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Marta Maggetti, oro nel windsurf con una prova straordinaria

Marta Maggetti festeggia l'oro 

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L’azzurra è autrice di una prova magistrale e vince il sesto oro italiano
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Marta Maggetti è medaglia d’oro nel windsurf, ventiquattro anni dopo Alessandra Sensini. Basterebbe già questo. E invece è anche di più: perché l’oro l’ha preso grazie a un capolavoro, un’intuizione durante la bolina, una virata assai anticipata rispetto alle avversarie, forse anche per un errore della sua principale avversaria, la favoritissima Emma Wilson e Marta si è trovata lì davanti, battuta anche l’israeliana Kantor.

È una medaglia inattesa ma non insperata: Maggetti, che è cagliaritana - visto che in queste Olimpiadi va di moda parlare di cromosomi, ecco lei ha quello V, nel senso di Vento ben impresso nel Dna – è stata campionessa del mondo proprio qui in Francia, è andata alle olimpiadi di Tokyo da favorita e invece è arrivata quarta. Soltanto, direbbe qualcuno. E invece proprio da quel gradino sotto il podio è cominciata la sua salita verso l’oro: in finale a tre è arrivata da terza, dopo aver scartato un quindicesimo e un ventesimo posto.

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Marta Maggetti è medaglia d’oro nel windsurf, ventiquattro anni dopo Alessandra Sensini. Basterebbe già questo. E invece è anche di più: perché l’oro l’ha preso grazie a un capolavoro, un’intuizione durante la bolina, una virata assai anticipata rispetto alle avversarie, forse anche per un errore della sua principale avversaria, la favoritissima Emma Wilson e Marta si è trovata lì davanti, battuta anche l’israeliana Kantor.

È una medaglia inattesa ma non insperata: Maggetti, che è cagliaritana - visto che in queste Olimpiadi va di moda parlare di cromosomi, ecco lei ha quello V, nel senso di Vento ben impresso nel Dna – è stata campionessa del mondo proprio qui in Francia, è andata alle olimpiadi di Tokyo da favorita e invece è arrivata quarta. Soltanto, direbbe qualcuno. E invece proprio da quel gradino sotto il podio è cominciata la sua salita verso l’oro: in finale a tre è arrivata da terza, dopo aver scartato un quindicesimo e un ventesimo posto.

Chi è Marta Maggetti

Ci credeva perché la sua costruzione sportiva guardava proprio alle Olimpiadi dove per due volte ha vinto il suo mito, il windsurfista olandese Dorian van Rijsselberghe, due medaglie d’oro. Un anno perso a scuola – “perché non tutti capiscono che lo sport è un pezzo (e un prezzo) della nostra educazione” – e una passione cominciata per via familiare (“mio padre faceva windsurf, mia madre ogni tanto qualche regata”) e poi continuata per il talento. “Ho cominciato a 8 anni perché al Circolo c’erano altri ragazzi della mia età che praticavano il windsurf e avevamo formato un bel gruppetto. Siamo andati avanti con le gare nazionali e internazionali, mi ha appassionato subito, mi piaceva competere. Sono andata bene, nel 2010 sono entrata nel giro della Nazionale: avevo più o meno 14 anni. Da qui, la giovanile in Techno 293, poi a 18 anni l’RS:X, ho fatto i primi quattro anni con la squadra olimpica e ho cominciato a sognare i Giochi”. Ecco, il sogno. E i sogni che si realizzano sono sogni d’oro.

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