Ginnastica artistica, argento storico per l’Italia dietro solo a Simone Biles
dal nostro inviato Cosimo CitoPARIGI – Un argento che vale oro e fa la storia. La ginnastica artistica azzurra festeggia con le ragazze della prova a squadre, battute solo dal Team Usa di Simone Biles, ma davanti al resto del mondo. Manila Esposito, Alice D’Amato, Angela Andreoli, Giorgia Villa e una stoica Elisa Iorio hanno battuto il Brasile della supercampionessa Rebeca Andrade. Quarte le britanniche. L’Italia chiude con 165.494, 0.997 di vantaggio sulle verdeoro. Gli Usa chiudono con un inarrivabile 171.296.
Argento storico per l’Italia della ginnastica artistica
Un argento davvero storico: solo nel 1928 l’Italia era salita sul podio olimpico della gara a squadre con le Piccole pavesi di Carla Marangoni (scomparsa a 102 anni nel 2018). La ginnastica femminile era salita sul podio solo un’altra volta alle Olimpiadi con Vanessa Ferrari al corpo libero a To…
PARIGI – Un argento che vale oro e fa la storia. La ginnastica artistica azzurra festeggia con le ragazze della prova a squadre, battute solo dal Team Usa di Simone Biles, ma davanti al resto del mondo. Manila Esposito, Alice D’Amato, Angela Andreoli, Giorgia Villa e una stoica Elisa Iorio hanno battuto il Brasile della supercampionessa Rebeca Andrade. Quarte le britanniche. L’Italia chiude con 165.494, 0.997 di vantaggio sulle verdeoro. Gli Usa chiudono con un inarrivabile 171.296.
Argento storico per l’Italia della ginnastica artistica
Un argento davvero storico: solo nel 1928 l’Italia era salita sul podio olimpico della gara a squadre con le Piccole pavesi di Carla Marangoni (scomparsa a 102 anni nel 2018). La ginnastica femminile era salita sul podio solo un’altra volta alle Olimpiadi con Vanessa Ferrari al corpo libero a Tokyo, nel 2021. Una gara al cardiopalma, con azzurre solidissime su tutti i quattro attrezzi, bravissime alle parallele asimmetriche e soprattutto alla temutissima trave. Un successo per il dt Enrico Casella, che ha fatto le scelte giuste e rischiato Elisa Iorio, infortunata alla caviglia sinistra, alle parallele. L’azzurra ha risposto con uno splendido esercizio e subito dopo l’atterraggio ha iniziato a zoppicare, raggiunta da tutte le sue compagne. Una maratona di oltre due ore, con momenti di altissimo spettacolo. Alla fine la festa è esplosa a Bercy, davanti a Serena Williams e a una leggendaria Biles, impeccabile nei suoi quattro esercizi.
La gara
Le azzurre iniziano al volteggio: Manila Esposito (14.166), Alice D’Amato (13.933), Angela Andreoli (13.566). Italia terza dopo la prima rotazione dietro Usa e Cina.
Seconda rotazione alle parallele asimmetriche: Giorgia Villa (13.766), Alice D’Amato (notevolissimo 14.633), Elisa Iorio (14.266). A metà gara, dietro alle stellari americane, c’è l’Italia, con quasi un punto di vantaggio sulla Cina, terza.
Terza rotazione alla trave: Manila Esposito (13.966), Alice D’Amato (13.933), Angela Andreoli (13.300). Fate azzurre sempre solidamente seconde, con 1.3 di vantaggio sulla Gran Bretagna. Cina scesa al quinto posto, dietro anche il Canada. Si decide tutto nell’ultima rotazione al corpo libero: Manila Esposito (12.666, un piede fuori dal quadrato), Alice D’Amato (13.466), Angela Andreoli (13.833).
Le americane rispondono con Simone Biles (stellare 14.900 al volteggio, senza forzare con il Biles II, la fuoriclasse ha scelto un più comodo Cheng, bene eseguito, anche se molto esterno), Jordan Chiles, Jade Carey (molto bene al volteggio), Sunisa Lee ed Hezly Rivera. Il solco è già notevole dopo il volteggio, poi le distanze restano intatte: per Simone Biles è il primo oro olimpico dal 2016, il quinto in carriera. Ma la storia è tutta per l’Italia, che torna sul podio nella gara a squadre dopo 96 anni.
Chi sono le cinque azzurre
Manila Esposito è originaria di Torre Annunziata, ma con la famiglia si è successivamente trasferita a Civitavecchia. Vive a Brescia, ha iniziato a quattro anni e mezzo, la sua squadra di club è la Ginnastica Civitavecchia, con la quale ha interrotto il decennale dominio in Serie A della Brixia. È la più piccola della squadra e la ragazza più giovane dell’intera spedizione azzurra: è nata nel 2006, l’anno in cui Vanessa Ferrari vinceva il suo primo oro mondiale ad Aarhus.
Alice D’Amato, genovese, 21 anni, gemella dell’infortunata Asia, è alla sua seconda Olimpiade: nel 2021 fu quarta con la squadra. Nel 2019 è stata bronzo mondiale con la squadra, una medaglia che l’Italia, a squadre, non vinceva a livello iridato da 69 anni. 5 i suoi ori europei in carriera (due a maggio, a Rimini, nell’all-around a squadre e alle parallele). Milita nella Brixia ed è un’atleta delle Fiamme Oro. È allenata da Monica Bergamelli e Marco Campodonico.
Angela Andreoli è nata a Brescia, ha da poco compiuto 18 anni, è compagna di squadra di club delle gemelle D’Amato alla Brixia. Ha iniziato a giocare a calcio, la folgorazione è arrivata grazie alla serie “Ginnaste-Vite Parallele” trasmessa qualche anno fa su Mtv. Si allena, come tutte le sue compagne, nell’Accademia internazionale di Brescia.
Giorgia Villa, bergamasca di Ponte San Pietro, ha 21 anni. Bronzo mondiale a squadre nel 2019, è all’esordio olimpico: per un infortunio alla caviglia dovette rinunciare ai Giochi di Tokyo. Nel 2020 perse entrambi i nonni in una sola settimana per Covid. È atleta della Brixia e delle Fiamme Oro.
Elisa Iorio ha gareggiato con un trauma distorsivo alla caviglia sinistra. Classe 2003, modenese, soprannominata Barbamolle dalle compagne, è alla sua prima Olimpiade. Due medaglie agli Europei di Rimini, bronzo mondiale a Stoccarda nel 2019 nella gara a squadre. Anche lei, come 4 delle sue cinque compagne, è della Brixia e appartiene alle Fiamme Oro.