Ecco le Olimpiadi degli Esports: gare in Arabia per 12 anni, no agli Sparatutto. Così il Cio apre a un mercato da mezzo miliardo di giocatori
di Mattia ChiusanoSi sapeva che sarebbe successo, ma quando sono state pronunciate queste parole non ci sono stati più dubbi. “Ci sono tre miliardi di persone che giocano ai videogiochi nel mondo” disse Thomas Bach, presidente del Cio che sta per celebrare l’Olimpiade di Parigi. “Di questi, più di cinquecento milioni sono interessati agli esports, che includono sport virtuali e simulazioni sportive. Ma quel che è più rilevante è che la maggioranza ha meno di 34 anni”. Un’investitura totale: chi vuole rinunciare a un mercato da mezzo miliardo di clienti? Serviva un partner potente, ricchissimo e visionario, ed è arrivato: l’Arabia Saudita. La creatura insomma può nascere, e ha già un nome e una data di debutto: Esports Olympics, anno 2025. Le Olimpiadi degli esports che, attenzione, non saranno inserite all’interno dei 17 giorni dell’edizione estiva come si azzardava anni fa, ma avranno un loro format indipendente, come le Olimpiadi invernali o quelle giovanili. Staccate dalla tradizione, faticosamente …
Si sapeva che sarebbe successo, ma quando sono state pronunciate queste parole non ci sono stati più dubbi. “Ci sono tre miliardi di persone che giocano ai videogiochi nel mondo” disse Thomas Bach, presidente del Cio che sta per celebrare l’Olimpiade di Parigi. “Di questi, più di cinquecento milioni sono interessati agli esports, che includono sport virtuali e simulazioni sportive. Ma quel che è più rilevante è che la maggioranza ha meno di 34 anni”. Un’investitura totale: chi vuole rinunciare a un mercato da mezzo miliardo di clienti? Serviva un partner potente, ricchissimo e visionario, ed è arrivato: l’Arabia Saudita. La creatura insomma può nascere, e ha già un nome e una data di debutto: Esports Olympics, anno 2025. Le Olimpiadi degli esports che, attenzione, non saranno inserite all’interno dei 17 giorni dell’edizione estiva come si azzardava anni fa, ma avranno un loro format indipendente, come le Olimpiadi invernali o quelle giovanili. Staccate dalla tradizione, faticosamente riproposta dai tempi del barone De Coubertin, ora possono crescere e arricchirsi. E inseguire il presente: “Così il Cio terrà il ritmo della rivoluzione digitale” sintetizza Bach.
L’accordo per dodici anni con Riad
Non sarà un evento marginale, ma un’operazione enorme come testimonia l’ingresso dell’Arabia Saudita. C’è bisogno di ricordare? Il Mondiale di calcio 2034, il Gp di Formula 1 e della MotoGP, le Next Gen Finals, il Mondiale di boxe Usyk-Fury, la Dakar. Soprattutto il progetto Vision 2030 che attraverso grandi eventi vuole preparare l’era post-petrolio per il regno saudita e togliere slancio alle accuse di violazioni dei diritti umani. In questo quadro entrano le Olimpiadi dei videogame, che non saranno attribuite un’edizione alla volta: Riad infatti se le aggiudicate per dodici anni, con l’impegno di organizzarle regolarmente. Contando su un’esperienza già avviata: la Esports World Cup in corso proprio adesso a Riad con 22 eventi, 2500 giocatori e un montepremi da 60 milioni di dollari. Tutti contenti. Bach, ma anche il principe e ministro dello sport Abdulaziz bin Turki Al Faisal: "Siamo felici di dare il benvenuto a una nuova era dello sport internazionale”. Gli accordi e i budget sterminati servono, ma nel dubbio il Cio è intervenuto in largo anticipo su un tema che potrebbe essere scottante: la corruzione. Con la commissione per l’integrità negli esports ha stretto un patto per scambiarsi prontamente informazioni su giocate sospette che potrebbero incidere sull’immagine dello stesso comitato olimpico internazionale.
Solo simulazione di sport, niente violenza
Ma come saranno le Olimpiadi dei videogame? Per ora ci sono pochi dettagli, ma chi immagina sfide di Sparatutto sotto i cinque cerchi di Olimpia è fuori strada. Completamente. Sin dall’inizio il Cio ha alzato una barriera contro i killing games. Forse in vita sua Bach non ha mai giocato a League of Legends e Counter-Strike, ma l’idea di cosa rappresentino l’ha avuta chiara sin dall’inizio. Attirandosi le critiche per l’esclusione di titoli molto popolari nel mondo dei videogame. Ma lo sport deve rimanere sempre il focus di un’Olimpiade, e anche se il dispendio fisico di una partita in Arabia Saudita non sarà minimamente paragonabile a quello delle gare in arrivo a Parigi, almeno la simulazione di una disciplina deve essere salvata. In pole position partono gli esports che fanno già parte di una federazione internazionale “fisica”, ma anche i comitati olimpici che hanno strutture dedicati agli sport virtuali (in Italia il Coni ha sottoscritto un protocollo col Comitato promotore E-sport Italia). Il Cio ha già organizzato delle Olympic Virtual Series con gare di baseball, ciclismo, canottaggio, vela, motori. Quanto ai nomi d’arte con cui i futuri campioni vorranno vincere le e-medaglie, almeno in questo campo qualcuno li ha già superati: ai Giochi di Parigi gli esordienti ballerini-atleti della breaking si presenteranno coi loro nickname da b-girls e b-boys. E l’azzurra B-Girl Anti, al secolo Antilai Sandrini, sognerà di entrare nello stesso albo d’oro olimpico di Sara Simeoni.