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Lacrime, abbracci, applausi e cuore: cosa vediamo solo alle Olimpiadi

Curiosità e spigolatura su Parigi: la rubrica olimpica di Maurizio Crosetti
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Gli atleti si combattono senza pietà, poi si abbracciano e si consolano con tutta la pietà del mondo. Odette Giuffrida detta Veleno coccola colei che l’ha appena cancellata dal sogno olimpico, la brasiliana Larissa Pimenta in preda a copiosa lacrimazione di gioia: la stringe e la bacia (nel mondo normale e banale, al limite, viceversa). Giovanni Toti, non “quel” Toti ma uno vero, di sostanza, già nella storia del badminton per essere il primo azzurro a vincere una partita ai Giochi, consola Soren Opti (Suriname) costretto all’abbandono per infortunio: una gamba può zoppicare, un cuore mai. Il fiorettista Filippo Macchi accarezza l’egiziano Mohamed Hamza, appena infilzato.

Rafael Nadal of Spain (R) and Novak Djokovic of Serbia during their Men's Singles second round match at the Tennis competitions in the Paris 2024 Olympic Games, at the Roland Garros in Paris, France, 29 July 2024. ANSA/ETTORE FERRARI &nb…

Gli atleti si combattono senza pietà, poi si abbracciano e si consolano con tutta la pietà del mondo. Odette Giuffrida detta Veleno coccola colei che l’ha appena cancellata dal sogno olimpico, la brasiliana Larissa Pimenta in preda a copiosa lacrimazione di gioia: la stringe e la bacia (nel mondo normale e banale, al limite, viceversa). Giovanni Toti, non “quel” Toti ma uno vero, di sostanza, già nella storia del badminton per essere il primo azzurro a vincere una partita ai Giochi, consola Soren Opti (Suriname) costretto all’abbandono per infortunio: una gamba può zoppicare, un cuore mai. Il fiorettista Filippo Macchi accarezza l’egiziano Mohamed Hamza, appena infilzato.

Rafael Nadal of Spain (R) and Novak Djokovic of Serbia during their Men's Singles second round match at the Tennis competitions in the Paris 2024 Olympic Games, at the Roland Garros in Paris, France, 29 July 2024. ANSA/ETTORE FERRARI  (ansa)

Rafa applaude Nole in quel modo che sanno i tennisti, colpendo la racchetta con la mano, dopo un mirabile passante che lo relega nel passato. Perdere o vincere con stile, con empatia, questa è vera classe. Come quando il pubblico applaude la judoka Uta Abe che urla di delusione, e devono quasi portarla via di peso. O il nuotatore Adam Peaty che piange per essere riemerso da alcol e depressione, non certo perché arrivato “solo secondo”. Non tutti quelli che piangono sono tristi, non tutti quelli che vagano si sono perduti.

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