornata sul podio mondiale dopo un periodo in cui non riusciva a camminare, la lucidità rassegnata di lui, Lorenzo Dessi, quando capì che la sua strada non era la gara, ma l’allenamento. Per 11 anni hanno marciato su binari paralleli. Ora si sono uniti: la moglie ha voluto il marito come allenatore, lasciando lo storico coach Patrick Parcesepe per vincere una medaglia alle Olimpiadi di Parigi. E in questo gioco di coppia entra pure l’altro: con Massimo Stano, anche lui oro a Tokyo, Antonella Palmisano sarà probabilmente protagonista della prima staffetta mista uomo-donna ai Giochi.
Antonella, come si trasforma un m…
Storia d’amore e di marcia. Lei e lui, la campionessa olimpica di Tokyo e l’allenatore dei ragazzi delle Fiamme Gialle, ma anche la moglie e il marito. La stessa passione, la stessa vita, lo stesso cane, lo stesso soffitto a Bagnoletto, vicino Ostia Antica, al mare, alla tenuta di Castelporziano. Per il resto, tutto diverso.
La rabbia agonistica di lei, Antonella Palmisano, tornata sul podio mondiale dopo un periodo in cui non riusciva a camminare, la lucidità rassegnata di lui, Lorenzo Dessi, quando capì che la sua strada non era la gara, ma l’allenamento. Per 11 anni hanno marciato su binari paralleli. Ora si sono uniti: la moglie ha voluto il marito come allenatore, lasciando lo storico coach Patrick Parcesepe per vincere una medaglia alle Olimpiadi di Parigi. E in questo gioco di coppia entra pure l’altro: con Massimo Stano, anche lui oro a Tokyo, Antonella Palmisano sarà probabilmente protagonista della prima staffetta mista uomo-donna ai Giochi.
Antonella, come si trasforma un marito in allenatore?
“Lorenzo aveva il suo gruppo di ragazzini, io il mio gruppo di ‘grandi’. Lui veniva a vedere qualche mio allenamento in bici, ma non ha mai messo becco nel mio lavoro. Quando ho cominciato a non vivere bene quel che stavo facendo, a sentirmi sola, lui non si è mai espresso. Avevo quasi timore di proporglielo, di dirgli: ‘Vorresti allenarmi?’. Nel senso che lui mi ha sempre lasciato libera di decidere, non ha provato mai a convincermi. Era silenzioso”.
Poi ha detto sì?
“Secondo me è stato anche un po’ incosciente. Insomma, ha accettato. Un’arma a doppio taglio, mettiamola così, ho provato un po’ di incertezza e paura anch’io, ma ho voluto affidarmi a quello che può essere un suo percorso di crescita, e a una mia voglia di provare qualcosa di nuovo, bello, entusiasmante”.
Come si sente?
“Per me è cambiato tutto. Mi piace questo nuovo clima in allenamento”.
Lei è piena di energia, ma non ha un carattere malleabile. Come fate?
“La maggior parte delle volte io faccio di testa mia, sono testarda, però ho anche detto a Lorenzo: ‘guarda che ho letto tanto, gli atleti che hanno qualcosa in più sono anche testardi, non sono facili da domare. E quindi se tu hai deciso di allenarmi, non puoi pensare che sia una ragazzina a cui dici tutto quello che vuoi’. Anche questa è la nostra sfida quotidiana, e devo dire che lui riesce il più delle volte a mantenere la pazienza, il motivo per il quale riusciamo ad allenarci insieme”.
E quando lui perde la pazienza?
“Ci sono giorni in cui non ce la fa più e mi dice ‘guarda, mi hai rotto le scatole’. Esce fuori il marito, e da parte mia la moglie, quindi andiamo un po’ a cozzare. Però sto migliorando, quando vedo che la situazione comincia a essere un pochino più energica, più scintillante, gli dico ‘ne parliamo dopo l’allenamento’, io vado a casa, lui sul campo, poi cerchiamo di calmare i bollori. Con questa esperienza possiamo solo crescere, io cerco di lavorarci ogni giorno, sul cercare di essere atleta tenendo ben separati i ruoli. Anche lui la pensa così”.
Non bastasse la sfida col marito-allenatore, deve preparare pure la staffetta di Parigi con un oro olimpico e pugliese doc come Massimo Stano.
“C’è in corsa pure Francesco Fortunato che ha fatto una bella stagione, però è normale che mi piacerebbe l’idea dei due campioni di Tokyo insieme, per andare a prendere un’altra medaglia. Abbiamo vinto in due giornate diverse, sarebbe una specie di chiusura del cerchio”.
A Stano non manca la voglia di provocarla.
“Abbiamo fatto una staffetta insieme a Modugno, e lui mi diceva ‘io sto meglio di te oggi’. La battuta per stuzzicarmi ce l’ha sempre, ma a me fa solo bene, per quella voglia di sfidare gli uomini, per questo preferisco allenarmi con loro”.
Come sono i rapporti dopo che lei ha lasciato il gruppo di Patrick Parcesepe?
“Frequentiamo un po’ gli stessi luoghi, ci incontriamo tre-quattro volte a settimana nella Pineta di Ostia dove facciamo la maggior parte dei chilometri. Lo becco lì, e scatta sempre la sua battuta. Lui ha veramente dei ritmi che non posso ripetere, se marcio così due chilometri sono già tanti. Faccio fatica a stargli dietro, ma anche prima per me era difficile allenarmi con Stano”.
Quanto è difficile gestire sfida e complicità con un uomo nello sport?
“È importante avere un carattere forte, ma è bello anche quando ci affidiamo a chi abbiamo attorno. Fossi brava a fare tutto, l’avrei fatto da sola”.