La sciabola è una delle facce dello sport italiano. Gli anni ruggenti di Aldo Montano, e ancora prima di Luigi Tarantino, sono stati il proseguimento della squadra che vinse l’oro a Los Angeles ‘84, che a sua volta era figlia di quella anni Settanta di Michele Maffei e del padre di Montano, Mario Aldo detto “Mauzzino” , figlio di Aldo che tirò a Berlino 1936 e Londra 1948. Quasi un secolo di storia e di gloria, anche se ultimamente le cose non giravano benissimo, dopo l’argento delle Olimpiadi di Tokyo afferrato con l’ultima unghiata di Aldo Montano era arrivato un bronzo ai Mondiali 2022 per poi precipitare su un sesto posto ai Mondiali di casa, a Milano, che confermava un’epoca di turbolenza e il rischio sfiorato di non qualificarsi per le Olimpiadi. Ma da domenica la paura è passata, e non solo la sciabola maschile è andata a Parigi, ma ha completato pure il contingente azzurro. En plein di carte olimpiche, come a Tokyo, dopo che le squadre di fioretto, spada e sciabola donne avevano già garantito il loro diritto di esserci al Grand Palais, suggestiva sede delle gare di scherma.
Non è andato oltre i quarti di finale nella Coppa del mondo di Budapest, il quartetto formato da Luigi Samele, Luca Curatoli, Pietro Torre e Michele Gallo. Dopo il 45-33 alla Cina il cammino si è interrotto contro gli Stati Uniti del campione mondiale Eli Dershwitz che hanno vinto 45-39. A garantire la qualificazione del team guidato dal ct Nicola Zanotti è stata la successiva eliminazione in semifinale della Germania, battuta per 45-39 dalla Corea del Sud: a quel punto il punteggio degli azzurri è bastato per confermare il ranking. Gli sciabolatori non sono tra le prime quattro squadre ammesse, Corea del sud, Ungheria, Usa e Francia, ma hanno conquistato il torneo olimpico come miglior europea, posto tolto appunto alla Germania, mentre Iran (Asia), Egitto (Africa) e Canada (America) si sono presi gli altri slot. Gli azzurri non saranno teste di serie, e dovranno guadagnarsi la semifinale e la possibile medaglia contro nazioni più quotate. Uno stimolo in più, per non passare come la squadra Calimero della spedizione italiana. E risvegliare lo spirito ribaldo dei campioni che li hanno preceduti.