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Olimpiadi, il cibo della mensa fa infuriare gli atleti: “Scarso e di bassa qualità”. Uova razionate a colazione

Macron alla mensa del Villaggio olimpico 

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Gli organizzatori sorpresi dalla grande richiesta, ma pronti a raddoppiare le forniture. Piovono lamentele. Bandite le bottiglie di plastica
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PARIGI – Nella patria della nouvelle cuisine il cibo sta diventando un problema serio. Gli atleti sono assai scontenti della mensa al Villaggio olimpico, per le scarse quantità e sulla qualità nemmeno a parlarne. E il caso sta montando in queste ore.

Mancano le uova a colazione

Nel ristorante principale del Villaggio degli atleti, che sorge tra Saint-Ouen e Saint-Denis, le uova a colazione sono state finite rapidamente e sono state razionate. Il partner ufficiale del catering ha promesso di aumentare la quantità già questa settimana. Il gruppo Carrefour, che fornisce prodotti al Villaggio, ha fatto sapere che “è stato chiesto di rivedere al rialzo le quantità inizialmente previste, cosa che il gruppo sarà in grado di soddisfare. C'è una domanda molto alta e i volumi saranno aumentati per soddisfare le esigenze degli atleti".

Sei stili di cucina

Nei vari punti di ristoro per gli atleti sono disponibili sei stili di cucina. Un terzo di tutto il cibo è di origine vegetale. Eppu…

PARIGI – Nella patria della nouvelle cuisine il cibo sta diventando un problema serio. Gli atleti sono assai scontenti della mensa al Villaggio olimpico, per le scarse quantità e sulla qualità nemmeno a parlarne. E il caso sta montando in queste ore.

Mancano le uova a colazione

Nel ristorante principale del Villaggio degli atleti, che sorge tra Saint-Ouen e Saint-Denis, le uova a colazione sono state finite rapidamente e sono state razionate. Il partner ufficiale del catering ha promesso di aumentare la quantità già questa settimana. Il gruppo Carrefour, che fornisce prodotti al Villaggio, ha fatto sapere che “è stato chiesto di rivedere al rialzo le quantità inizialmente previste, cosa che il gruppo sarà in grado di soddisfare. C'è una domanda molto alta e i volumi saranno aumentati per soddisfare le esigenze degli atleti".

Sei stili di cucina

Nei vari punti di ristoro per gli atleti sono disponibili sei stili di cucina. Un terzo di tutto il cibo è di origine vegetale. Eppure il prodotto non è di grande qualità: poche proteine a mensa, pollo che viene servito crudo (con gli enormi rischi per la salute che ciò comporta).

Cibo razionato anche per i giornalisti

Anche nelle varie sale stampa scarseggia il cibo, tanto che l’organizzazione ha dovuto chiedere (non obbligare, ma siamo lì) ai giornalisti di non servirsi più di una volta nei vari punti ristoro gratuiti: una barretta (o un croissant) e un frutto (in genere mele) per accompagnare il caffè o il thè, questi sì forniti in maniera generosa. Bandite le bottigliette d’acqua: borracce o bicchieri da ricaricare ai distributori automatici. Il bicchiere, griffato Coca-Cola, è fornito su cauzione (2 euro). Niente gadget: solo una borraccia (sempre Coca-Cola), su richiesta.

No alle French fries

French fries ma solo per dire: a Parigi niente patatine fritte agli atleti. Bandite dal menu del ristorante del Villaggio Olimpico che distribuisce 45mila pasti e 50 ricette diverse al giorno su una lista di 500 piatti previsti. Ufficialmente vietate per la sicurezza perché le friggitrici potrebbero scatenare incendi, nonostante il paradosso che la mensa sia costruita in un’ex centrale elettrica a Saint-Denis. Come ha spiegato Charles Guilloy, uno degli chef responsabili della ristorazione gestita dal gruppo Sodexo (mille dipendenti tra cucina e sala), al posto delle chips ci sono patate bravas, bollite, arrostite, purè. Quasi l’80% dei piatti sono di origine francese. Carrefour consegna 600 tonnellate di prodotti freschi e materie prime immagazzinate in 800 m² di celle frigorifere nel seminterrato. Niente plastica anche al Villaggio: l’acqua si raccoglie in borracce e bicchieri riutilizzabili alle 200 fontanelle di acqua e soda messe a disposizione da Coca-Cola, storico sponsor delle Olimpiadi. Il fritto non è in linea con l’idea di un’alimentazione sana e sostenibile. Per lo stesso motivo, no all’avocado (viene da lontano, richiede tanta acqua ed è ormai un frutto troppo sfruttato). E vade retro foie gras (giustamente): le associazioni animaliste hanno fatto petizioni per evitare che venga servito il fegato di oche ingozzate con violenza anche agli ospiti vip dei Giochi. Riusciranno a prenderli per la coscienza anziché per la gola?

Macron: “Fieri della nostra gastronomia”

“Siamo fieri della nostra gastronomia” aveva detto Emmanuel Macron all’incontro con la stampa internazionale all’Eliseo dove agli ospiti non è stato servito champagne (succede da un po’) ma in compenso vini per accompagnare salumi e formaggi locali tra cui Saucisson sec aux noisettes dall’Ardeche, saucisson sec au comté dalla Borgogna, chabichou du Poitou, Tomme du Berry truffé. Il presidente non ha assaggiato niente, veniva dalla visita al Villaggio dove ha pranzato con gli atleti: pizza, anguria, acqua. Internazionale, oltre che morigerato. Per gli atleti gourmand, c’è l’alternativa di una terrazza all’aperto di 500 metri chiamata “Grab and Go XXL”. Tavoli alti per mangiare in piedi e chef francesi da svariate stelle Michelin che propongono ricette in edizione limitata (600 piatti al giorno): il nasello affumicato e salato accompagnato da tapioca e brodo vegetale di Alexandre Mazzia; il croissant all’uovo in camicia con crema di carciofi, scaglie di toma di pecora e tartufo di Amandine Chaignot; l’orata Massala, con ananas al carbone e muesli di quinoa di Akrame Benallal.

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