Staffetta 4x100, con i ragazzi terribili l’Italia è di nuovo sul podio olimpico
dalla nostra inviata Alessandra ReticoPARIGI – Ancora loro, Les Enfants terribles de l’Italie. Non scendono dal podio della velocità di squadra da Tokyo 2021. Vanno a braccetto con le grandi potenze. Sono i ragazzi di una Nazionale che quando c’è da combattere, soprattutto come stavolta, stringono le fila e dicono eccoci qui, siamo sempre noi. Bronzo delle meraviglie per la staffetta 4x100 sl a Parigi. Un gradino più sotto del podio giapponese, ma davanti ci sono pur sempre i mostri: l’America che si riconferma e ritrova Caeleb Dressel, il gigante d’oro crollato dopo il Giappone sotto il peso della fama, la responsabilità, il mal di vivere. Per questo piange, bacia la moglie Meghan e il loro bambino con le cuffione, racconterà che ha visto suo papà rinascere (8° titolo). L’Australia battuta tre anni fa, si riprende l’argento. Ma alle spalle degli azzurri c’è la Cina con il fenomeno Pan Zhanle, recordman nei 100. No che non era scontato tenerlo alle spalle il baby siluro d’Oriente.
Conte Bonin al posto di Zazzeri
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PARIGI – Ancora loro, Les Enfants terribles de l’Italie. Non scendono dal podio della velocità di squadra da Tokyo 2021. Vanno a braccetto con le grandi potenze. Sono i ragazzi di una Nazionale che quando c’è da combattere, soprattutto come stavolta, stringono le fila e dicono eccoci qui, siamo sempre noi. Bronzo delle meraviglie per la staffetta 4x100 sl a Parigi. Un gradino più sotto del podio giapponese, ma davanti ci sono pur sempre i mostri: l’America che si riconferma e ritrova Caeleb Dressel, il gigante d’oro crollato dopo il Giappone sotto il peso della fama, la responsabilità, il mal di vivere. Per questo piange, bacia la moglie Meghan e il loro bambino con le cuffione, racconterà che ha visto suo papà rinascere (8° titolo). L’Australia battuta tre anni fa, si riprende l’argento. Ma alle spalle degli azzurri c’è la Cina con il fenomeno Pan Zhanle, recordman nei 100. No che non era scontato tenerlo alle spalle il baby siluro d’Oriente.
Conte Bonin al posto di Zazzeri
Gli europei parlano italiano. Anzi veneto (tre su quattro). Formazione quasi identica a quella del Giappone, con l’eccezione di Lorenzo Zazzeri, il fiorentino il meno brillante al mattino e alla sera viene sostituito da Paolo Conte Bonin da Thiene, esordiente, 22 anni, che difende in penultima. Il dt Butini sa che c’è futuro: «Gruppo coeso, con un innesto così giovane che ci fa sperare». All’uomo delle chiusure, Manuel Frigo, 27 anni da Cittadella, la volata finale sul podio (il migliore in 47’’06): «Ci tenevamo molto e ci siamo riusciti, siamo una staffetta importante. Il mio tempo: speravo meno ma ok, non malaccio».
Ceccon: “Va bene qualsiasi colore, basta sia medaglia”
Strepitosa, piuttosto. Semmai la squadra salpa in lentezza: il turno di Alessandro Miressi non è da par suo. Avesse messo una marcia in più. Forse se fosse stato schierato nelle batterie del mattino, avrebbe rotto il ghiaccio con più convinzione. E infatti lo spilungone (2.02) di Torino alto come la Mole, ha il muso: «Uno scivolone il mio, non c’è che dire. Se nuoto così, sono messo male per la gara individuale. Devo resettare e ripartire da zero. Magari sì, nuotare al mattino mi avrebbe aiutato. Però contentissimo della riconferma, anche se non sono stato molto d’aiuto». Thomas Ceccon da Schio quasi lo sgrida. Il recordman dei 100 dorso (oggi batterie), rompe l’acqua nuotando a memoria. Chiede poche domande, deve andare a riposarsi: «Non capisco i miei compagni, vero che avremmo potuto essere anche secondi, ma una medaglia olimpica è diversa da tutte le altre, non conta il colore. Più o meno. Sentite quanto pesa». L’unica sua perplessità, la vasca: «Non so, mi sembra lenta, forse perché è bassa, 2,15 metri anziché i soliti 3. Comunque sto bene in acqua». Si vede benissimo.