Atletica, l'altra faccia della medaglia: grande spettacolo per poco pubblico. Mei: “Sui prezzi ci sono stati degli errori”
di Mattia ChiusanoQuando rivedremo in Italia un grande evento di atletica come gli Europei di Roma? Nonostante il successo, la strepitosa affermazione della squadra azzurra, potrebbe volerci più di un decennio: “Chi è venuto ha assistito a uno spettacolo che nei prossimi dieci anni non si vedrà più in Italia” scandisce Stefano Mei, presidente della Fidal che definisce “una ferita aperta che non si richiuderà” quella dei Mondiali 2027, andati a Pechino quando il Consiglio dei ministri non ha garantito gli 85 milioni di copertura finanziaria. L’esperienza di Roma 2024 invece è stata molto sofferta: lascerà immagini indimenticabili e un medagliere che verrà citato pure fra trent’anni, ma il risultato a livello organizzativo è stato inferiore a quel che poteva essere se la macchina avesse funzionato dall’inizio. Invece è stata un’agonia curata solo alla fine, con un dato finale di 137mila spettatori su sei giornate che ha lasciato larghi vuoti nell’Olimpico. Lo stesso Gianmarco Tamberi è rimasto scioccato …
Quando rivedremo in Italia un grande evento di atletica come gli Europei di Roma? Nonostante il successo, la strepitosa affermazione della squadra azzurra, potrebbe volerci più di un decennio: “Chi è venuto ha assistito a uno spettacolo che nei prossimi dieci anni non si vedrà più in Italia” scandisce Stefano Mei, presidente della Fidal che definisce “una ferita aperta che non si richiuderà” quella dei Mondiali 2027, andati a Pechino quando il Consiglio dei ministri non ha garantito gli 85 milioni di copertura finanziaria. L’esperienza di Roma 2024 invece è stata molto sofferta: lascerà immagini indimenticabili e un medagliere che verrà citato pure fra trent’anni, ma il risultato a livello organizzativo è stato inferiore a quel che poteva essere se la macchina avesse funzionato dall’inizio. Invece è stata un’agonia curata solo alla fine, con un dato finale di 137mila spettatori su sei giornate che ha lasciato larghi vuoti nell’Olimpico. Lo stesso Gianmarco Tamberi è rimasto scioccato quando è andato in campo e ha fissato la curva Nord: “Poi mi sono girato e la Sud era piena. Ho pensato: “Sono venuti qui per me””.
I biglietti di curva a 70 euro
L’evento non si limitava al solo Olimpico, ma ha generato una vita anche notturna che ha attirato 240mila persone entrate al Foro Italico. 75mila hanno frequentato il villaggio e lo stadio dei Marmi aperto 24 ore. La Medal Plaza è stata una nuova forma di aggregazione per prolungare le emozioni dopo le gare. L’atmosfera è stata festosa, a tratti incandescente, ma lo stadio è rimasto ben lontano dai 45 mila spettatori di media che gli organizzatori speravano di vedere. “È ovvio che la ciambella non sia venuta col buco, sui prezzi dei biglietti ci sono stati errori” spiega Mei, nella sua veste di presidente di una fondazione Roma 2024 nata con un braccio di ferro col suo predecessore, Alfio Giomi, e cresciuta in mezzo a scintille, faticosi rapporti nelle fasi iniziali con Sport e Salute, mentre venivano stabiliti prezzi dei biglietti di curva a 70 euro. Dall’estero non si sono spaventati, tifosi norvegesi, olandesi e svizzeri hanno abbinato l’atletica alle bellezze di Roma. Sul fronte italiano invece la risposta è stata deludente. Complici i prezzi alti, la campagna promozionale che ha portato Jacobs e Tamberi sui cartelloni pubblicitari con trattative last minute, e le promozioni a prezzi stracciati varate quando il conto alla rovescia era diventato inquietante. “A dicembre abbiamo preso in mano la situazione insieme a Sport e Salute, che si è occupata della parte promozionale e marketing” spiega Mei. Il dato finale del fatturato intanto si è attestato sui 21 milioni di euro, per il 50% coperto da ricavi privati.
Nepi Molineris: “Un pubblico di qualità”
Chi ha vissuto i Mondiali di atletica 1987 a Roma ricorda il vecchio Olimpico che scoppiava di pubblico come Ben Johnson di stanozolol, ma era ancora l’epoca Mennea, e se non bastava l’entusiasmo c’erano camionette cariche di militari pronti a trasformarsi in spettatori. Assodato che il pienone non sarebbe stato nemmeno avvicinato, si è puntato sulla qualità del pubblico, da trasformare in uno zoccolo duro per il futuro: “Ho sempre visto uscire l'80% delle persone dopo la gara clou. In questi giorni non ho visto uscire nessuno; credo sia una forma di rispetto e un cambiamento che l'atletica sta portando avanti” spiega Diego Nepi Molineris, ad di Sport e Salute. Grande e in crescita la passione, ma grande, troppo, è anche l’Olimpico. Mei chiede di “costruire uno stadio per l’atletica, modulabile, mentre l’Olimpico da 70mila posti non è adatto, è una profusione di cemento”. Nepi annuncia una gara di salto in alto al centrale del Foro Italico (atteso Tamberi) e il ritorno dello Sprint Festival ai Marmi. Quanto a un grande campionato, mondiale o europeo, ripassare alla prossima generazione.