La vicampionessa olimpica e oro mondiale Vanessa Ferrari si è infortunata a un polpaccio ed è costretta a dire addio alle Olimpiadi di Parigi 2024. Le è accaduto nello stacco di un salto, durante un allenamento in vista dei Campionati italiani assoluti della prossima settimana. L’ha comunicato per prima la stessa campionessa di Orzinuovi sui social: “Ci tengo a ringraziare” ha voluto scrivere, “tutti coloro che mi hanno sostenuta e che hanno sempre creduto in me”.
Il tentativo di esserci 16 anni dopo Pechino 2008
Argento nel corpo libero alle Olimpiadi di Tokyo, dove era stata anche quarta nella gara a squadre, Vanessa non gareggiava da tre anni, proprio dall’edizione giapponese. Ma conservava intatta l’ambizione di presentarsi anche a Parigi, dopo essersi sottoposta a duri allenamento a Brescia nel centro dove opera il ct azzurro Enrico Casella. Il suo rientro era previsto a inizio anni in Serie A a Montichiari, ma era poi stato rimandato per problemi fisici che la quasi 34ennne ha affrontato per una vita. A partire dall’infortunio al tendine d’Achille che la costrinse a un’Olimpiade di Pechino 2008 non brillante, due anni dopo aver vinto l’oro nel concorso generale ai Mondiali di Aarhus 2006. "Nonostante stia combattendo da dicembre con vari malesseri, a livello tecnico stavo molto bene” ha scritto sui social.
L’ultima occasione per qualificarsi alle Olimpiadi di Parigi, sedici anni dopo Pechino, erano gli Assoluti di Cuneo in programma dal 5 al 7 luglio. L’obiettivo era essere competitiva nel corpo libero e nel volteggio. Per inserirsi tra le cinque atlete che rappresenteranno nella gara a squadre l’Italia campione d’Europa, che ha perso a maggio Asia D’Amato per le lesione di un crociato. Purtroppo l’inseguimento alle Olimpiadi ha richiesto un prezzo troppo alto, e Vanessa lo ha dovuto abbandonare, temendo già da tempo un finale del genere: “Ho intrapreso questo percorso con la consapevolezza che ci potesse essere questo tipo di esito, fa parte del gioco”. Ma sul suo futuro, lei è pronta a aggiungere nuove pagine.