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Stanco, un piattello d’argento: “È la mia rivincita, per questa medaglia ho rinunciato anche al concerto di Taylor Swift”

Silvana Stanco festeggia l'argento (reuters)

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La 31enne azzurra, nata a Zurigo ma cresciuta in Irpinia, è salita sul podio nel trap dopo il 5° posto di tre anni fa a Tokyo: “Il mio giorno più bello”. Il pianoforte, il cambio di mano e l’abbraccio con il padre Donato
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PARIGI - Per essere certi di quanto pesi la medaglia d’argento al collo di Silvana Stanco, 31 anni, nata a Zurigo ma piedi, cuore e documenti in Irpinia (è cresciuta a Sturno), è necessario chiederle delle più grandi rinunce che ha dovuto affrontare, per arrivare fino a qui, secondo gradino del podio di un’Olimpiade, quei posti che si trovano nei sogni: “Ho rinunciato anche al concerto di Taylor Swift, in Italia. E in Svizzera. Io adoro Taylor Swift” dice Silvana la campionessa contro corrente, che suona il pianoforte a orecchio e canta, giurano i suoi compagni di nazionale, benissimo.

Il cambio di mano

Suo padre Donato, che da giovane era un buon tiratore - grande appassionato - e oggi è il suo allenatore, non era entusiasta di questa figlia che con il fucile in mano sparava ai piattelli. “Voglio provarci” le ha detto lei. E aveva ragione. All’inizio della sua carriera teneva il fucile con la destra. Poi ha cambiato mano, sinistrorsa. E’ stato un successo. Eppure in molti, …

PARIGI - Per essere certi di quanto pesi la medaglia d’argento al collo di Silvana Stanco, 31 anni, nata a Zurigo ma piedi, cuore e documenti in Irpinia (è cresciuta a Sturno), è necessario chiederle delle più grandi rinunce che ha dovuto affrontare, per arrivare fino a qui, secondo gradino del podio di un’Olimpiade, quei posti che si trovano nei sogni: “Ho rinunciato anche al concerto di Taylor Swift, in Italia. E in Svizzera. Io adoro Taylor Swift” dice Silvana la campionessa contro corrente, che suona il pianoforte a orecchio e canta, giurano i suoi compagni di nazionale, benissimo.

Il cambio di mano

Suo padre Donato, che da giovane era un buon tiratore - grande appassionato - e oggi è il suo allenatore, non era entusiasta di questa figlia che con il fucile in mano sparava ai piattelli. “Voglio provarci” le ha detto lei. E aveva ragione. All’inizio della sua carriera teneva il fucile con la destra. Poi ha cambiato mano, sinistrorsa. E’ stato un successo. Eppure in molti, al suo posto, avrebbero mollato: era sempre inserita tra le tiratrici top, ottimi risultati nelle gare giovanili, continentali, anche nelle competizioni di coppa del mondo, ma le era sempre mancato l’acuto.

Selfie sul podio del trap (afp)

A Rio dovette cedere il posto a Jessica Rossi

Prima aveva dovuto lasciare la strada a Jessica Rossi, ve la ricordate no Jessica Rossi?, medaglia d’oro a Londra del 2012 (oggi in gara, purtroppo non benissimo): ecco nel 2016 a Rio doveva esserci Silvana e invece all’ultimo momento dovette cedere il posto a Jessica. Ma non si è arresa. Ha continuato a sparare cinque volte alla settimana, duecento piattelli al giorno (nella sua specialità il tiratore spara da cinque diverse pedane posizionate in rettilinea, con il fucile imbracciato, senza sapere quale sarà la direzione di partenza del piattello e la sua traiettoria. L’occhio deve essere più veloce del grilletto, serve calma ma anche velocità, bisogna restare impassibili eppure essere i più reattivi), massimo della concentrazione nella fossa ma anche nel resto della vita, Silvana ha studiato, parla perfettamente le lingue.

(reuters)

Quinta tre anni fa a Tokyo

E’ andata male a Tokyo nel 2021, quinta in una gara in cui era indicata tra le favorite. E favorita invece, qui a Parigi, non lo era, il suo nome non figura in quell’elenco riservato del Coni in cui qualcuno ha ipotizzato addirittura di poter tornare con 50 medaglie da questa spedizione. “È una emozione unica, una cosa fuori dal normale. E’ sicuramente uno dei giorni più belli della mia vita. Ho lottato su ogni piattello, fino a quando siamo rimaste in tre e sapevo di aver vinto una medaglia. A quel punto mi sono scaricata e sono riuscita a prendere un argento con grande soddisfazione” ha detto Silvana, stringendo la sua medaglia. “È stata una rivincita. Dopo Tokyo ero molto delusa, così non potevo andare avanti e ho lavorato molto su me stessa a livello mentale”.

(reuters)

L’abbraccio con il papà Donato

All’oro non ci ha mai pensato. Adriana Ruano Oliva, tiratrice del Guatemala che ha regalato al suo paese il primo titolo olimpico della storia, non è mai stata raggiungibile. “E’ stata bravissima. Ma questo è il mio giorno più bello”. Il primo abbraccio di Silvana è stato per suo padre Donato. Nella prima gara della sua carriera, partecipò anche lui. Silvana ultima. Donato, primo. Più di venti anni dopo ha vinto Silvana, hanno vinto ancora insieme.

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