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Onde, tempi più alti e (ancora) nessun record: la piscina di Parigi è più bassa e non convince gli atleti

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La Defense Arena è profonda 2.20 metri (contro i tre di quella di Tokyo) e alza i crono. Ceccon: “C’è qualcosa che non mi torna”
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Tempi più alti del previsto. Una lentezza strana, specie nella vasca di ritorno. Soprattutto per i ranisti, che scavano con braccia e gambe nelle onde. Nessun record del mondo battuto (per ora). Neanche dall’eroe di casa, Leon Marchand, oro nei 400 misti dove avrebbe dovuto strapazzare il proprio primato. Né nei 400 stile donne, dove la battaglia del secolo tra le star Titmus, McIntosh e Ledecky è stata risolta dall’australiana senza particolari patemi e ostacoli, se non quello della piscina stessa. La Defense Arena di Parigi è una cabala per molti atleti e allenatori. Il primatista dei 100 dorso Thomas Ceccon lo ha notato dal primo tuffo: “C’è qualcosa che non mi torna, è poco profonda, 2 metri e 15 anziché i soliti 3, sembra più lenta”.

La profondità della piscina

Vero che è più bassa del solito: 2.20 metri. A Tokyo era appunto profonda tre metri. I tempi delle batterie a Parigi, tranne pochi casi, sono stati più alti di quelli tre anni fa in Giappone, dove però le eliminator…

Tempi più alti del previsto. Una lentezza strana, specie nella vasca di ritorno. Soprattutto per i ranisti, che scavano con braccia e gambe nelle onde. Nessun record del mondo battuto (per ora). Neanche dall’eroe di casa, Leon Marchand, oro nei 400 misti dove avrebbe dovuto strapazzare il proprio primato. Né nei 400 stile donne, dove la battaglia del secolo tra le star Titmus, McIntosh e Ledecky è stata risolta dall’australiana senza particolari patemi e ostacoli, se non quello della piscina stessa. La Defense Arena di Parigi è una cabala per molti atleti e allenatori. Il primatista dei 100 dorso Thomas Ceccon lo ha notato dal primo tuffo: “C’è qualcosa che non mi torna, è poco profonda, 2 metri e 15 anziché i soliti 3, sembra più lenta”.

La profondità della piscina

Vero che è più bassa del solito: 2.20 metri. A Tokyo era appunto profonda tre metri. I tempi delle batterie a Parigi, tranne pochi casi, sono stati più alti di quelli tre anni fa in Giappone, dove però le eliminatorie si nuotavano di sera, un dettaglio non irrilevante. Ma tra sabato e domenica 4 gare su 5 (di sera) sono state complessivamente più lente rispetto ai Giochi giapponesi. Le corsie laterali, usate solo per i preliminari, peraltro hanno un gradino di circa 10 centimetri, che riduce ulteriormente la profondità. Le linee guida della World Aquatics sono state ampiamente rispettate, secondo il regolamento in vigore quando Parigi ha vinto le Olimpiadi: la profondità minima richiesta era di 2 metri e la massima di 3. A gennaio 2023 le regole sono cambiate: la profondità minima deve essere di 2,5 metri. Al di là di questo, ci sono dei limiti strutturali di cui gli organizzatori erano a conoscenza: più in profondità non si può andare sotto la Defense Arena, c’è un parcheggio enorme. Problemi di carico. Se la vasca in sé incide poco sul peso, la portata dell’acqua è enorme e non può essere ridotta: 2500 metri cubi. E le piscine sono due.

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Il comportamento delle onde

Dal punto di vista scientifico, maggiore è la profondità dell’acqua, più veloce sarà la piscina. In una vasca poco profonda le onde “rimbalzano” o si riflettono sul fondo, rendendo l’intero bacino più turbolento o ondulato. L’acqua più calma generalmente crea una piscina più rapida, l’onda è più piccola e il suo impatto è minore. Nelle gare di questi giorni, l’effetto, specie nelle vasche di ritorno e specie nella rana, è visibile anche a occhi meno esperti. Marco Pedoja, l’allenatore di Nicolò Martinenghi, oro nei 100 rana, lo ha notato e ha dato le sue raccomandazioni: “Non so bene cosa sia, ma tutti noi l’abbiamo un po’ studiata: ci sono degli evidenti problemi nella vasca così poco profonda, specie in quella di ritorno che crea difficoltà a tutti e soprattutto per il ranista che esprime più potenza nella spinta, quindi nella perdita della linea che hai a stile o a dorso. A Tete infatti ho detto: devi essere il più economico possibile nei primi 50 e poi sprigionare la tua potenza nei secondi 50”. Contro le onde di ritorno.

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La qualità del made in Italy

Le due vasche all’interno della Defense, quella da competizione per nuoto e fasi finali di pallanuoto, e quella del riscaldamento, sono temporanee e verranno reinstallate per rimanere permanenti nel centro acquatico della città di Sevran la prima, la seconda verrà ridotta a 25 metri e trasferita alla città di Bagnolet / Est Ensemble. Sono state montate nell’impianto polivalente da 28.632 mq di spazio, 13 km di tribune, 1.400 mq di superficie espositiva (equivalente a sette campi da tennis), in 36 giorni dopo due anni di progettazione e design, una settimana dopo il concerto di Taylor Swift (180 mila spettatori), dalla Myrtha Pools, marchio dell’italiana Piscine Castiglione di Castiglione delle Stiviere (Mantova), che è alla sua sesta Olimpiade come fornitore: a Parigi, soprattutto per la periferia, ne ha prodotte in tutto 24. Con sistemi all’avanguardia dal punto di vista della sostenibilità e della tecnologia: nel canale ci sono dei tubi che creano bollicine per far evaporare all’esterno le sostanze derivate dal cloro che sono nocive in caso di lunga esposizione. Filtri in perlite per risparmiare acqua. Parigi ha scelto la qualità del made in Italy. L’Italia che crea ori come quelli di Tete, anche contro i limiti del reale.

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