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Scherma, polemiche sulla nazionale per Parigi. Navarria: “Non volevo chiudere così”. Cuomo: “Perché sta fuori il campione italiano?”

Mara Navarria e Rossella Fiamingo ai Mondiali di Milano (fotogramma)
Le convocazioni per le Olimpiadi scatenano le reazioni della spadista friulana (che ha annunciato il ritiro) e del 26enne figlio dell’ex campione Sandro. Cimini, convocato per Parigi, posta sui social la tac al cervello dopo i problemi di salute che l’hanno fermato a lungo
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Le prime polemiche sulla strada di Parigi. Lontano dal Roland Garros e dalla finale di Champions, si stanno consumando emozioni forti in uno sport che ora vive sottotraccia ma all’improvviso diventerà protagonista. 130 medaglie, di cui 49 d’oro: la “cassaforte italiana alle Olimpiadi” chiamano la scherma che il 27 luglio celebrerà i primi assalti di Parigi 2024 nella maestosa cornice del Grand Palais. Tutto esaurito da anni, in un’edizione ancora più speciale delle altre a cui tutti vorrebbero partecipare. Ma questo non è possibile, e quando sono uscite le convocazioni dell’Italia, le scelte sono state dolorose e le polemiche inevitabili. Coinvolgendo campionesse affermate, come giovani emergenti che si sentivano pronti per Parigi.

Navarria: “C’è vita oltre la scherma”

Sport già sanguigno di suo, la scherma si prepara per Parigi con l’adrenalina a mille. Quella che proverà Mara Navarria, una delle atlete madri che già ai tempi della vittoria al Mondiale 2018 si divideva tra la …

Le prime polemiche sulla strada di Parigi. Lontano dal Roland Garros e dalla finale di Champions, si stanno consumando emozioni forti in uno sport che ora vive sottotraccia ma all’improvviso diventerà protagonista. 130 medaglie, di cui 49 d’oro: la “cassaforte italiana alle Olimpiadi” chiamano la scherma che il 27 luglio celebrerà i primi assalti di Parigi 2024 nella maestosa cornice del Grand Palais. Tutto esaurito da anni, in un’edizione ancora più speciale delle altre a cui tutti vorrebbero partecipare. Ma questo non è possibile, e quando sono uscite le convocazioni dell’Italia, le scelte sono state dolorose e le polemiche inevitabili. Coinvolgendo campionesse affermate, come giovani emergenti che si sentivano pronti per Parigi.

Navarria: “C’è vita oltre la scherma”

Sport già sanguigno di suo, la scherma si prepara per Parigi con l’adrenalina a mille. Quella che proverà Mara Navarria, una delle atlete madri che già ai tempi della vittoria al Mondiale 2018 si divideva tra la pedana e il figlio Samuele che nel frattempo ha undici anni. L’Olimpiade non è stata molto generosa con lei: saltò Rio 2016 perché la squadra di spada non si era qualificata e in gara andò solo Rossella Fiamingo. Dopo il bronzo a squadre di Tokyo, ecco una sorpresa amara: “Quelle di Parigi 2024 saranno le mie terze Olimpiadi. Prenderò parte solo alla competizione a squadre e non a quella individuale” ha scritto la friulana su Instagram, trovando una risposta secca a una sua domanda: “Avrei voluto chiudere così? No”. Già, chiudere, perché insieme al racconto del suo stato d’animo Navarria ha annunciato anche il suo ritiro dopo Parigi: “Dove è iniziata, si chiude. Nel 2010, partecipai al mio primo Mondiale e nel 2018 ritirai la Coppa del Mondo vinta, sempre al Gran Palais di Parigi, proprio dove sarò in pedana con la squadra il 30 luglio per la mia ultima competizione. C’è tanta vita oltre la scherma”. Laureata in scienze motorie, già ai tempi del Covid aveva deciso di tornare nel suo Friuli, a Carlino dove coltiva l’orto e il suo allenatore Roberto Cirillo la raggiunge partendo dalla sua precedente base a Rapallo. Ci sarà comunque a Parigi, ma da riserva. “La straordinaria stagione di Giulia Rizzi la promuove di diritto al doppio impegno sia individuale che a squadre” ha spiegato il ct Dario Chiadò, che ha scelto anche Fiamingo e Alberta Santuccio, argento individuale ai Mondiali di Milano lo scorso luglio.

Cuomo senior: “Un problema di chi gestisce il sistema?”

“Sono pronta a dare il massimo e tutto il mio contributo, con dedizione e generosità, come ho sempre fatto da oltre 20 anni in pedana con la Nazionale” è la promessa di Navarria, che a Parigi comunque ci sarà. Non come uno spadista del 1998 convinto che fosse arrivato il suo momento. “Sono ancora campione italiano in carica, e forse questa è l’unica nazione al mondo che non porta il campione nazionale alle Olimpiadi”: a dirlo ai tg Rai della Campania è Valerio Cuomo, che ai Mondiali di Milano arrivò ai quarti di finale. Ma ha anche un cognome che per chi mastica Olimpiadi qualcosa di forte ricorda: Cuomo appunto, come il padre Sandro, oggi ct dell’Egitto in forte ascesa, un tempo ct dell’Italia, ma ancora prima fuoriclasse con un oro a squadre ai Giochi di Atlanta ’96, e un bronzo individuale a Los Angeles 1984. “Non c’è una spiegazione plausibile” ha detto Cuomo senior “per due anni Valerio è stato numero uno del ranking nazionale italiano ed è stato anche numero 6 al mondo: se con questi risultati non si entra in squadra, forse c’è un problema nel sistema o in chi lo gestisce”. Com’è potuto succedere? Gli spadisti sono campioni del mondo in carica, titolo conquistato senza Valerio. Hanno vinto l’oro demolendo la Francia con un blocco consolidato, situazione che crea corsie preferenziali in tanti sport, non solo nella scherma. Davide Di Veroli-Andrea Santarelli-Federico Vismara vogliono essere un corpo unico anche quando ci sarà la rivincita coi francesi, a casa loro. Poi c’è Gabriele Cimini, riserva per la prova a squadre, e qui si entra davvero nel significato di gruppo, qualcosa che può fare male a un giovane ambizioso ma include un atleta che dopo il trionfo di Milano ha avuto seri problemi di salute. Saltando buona parte della stagione per dedicarsi a una riabilitazione motoria che il pisano ha voluto documentare sui social, anche venerdì sera ha ringraziato sanitari e familiari che lo hanno assistito, postando anche l’immagine di una Tac al cervello che rivela un’estesa macchia. Cimini è tornato in Coppa del mondo solo a inizio maggio a Cali per fare un po’ di strada nel tabellone, ha dimostrato di essere sulla strada del recupero anche sportivo. “Diversi giovani hanno fatto cose importanti” ha spiegato il ct, “ma nelle convocazioni ho dato priorità a chi ha vinto un titolo che mancava da trent’anni e ci ha portato alla qualifica olimpica con ampio anticipo”.

Il post in cui Gabriele Cimini ringrazia tutti quelli che lo hanno aiutato durante la pausa per problemi di salute 

Durante le Olimpiadi di Tokyo ci fu la spaccatura tra le squadre di fioretto e l’allora ct Andrea Cipressa. Si spera che queste primi fulmini non siano l’inizio di un temporale per uno sport che parte per le Olimpiadi pieno di giovani brillanti e può tornare carico di medaglie.

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