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Manila Esposito e le Fate nella finale di Simone Biles: “Siamo rilassate, mi carico ascoltando Geolier”

Oggi la gara delle ragazze della ginnastica artistica, qualificate come seconde dietro agli Usa
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Parigi — Un secolo o quasi dopo le “Piccole pavesi” d’argento ad Amsterdam 1928, tocca alle Fate azzurre provare a fare la storia. In qualificazione, sono state seconde dietro gli Usa di Simone Biles e questo pomeriggio, a Bercy, si giocano una chance irripetibile. Manila Esposito, 17 anni, la più giovane di tutta la spedizione italiana a Parigi, ha un’idea precisa di quello che deve accadere: «La testa, sta tutto nella testa».

La sua come sta?

«Rilassata, cerco di prendere tutto come un gioco, per quanto possibile, anche se la notte prima della qualificazione ho guardato il soffitto tutto il tempo. Al Villaggio non si sta male. Siamo in camera io ed Elisa Iorio. Ci sosteniamo a vicenda. E io ascolto Geolier per darmi la carica».

L’ha conosciuto grazie all’ultimo Sanremo?

«No no, lo conosco da anni. Io sono di Torre Annunziata, come Irma Testa, dalle nostre parti è davvero un idolo. La mia famiglia si è trasferita a Civitavecchia per il lavoro di mio padre, che fa il portuale. Mi…

Parigi — Un secolo o quasi dopo le “Piccole pavesi” d’argento ad Amsterdam 1928, tocca alle Fate azzurre provare a fare la storia. In qualificazione, sono state seconde dietro gli Usa di Simone Biles e questo pomeriggio, a Bercy, si giocano una chance irripetibile. Manila Esposito, 17 anni, la più giovane di tutta la spedizione italiana a Parigi, ha un’idea precisa di quello che deve accadere: «La testa, sta tutto nella testa».

La sua come sta?

«Rilassata, cerco di prendere tutto come un gioco, per quanto possibile, anche se la notte prima della qualificazione ho guardato il soffitto tutto il tempo. Al Villaggio non si sta male. Siamo in camera io ed Elisa Iorio. Ci sosteniamo a vicenda. E io ascolto Geolier per darmi la carica».

L’ha conosciuto grazie all’ultimo Sanremo?

«No no, lo conosco da anni. Io sono di Torre Annunziata, come Irma Testa, dalle nostre parti è davvero un idolo. La mia famiglia si è trasferita a Civitavecchia per il lavoro di mio padre, che fa il portuale. Mia madre ha giocato a pallavolo e beach volley».

Sono qui?

«Sono tutti qui, anche i miei due fratelli Alfonso e Raffaele, per darmi sostegno. La famiglia è la cosa che conta di più, soprattutto per chi ce l’ha lontana come me, che a 15 anni ho deciso di trasferirmi a Brescia per inseguire il sogno di un’Olimpiade».

Lei è nata nell’anno in cui Vanessa Ferrari vinceva il suo primo oro mondiale. Avreste potuto essere compagne di squadra, qui.

«Ma lei è a Parigi, ci sostiene, è il mito di ogni ragazza che pratichi questo sport. E poi c’è Simone».

Biles, avversaria per l’oro di questa e di altre tre sue gare. Chi l’avrebbe mai detto?

«Ci abbiamo creduto dopo l’Europeo di Rimini, a maggio. Abbiamo vinto e trovato una bellissima magia di squadra. E io là ho vinto altri tre ori».

Gara preferita?

«La trave, anche se l’ho odiata. So di poter migliorare di molto il mio esercizio fatto in qualifica. E se ci riesco, ci divertiamo. Sono qui per imparare, sono la più piccola, per tutti sono la Mani».

Ha fatto incontri speciali al Villaggio olimpico?

«Nadal e Alcaraz: ci siamo fatti le foto con loro. Ci siamo sentite piccolissime».

Si mangia così male come dicono?

«Si aspetta tantissimo, ci sono lunghe file, ma il cibo non è poi così male come ho sentito dire. Però mi manca la pizza di mamma. Non sono una che fa rinunce. Il cioccolato mi piace un sacco. Naturalmente abbiamo un nutrizionista, ma il peso non è un’ossessione per me. Ho gambe muscolose da sempre. E questa ginnastica così atletica mi aiuta».

La componente di magia, quella non deve mancare.

«Ci chiamano Fate, ci sarà un motivo no?».

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