Lacrime, abbracci, applausi e cuore: cosa vediamo solo alle Olimpiadi
di Maurizio CrosettiGli atleti si combattono senza pietà, poi si abbracciano e si consolano con tutta la pietà del mondo. Odette Giuffrida detta Veleno coccola colei che l’ha appena cancellata dal sogno olimpico, la brasiliana Larissa Pimenta in preda a copiosa lacrimazione di gioia: la stringe e la bacia (nel mondo normale e banale, al limite, viceversa). Giovanni Toti, non “quel” Toti ma uno vero, di sostanza, già nella storia del badminton per essere il primo azzurro a vincere una partita ai Giochi, consola Soren Opti (Suriname) costretto all’abbandono per infortunio: una gamba può zoppicare, un cuore mai. Il fiorettista Filippo Macchi accarezza l’egiziano Mohamed Hamza, appena infilzato.
Gli atleti si combattono senza pietà, poi si abbracciano e si consolano con tutta la pietà del mondo. Odette Giuffrida detta Veleno coccola colei che l’ha appena cancellata dal sogno olimpico, la brasiliana Larissa Pimenta in preda a copiosa lacrimazione di gioia: la stringe e la bacia (nel mondo normale e banale, al limite, viceversa). Giovanni Toti, non “quel” Toti ma uno vero, di sostanza, già nella storia del badminton per essere il primo azzurro a vincere una partita ai Giochi, consola Soren Opti (Suriname) costretto all’abbandono per infortunio: una gamba può zoppicare, un cuore mai. Il fiorettista Filippo Macchi accarezza l’egiziano Mohamed Hamza, appena infilzato.
Rafa applaude Nole in quel modo che sanno i tennisti, colpendo la racchetta con la mano, dopo un mirabile passante che lo relega nel passato. Perdere o vincere con stile, con empatia, questa è vera classe. Come quando il pubblico applaude la judoka Uta Abe che urla di delusione, e devono quasi portarla via di peso. O il nuotatore Adam Peaty che piange per essere riemerso da alcol e depressione, non certo perché arrivato “solo secondo”. Non tutti quelli che piangono sono tristi, non tutti quelli che vagano si sono perduti.