Si era preparato senza tralasciare nulla al caso, ha lottato con orgoglio, non si è accontentato di perdere facendo un match piatto ma ha provato a vincere. Alla fine non ce l’ha fatta perché l’avversario si è oggettivamente mostrato più forte. Il titolo europeo resterà l’unica pedina mancante nella bacheca ricca di titoli (mondiale compreso) di Giovanni De Carolis. La sfida, se non impossibile, assai complicata in Francia contro Kevin Sadjo è durata otto round. Poi, dopo che il pugile romano aveva subito una serie di colpi che gli avevano fatto poggiare in terra un ginocchio, dall’angolo il suo maestro storico Italo Mattioli ha fatto segno all’arbitro che poteva bastare così.
Forse De Carolis avrebbe anche avuto la forza per continuare, però alla fine il gesto d’affetto dell’angolo è comprensibile e soprattutto condivisibile. Sadjo, nettamente più basso di De Carolis, ha avanzato dal primo all’ultimo istante dimostrandosi un rullo compressore: 20 vittorie prima del limite su 22 match (tutti vinti) non possono essere frutto del caso.
Il francese è il tipico picchiatore brevilineo, che carica tutti i colpi e li varia tra volto e bersaglio grosso. Proprio le bordate ai fianchi (arrossatissimi) sono state quelle maggiormente accusate da De Carolis. L’antidoto poteva essere una boxe dalla lunga distanza, che però non è il forte dell’italiano, più forte dalla media. Altro antidoto a poteva essere il gancio, che infatti in più di una circostanza De Carolis ha portato con buoni risultati. Ma contro la potenza del francese si sono dimostrati palliativi: il romano ha toccato il tappeto nel secondo round, ha saputo reagire fino all’epilogo, decretato da un gesto d’affetto.