Tamberi con le molle: l’oro di Gimbo jet a 2,37 è un messaggio per i Giochi
di Emanuela AudisioROMA – Quando la banda passò, Tamberi volò. Sul mondo e sulla felicità: 2,37, miglior prestazione stagionale, undici salti per una gloria smisurata. Due Repubbliche insieme, l’Italia istituzionale e quella dello sport: Mattarella e il portabandiera azzurro. Il Presidente discreto e il performer scatenato. Gianmarco Tamberi, 32 anni, all’Olimpico fa l’entrata da Gimbo: saltella, incita gli spettatori, si mette a riscaldare la curva sud trasformata in curva Tamberi. Ha un cappello da baseball con la scritta Dream it., sempre half- shave, con la barba rasata a metà. Malagò, presidente del Coni, lo richiama con un gesto («Vieni qui»), Gimbo si avvicina alla tribuna dov’è seduto il Presidente che si alza per salutarlo da lontano.
Il duello con gli ucraini
Gio…
ROMA – Quando la banda passò, Tamberi volò. Sul mondo e sulla felicità: 2,37, miglior prestazione stagionale, undici salti per una gloria smisurata. Due Repubbliche insieme, l’Italia istituzionale e quella dello sport: Mattarella e il portabandiera azzurro. Il Presidente discreto e il performer scatenato. Gianmarco Tamberi, 32 anni, all’Olimpico fa l’entrata da Gimbo: saltella, incita gli spettatori, si mette a riscaldare la curva sud trasformata in curva Tamberi. Ha un cappello da baseball con la scritta Dream it., sempre half- shave, con la barba rasata a metà. Malagò, presidente del Coni, lo richiama con un gesto («Vieni qui»), Gimbo si avvicina alla tribuna dov’è seduto il Presidente che si alza per salutarlo da lontano.
Il duello con gli ucraini
Giovedì il capitano azzurro andrà al Quirinale a ritirare il tricolore che porterà a Parigi. È alla sua prima gara stagionale, poche storie, deve vincere. Entra pulito a 2,22, disinvolto, fa l’inchino, va a congratularsi con il napoletano Alessandro Sibilio, argento sui 400 hs, che dopo 23 anni ha migliorato il record di Fabrizio Mori. A 2,26 sembra passare, ma con il sedere sfiora l’asticella che cade, l’ucraino Oleh Doroshchuk, classe 2001, invece lo supera al primo tentativo e anche il suo connazionale Vladyslav Lavskyy, ma entrambi hanno due errori a 2,22. Gimbo ci riprova, nessun problema. Gli azzurri Manuel Lando, 21 anni, e Stefano Sottile, 26, non ce la fanno, resiste il ceko Jan Stefela al terzo tentativo. A 2,29 la rincorsa di Tamberi è un po’ lenta, errore, niente da fare, resta sul materasso a riflettere. Lavskyy non ha problemi. Bisogna anche dire che la corsa dei 10 mila donne interrompe, disturba e rallenta la gara dei saltatori.
Gimbo chiude la pratica
Stavolta Gimbo non va a salutare Nadia Battocletti al suo secondo oro, sui 10 mila, e anche al suo secondo record italiano. Mattarella in piedi applaude, Nadia avvolta nella bandiera salirà in tribuna a omaggiare il Capo dello Stato. Tamberi deve concentrarsi sul salto che però fallisce, abbatte l’asticella, anche Doroshchuk è al secondo errore. Allora Gimbo chiede il tifo del pubblico, urla, e sorvola il suo affanno, il 2,29 è una pratica chiusa. Resta sul materasso con le mani nei capelli, si dimena come avesse uno scorpione nelle scarpe. Poi fa segno che lassù qualcuno lo ama, anche quaggiù per la verità. Sistema la rincorsa, la allunga, è più veloce e oplà il 2,31 è superato.
Sale a 2,34 per infiammare l’Olimpico
L’avevano dato per morto? Lui resuscita. Lavskyy non ha scelta, lui che ha appena eguagliato con 2,29 il suo personale, chiede la misura di 2,33. Per l’ucraino è la sola speranza per vincere. Gimbo è il primo a saltare, ma non va, nemmeno l’ucraino, errori per entrambi, l’azzurro per l’ultimo salto chiede 2,34, lo passa che è una meraviglia, poi si tocca la caviglia sinistra, zoppica. L’Olimpico si copre gli occhi, sguardi disperati: ancora un infortunio per un salto di troppo prima delle Olimpiadi, come nel 2016 a Montecarlo prima di Rio? No, non può essere, non deve.
La gag delle molle
Ma lassù nel cielo non lo amavano? Si butta a terra, si slaccia la scarpa, la fa vedere, tira fuori dei pezzi di molle: è una gag? Ma sì. È un sorpasso-thriller. Nemmeno Vittorio Gassman preparava così bene i suoi colpi di scena. Mica è finita. Chiede 2,37, non si accontenta, e vola, vola, «perché volevo una misura importante: se non avessi vinto, sarei rimasto zitto per un mese». Tamberi è oro, bacia Chiara la moglie, che gli dice: «Sei un pazzo». Poi corre, anzi salta, sembra Tiramolla, avvolto nel tricolore va a salutare Mattarella, lo bacia, abbraccia anche Malagò. Terzo titolo europeo per lui. Il più vincente di tutti. E ora non dategli una pedana, ma Hollywood.