In Francia esiste un villaggio olimpico da sogno. No, non quello di Parigi, dove “manca l’aria condizionata, si mangia male, si dorme poco”, come ricorda il campione olimpico azzurro nei 100 dorso Thomas Ceccon. Mentre alcuni atleti scappano da Saint-Denis in cerca di alloggi migliori, a 15mila chilometri dalla capitale i surfisti sorridono. Dopo il debutto a Tokyo 2020, la disciplina torna nel programma olimpico a Tahiti, in Polinesia Francese. Nel villaggio di Teahupo’o, per la precisione, uno degli spot più pericolosi al mondo, dove lo onde superano i 15 metri.
Al villaggio olimpico come in crociera
Qui i surfisti vivono nel primo villaggio olimpico galleggiante della storia: una crociera con c…
In Francia esiste un villaggio olimpico da sogno. No, non quello di Parigi, dove “manca l’aria condizionata, si mangia male, si dorme poco”, come ricorda il campione olimpico azzurro nei 100 dorso Thomas Ceccon. Mentre alcuni atleti scappano da Saint-Denis in cerca di alloggi migliori, a 15mila chilometri dalla capitale i surfisti sorridono. Dopo il debutto a Tokyo 2020, la disciplina torna nel programma olimpico a Tahiti, in Polinesia Francese. Nel villaggio di Teahupo’o, per la precisione, uno degli spot più pericolosi al mondo, dove lo onde superano i 15 metri.
Al villaggio olimpico come in crociera
Qui i surfisti vivono nel primo villaggio olimpico galleggiante della storia: una crociera con cabine fronte mare dall’affaccio mozzafiato. E soprattutto, niente letti di cartone. L’unico problema? Il rischio di dormire poco, anche qui. Ma non per la mancanza di comfort, anzi. Piuttosto per l’aria di festa a bordo. Merito di due surfisti tedeschi: Tim Elter e Camilla Kemp hanno trasformato la nave delle Olimpiadi in una party boat, con concerti e balli di gruppo a tutte le ore del giorno. Per contagiare con la sua allegria gli atleti più tranquilli, Elter ha legato la sua cassa portatile a un laccio. Poi l’ha fatta oscillare dal suo balcone in direzione delle altre cabine. Molti non hanno resistito al richiamo degli Abba, così è partito un karaoke di gruppo.
Una festa senza soste
Ognuno cantava dal proprio terrazzo, come in Italia ai tempi del lockdown. Durante il suo soggiorno tahitiano Elter si è anche improvvisato reporter per l’emittente Norddeutsche Rundfunk, documentando la vita sull’isola. Lo spirito di festa non ha abbandonato i tedeschi neanche al momento delle gare. Per raggiungere lo spot giusto per surfare, gli atleti vengono trasportati su piccole imbarcazioni. Durante il tragitto, Elter e Kemp hanno ballato la macarena tra i sorrisi imbarazzati dei propri rivali. Ma non finisce qui. Con Gabriel Medina in volo, immobile nell’aria con il braccio rivolto verso l’alto, il surf aveva regalato lo scatto più iconico delle Olimpiadi. Tim Elter ha ottenuto il risultato opposto in termini di epicità. Travolto da un’onda durante la gara, il surfista tedesco ha perso il costume, restando nudo davanti alle telecamere.
Le immagini sono diventate virali. “Sono al mio debutto olimpico e succede questo…”, ha commentato sarcasticamente lo stesso Elter su TikTok. L’autoironia non manca neanche quando si tratta di commentare i suoi risultati. “Ma come, avete già lasciato Tahiti?”, chiedono sotto al suo profilo. La sua risposta? “Sì, perché facciamo schifo nel surf”. Il viaggio olimpico di Elter e Kemp, in effetti, non è durato granché. Entrambi eliminati al secondo turno, negli ultimi giorni hanno raggiunto i connazionali a Parigi. Senza lasciare il loro entusiasmo contagioso in Polinesia, però. Basta aprire i loro profili social per scoprirlo. A proposito, Elter alla musica non riesce proprio a rinunciare: sta trasformando Casa Germania in una discoteca. L’aria di festa basterà per arginare la fuga dal villaggio olimpico?