Ceccon scherza con Mattarella a Parigi: “Non so se ho del tempo da dedicarle...”. La stella del nuoto azzurro subito a caccia di medaglie
dalla nostra inviata Alessandra ReticoPARIGI — Pranzo al Villaggio Olimpico col Presidente Sergio Mattarella per Thomas Ceccon, l’azzurro tra i più attesi del nuoto a Parigi. Il veneto di Schio, 23 anni, ha avuto anche modo di scherzare col capo dello Stato: “Mentre era lì, io seduto praticamente davanti a lui con a fianco Gianmarco Tamberi, ci ha chiesto se per caso ci stesse portando via un po’ di tempo e ci avesse occupato la giornata, tutti rispondevano di no, io invece gli ho detto beh, a dire il vero un po’ sì, ho dovuto fare tutto un po’ di fretta”, racconta ridendo il recordman dei 100 dorso alla Defense Arena dove già il 27 scenderà in vasca per la staffetta veloce. “Scherzi a parte, è stato un incontro bellissimo, lui è la figura più importante che c’è in Italia, non è una cosa che capita tutti i giorni. Il presidente l’ho visto oggi per la prima volta, è stato un onore conoscerlo. È stato molto alla mano, sembrava uno di noi, si è parlato del più e del meno, ci ha detto che è un grosso fan dello sport, mi è sem…
PARIGI — Pranzo al Villaggio Olimpico col Presidente Sergio Mattarella per Thomas Ceccon, l’azzurro tra i più attesi del nuoto a Parigi. Il veneto di Schio, 23 anni, ha avuto anche modo di scherzare col capo dello Stato: “Mentre era lì, io seduto praticamente davanti a lui con a fianco Gianmarco Tamberi, ci ha chiesto se per caso ci stesse portando via un po’ di tempo e ci avesse occupato la giornata, tutti rispondevano di no, io invece gli ho detto beh, a dire il vero un po’ sì, ho dovuto fare tutto un po’ di fretta”, racconta ridendo il recordman dei 100 dorso alla Defense Arena dove già il 27 scenderà in vasca per la staffetta veloce. “Scherzi a parte, è stato un incontro bellissimo, lui è la figura più importante che c’è in Italia, non è una cosa che capita tutti i giorni. Il presidente l’ho visto oggi per la prima volta, è stato un onore conoscerlo. È stato molto alla mano, sembrava uno di noi, si è parlato del più e del meno, ci ha detto che è un grosso fan dello sport, mi è sembrato molto interessato anche al nuoto. Se sapeva del mio record? Non so”.
Le aspettative su Ceccon
Sulle spalle di Thomas, che si allena a Verona, la piscina culla di Federica Pellegrini, c’è tanta responsabilità. È esploso a cominciare da Tokyo 2021. Rispetto ai Giochi di tre anni, dove arrivava da semisconosciuto, è diventato uno dei personaggi più interessanti della nazionale, specie dopo il primato nelle due vasche a dorso ai Mondiali di Budapest 2022. “In Giappone avevo molte distrazioni, ero lì quasi per gioco, andavo a cercare le spille, cose così. Stavolta cerco di risparmiare energie. Peraltro a Tokyo eravamo arrivati qualche giorno prima, avevo fatto di tutto, avevo girato ed esplorato. Stavolta no, anche perché siamo arrivati solo ieri e il tempo ce n’è davvero poco. E cerco di usarlo bene. Faccio un esempio: all’arrivo ci hanno dato un kit con vari gadget oltre a un telefono. Non l’ho neanche aperto. L’ho messo lì in un cassetto. E sono tranquillo così. Poi vediamo appena si entra in clima gara”.
Le gare di Ceccon alle Olimpiadi
Non andrà alla cerimonia di inaugurazione visto che ha la prima gara il 27 mattina e non sa se riuscirà a vederla anche se gli piacerebbe (“La televisione non c’è in camera, dovrò cercarla in giro per il Villaggio”). Ha un programma fitto: 100 e 200 dorso, la staffetta 4X100 e la mista e forse la mista mista. “Per fortuna sono ben distaccate l’una dall’altra. Sono sereno. L’americano Ryan Murphy il mio unico avversario? Lui dal 2016 fa sempre gli stessi tempi, è molto costante, è fortissimo, mi ha battuto l’anno scorso e devo stare zitto, ma io ho un tempo anche migliore del suo, e ce ne ho anche uno in mente per questa Olimpiade, non lo dico, e comunque preferisco vincere che stare a guardare al crono, anche se mi girerebbero le scatole. Ho letto in un’intervista quello che ha detto Bowman (ex allenatore di Phelps, ora del francese Marchand, ndr) che tutti sanno gareggiare, ma bisogna riuscire a farlo in queste condizioni, in una finale olimpica, che è diversa da tutte”.