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I ragazzi del presidente: da Battocletti a Sibilio, la felicità di Mattarella

Il presidente Sergio Mattarella con Marcell Jacobs e Fausto Desalu (ansa)
Oro nei 10 mila, argento nei 400 ostacoli, entrambi col record nazionale: al Quirinale il primo sostenitore dello sport italiano
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ROMA — «Il mio presidente, si è alzato in piedi per applaudirmi». Alessandro Sibilio si illumina, era proprio scritto che la sua via crucis dopo un lungo infortunio finisse in bellezza, con un argento a testa alta contro lo spaziale Karsten Warholm, il record italiano e il presidente Sergio Mattarella in piedi in tribuna. Ma poco dopo la finale dei 400 ostacoli la scena si ripete, anzi si amplifica, perché Nadia Battocletti abbina all’oro dei 5 mila anche quello dei 10 mila, allunga a cinquecento metri dal traguardo, arriva in sicurezza e l’ultimo giro che conduce al record italiano si presta davvero a un’ovazione anche in tribuna autorità. Col presidente in piedi, pronto ad accogliere in tribuna Nadia, col tricolore sulle spalle e il presidente della Fidal Stefano Mei a scortarla e riempirla di buffetti. C’è feeling, emozione, il presidente è «particolarmente emozionato». A raccontarlo è proprio la trentina, figlia di mezzofondisti, lui Giuliano lei Jawhara formata sulle piste del Ma…

ROMA — «Il mio presidente, si è alzato in piedi per applaudirmi». Alessandro Sibilio si illumina, era proprio scritto che la sua via crucis dopo un lungo infortunio finisse in bellezza, con un argento a testa alta contro lo spaziale Karsten Warholm, il record italiano e il presidente Sergio Mattarella in piedi in tribuna. Ma poco dopo la finale dei 400 ostacoli la scena si ripete, anzi si amplifica, perché Nadia Battocletti abbina all’oro dei 5 mila anche quello dei 10 mila, allunga a cinquecento metri dal traguardo, arriva in sicurezza e l’ultimo giro che conduce al record italiano si presta davvero a un’ovazione anche in tribuna autorità. Col presidente in piedi, pronto ad accogliere in tribuna Nadia, col tricolore sulle spalle e il presidente della Fidal Stefano Mei a scortarla e riempirla di buffetti. C’è feeling, emozione, il presidente è «particolarmente emozionato». A raccontarlo è proprio la trentina, figlia di mezzofondisti, lui Giuliano lei Jawhara formata sulle piste del Marocco. «Il presidente era particolarmente emozionato. Sempre molto a modo, come tutti noi lo conosciamo, poi c’erano le autorità, è stato bello per me e le mie compagne correre di fronte a loro».

Il presidente dalla scherma al volley

I ragazzi del presidente. Oltre a Gimbo, Nadia d’oro, Alessandro d’argento. Se l’Italia nell’ultimo anno si è trasformata in una piccola Olimpiade frammentata, Mattarella non ha mai fatto mancare la sua presenza. Ai Mondiali di scherma di Milano quando si intrattenne con Santuccio e Navarria deluse per non essere riuscite a vincere nella spada. Poi la finale degli Europei di volley a Roma, quando ruppe il protocollo andando a confortare a lungo De Giorgi e i giocatori mortificati per il 3-0 dei polacchi. Stavolta pochi chilometri più in là la notte dell’atletica all’Olimpico. Non limitata alla affettuosa presenza in tribuna, ma preceduta anche da un incontro con altri azzurri, compreso Marcell Jacobs al quale il presidente chiede se ha recuperato dai problemi fisici.

In una sera i cui si incrociano medaglie e lacrime lasciate alle spalle. «Penso di aver fatto un salto di qualità rispetto ai Mondiali di Budapest — ancora Battocletti —, lì ho preso una bella mazzata e ho cominciato a ricostruirmi. Ringrazio i medici mi hanno curato alla vigilia come una malata, con l’orzaiolo e le vesciche che mi tormentavano».

(ansa)

Sibilio: “Due anni che aspettavo questo momento”

Niente rispetto alla lunga pausa a cui è stato costretto Sibilio, che in passato aveva avuto qualche problema nel gestire gli allenamenti al Maradona di Napoli, prima che il Comune gli venisse incontro. «Non ci credo, sono due anni che aspetto questo momento. Gli infortuni sono stati la mia disfatta ma anche la mia forza, ogni giorno pensavo che non potevano essere più forti di me». Da ragazzo fece una rimonta così spettacolare che si parlò di “rettilineo Sibilio”. Anni dopo ha fatto qualcosa di più: tenere testa al sovrano. «Gli italiani stanno facendo un campionato pazzesco» sorride Warholm, «contro Sibilio ho dovuto lottare e non c’era spazio per errori». Ma il sovrano non calcolava che gli italiani in tribuna avevano un presidente.

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