La misteriosa indulgenza verso Tyson
di Gabriele RomagnoliC’è qualcosa che stona nell’idea di portare su un ring Mike Tyson e Jake Paul. L’ex campione del mondo di pugilato, categoria massimi, anni 57, contro l’influencer con 9 combattimenti alle spalle, anni 27. L’incontro avverrà il 20 luglio in Texas e sarà visibile su Netflix, che l’ha organizzato. La borsa per i contendenti non è nota, ma si presume rilevante, dato che il giro d’affari generato è di circa 300 milioni di dollari.
La logica degli eventi creati per la tv
Che cosa stona? Qualcuno ha sostenuto che incontri del genere ridicolizzano il pugilato, ma negli ultimi anni, tra scissioni e baracconate, ci ha già pensato da solo. Qualcun altro non capisce la logica degli eventi creati per la tv. In effetti si cerca un impossibile ponte nel tempo (vedi Nadal contro Alcaraz) quando l’unico funzionante sarebbe quello nello spazio, portando di fronte atleti contemporanei che solitamente gareggiano distanti.
C’è qualcosa che stona nell’idea di portare su un ring Mike Tyson e Jake Paul. L’ex campione del mondo di pugilato, categoria massimi, anni 57, contro l’influencer con 9 combattimenti alle spalle, anni 27. L’incontro avverrà il 20 luglio in Texas e sarà visibile su Netflix, che l’ha organizzato. La borsa per i contendenti non è nota, ma si presume rilevante, dato che il giro d’affari generato è di circa 300 milioni di dollari.
La logica degli eventi creati per la tv
Che cosa stona? Qualcuno ha sostenuto che incontri del genere ridicolizzano il pugilato, ma negli ultimi anni, tra scissioni e baracconate, ci ha già pensato da solo. Qualcun altro non capisce la logica degli eventi creati per la tv. In effetti si cerca un impossibile ponte nel tempo (vedi Nadal contro Alcaraz) quando l’unico funzionante sarebbe quello nello spazio, portando di fronte atleti contemporanei che solitamente gareggiano distanti.
Tyson e la condanna per stupro
L’esempio è del 1973, la “battaglia dei sessi”: Billie Jean King contro Bobby Riggs. Sebbene lei fosse ancora in attività e lui già ritirato, quello scontro aveva un significato che Tyson-Paul non ha neppure lontanamente. Quel che stride è il trattamento riservato a Iron Mike. L’ America, Hollywood, le piattaforme televisive sono molto severe con chi sia anche soltanto accusato di abusi sessuali o violenze domestiche (vedi l’ostracismo a Woody Allen). Tyson è stato condannato per stupro da una giuria dell’Indiana. Ha trascorso tre anni in carcere. Ero all’esterno di quelle mura, a Plainfield, tra decine di cronisti, ad attenderne il rilascio. Un veterano commentò: “Sono stato ad aspettare Alì, ingabbiato per aver rifiutato il Vietnam. Anche se pure questo si è convertito all’islam mentre era dentro, credetemi: non è la stessa cosa”.
Paul, lo youtuber sbruffone
Era il 1995. Da allora Tyson ha fatto di tutto: boxe, wrestling, boxe che era wrestling, libri, film (Una notte da leoni). Un trattamento anomalo per chi ha quella fedina penale, quasi lo si volesse risarcire, dubitando del verdetto. Infatti tornerà ricco, o quasi, affrontando Paul. Perché proprio uno youtuber sbruffone che si è reinventato pugile? Leggendone il curriculum si scopre per questo duello un senso involontario: pure lui ha due accuse per violenza sessuale. Ecco allora una bella idea per un reality televisivo di sicuro successo: organizzare un torneo di pugilato, anche senza regole, anzi incoraggiando i colpi sotto la cintura, per autori di abusi sessuali o violenze domestiche. Che se le diano tra di loro, eliminandosi con una serie di ko cruenti, finché ne resti in piedi uno solo. E che il vincitore affronti Mike Tyson.