Cane non mangia cane non vale quasi mai. C’è atleta contro atleta, ad alta concentrazione di veleno. Ci sono le lacrime, la confusione, le emozioni a bordo vasca di una ragazza di 19 anni che si è allenata tanto, che perde una medaglia che sicuramente desiderava e i commenti astiosi, rabbiosi, inopportuni da uno studio tv da una donna di 41 anni che in un tempo non troppo lontano era un’atleta olimpica.
Benedetta Pilato esce da quella prima corsia che l’ha penalizzata, un solo maledetto centesimo, “uno stronzo” dice tra le lacrime, mentre, in modo disordinato caotico ed emozionante, oscillando tra felicità e depressione, spiega di essere comunque soddisfatta. È travolta dalle emozioni, non sa se essere felice per aver partecipato a una finale olimpica, oppure se piangere perché un maledetto centesimo le ha negato il podio. È confusa e infelice. È giovane e inesperta, non ha freni inibitori, libera le emozioni, lascia uscire dallo stomaco tutto quello che sta provando. Non voleva dare lezioni, ma forse non voleva neanche riceverle.
L’attacco di Di Francisca
Era comunque il punto più alto della sua carriera, un giorno di quelli che diventano date da ricordare. Dallo studio Rai Elisa Di Francisca, olimpionica di fioretto a Londra 2012, figura ingombrante mai troppo amata dalle colleghe di squadra, ci si potrebbero aspettare parole di comprensione, di affetto: è stata un’atleta, dovrebbe essere fatta della stessa pasta di Pilato, dovrebbe avere cultura dello sport, della sconfitta, sapere che perdere a volta annebbia la lucidità e che se anche non fosse così una nuotatrice che per un centesimo non ha una medaglia al collo ha diritto di vivere come le pare il dopogara. E che a 19 anni si può essere immaturi. Di Francisca invece: “Io non ho capito niente di questa intervista”. Poi: “O ci è o ci fa”. Non contenta: “È surreale questa intervista”. E ancora: “Rabbrividisco”. Non è totalmente soddisfatta quindi: “Fatele un’altra intervista, ci vogliono i sottotitoli”. Boom.
Le reazioni
I social si scatenano nei commenti, e Pilato stessa ne riposta alcuni con commento “Si fa a gara a chi rabbrividisce di più”.
C’è chi parla di questione di genere, perché a un uomo sarebbe permesso, di donne che odiano le donne, di invidia, di cultura dello sport. Interviene la regina dello sport femminile, nostra Signora del nuoto, Federica Pellegrini che si schiera senza attaccare: lasciatela libera.
Le scuse (a metà)
Puntuali, quando le polemiche sono incontrollabili, si presentano le scuse. Ma anche quelle a metà: "Io le cose che ho detto le ho dette in buona fede”. Nonostante le parole in diretta sostiene che “Spiegazioni devo darne solo ai diretti interessati”. E allora: “Ho parlato al telefono con Benedetta, le ho spiegato le mie ragioni che possono essere travisate, perché le persone non tutte la pensano allo stesso modo. Le ho detto 'se ho urtato la tua sensibilità in qualche modo ti chiedo scusa'. Spero di incontrarla anche dopo le gare. Ho parlato anche con Malagò, sa tutto quanto e ho parlato anche con la Polizia, perché siamo colleghe, ma siamo anche sportive, ci capiamo". È insomma una questione di carattere e la colpa è del mondo: "Ognuno ha il suo carattere. Io ho un carattere, ma capisco che la società oggi è questa. Non c'era motivo di litigio. Io però sono un personaggio pubblico, accetto il bello e il brutto. Giusto chiarire di persona".