Sasha Zhoya, l’atleta che vuole indossare la gonna alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi. “La moda ormai è unisex”
dalla nostra inviata Alessandra ReticoPARIGI — Il ragazzo Sasha vuole la gonna. Siamo o non siamo alla parità di genere? L’ostacolista francese Zhoya, 22 anni, l’ha chiesta per indossarla alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi il 26 luglio. Alla distribuzione del kit per la nazionale dei Bleus, esce dal camerino e dice “boom”: sotto lo smoking blu scuro con revers rosso sfumato cangiante firmato Berluti, marchio di origine italiana comprato dal colosso francese LVHM sponsor dei Giochi, ha la gonna sempre blu con una banda verticale in bianco dissolto: “Siamo nel 2024”, fa notare il tre volte campione di Francia nei 110 ostacoli in un documentario, “Al cuore di Giochi”, trasmesso da France 2: “Se le donne potessero mettere i pantaloni, perché non gli uomini la gonna? La moda è ormai unisex”.
Anche Lazraq-Khlass protesta
Anche i Giochi: per la prima volta raggiunta la parità di genere. Stesso numero di uomini e donne partecipanti. Certo: il nuoto artistico, che ha provato ad aprire ai ragazzi per la gara a squadre, …
PARIGI — Il ragazzo Sasha vuole la gonna. Siamo o non siamo alla parità di genere? L’ostacolista francese Zhoya, 22 anni, l’ha chiesta per indossarla alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi il 26 luglio. Alla distribuzione del kit per la nazionale dei Bleus, esce dal camerino e dice “boom”: sotto lo smoking blu scuro con revers rosso sfumato cangiante firmato Berluti, marchio di origine italiana comprato dal colosso francese LVHM sponsor dei Giochi, ha la gonna sempre blu con una banda verticale in bianco dissolto: “Siamo nel 2024”, fa notare il tre volte campione di Francia nei 110 ostacoli in un documentario, “Al cuore di Giochi”, trasmesso da France 2: “Se le donne potessero mettere i pantaloni, perché non gli uomini la gonna? La moda è ormai unisex”.
Anche Lazraq-Khlass protesta
Anche i Giochi: per la prima volta raggiunta la parità di genere. Stesso numero di uomini e donne partecipanti. Certo: il nuoto artistico, che ha provato ad aprire ai ragazzi per la gara a squadre, non vedrà nessun maschio. Né Giorgio Minisini, né il precursore Bill May. Riuscirà Zhoya a scardinare un tabù? Il comitato organizzatore pare non abbia posto nessun veto alla gonna per gli uomini. E alla tenuta maschile per le donne? La compagna di squadra di Sasha, Auriana Lazraq-Khlass, vicecampionessa europea di eptathlon, si è lamentata del fatto che non le è stato concesso il diritto di indossare l’outfit degli uomini, che comprende anche delle sneaker al posto dei mocassini in pelle blu. E anzi che le donne sarebbero obbligate a mettere il blazer in versione femminile: cioè senza maniche, tipo gilet. Lei avrebbe voluto quello completo, con le braccia coperte.
Chi è Sasha Zhoya
Certe convenzioni sono più resistenti della realtà. Zhoya vuole fare il prodigio: record mondiale e campione del mondo nei 110 m ostacoli under 20, campione europeo under 23 nel 2023, gareggerà a Parigi il 4 agosto. Cittadino di tre paesi (la Francia materna, l’Australia paterna e lo Zimbabwe della nonna), saltava anche con l’asta a Perth, in Austrlia, dove è nato, l’ha lasciata quando 4 anni fa ha scelto la Francia di mamma Catherine Larbiose-Zhoya, ex sciatrice. È un appassionato di moda, gli piace la musica, suo padre Yonah è un musicista. Ha studiato per conseguire il diploma in danza classica e contemporanea fino ai 18 anni: “Mi ha insegnato a essere me stesso, naturale, e a sentirmi a mio agio quando c'è un pubblico che ti guarda. Adoro ballare, mi schiarisce anche le idee sullo sport che pratico a tempo pieno. Ballare, anche nell'intensità, mi rende più fluido, più rilassato”. Il suo idolo? Usain Bolt. “Voglio essere l’atleta che tutti ricordano, voglio essere il migliore. Alla gente piace dire “Voglio una medaglia d’oro olimpica”. Non ne voglio una solo, voglio lasciare un'eredità”.
Zhoya campione dei 110 ostacoli
Il suo club è il Clermont Auvergne Athletisme, come coach ha il francese Ladji Doucoure, due volte finalista alle Olimpiadi nei 110 ostacoli e campione del mondo nel 2005. Si allena presso l’Istituto nazionale di sport, competenza e prestazione (INSEP) in Francia. “Solo perché rappresento la Francia, però, non significa che mi sento meno australiano o meno zimbabweano”. Misto di culture e influenze, perché allora non può mettere la gonna? Boom.