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L’Italia conquista l’argento nel fioretto a squadre maschile, azzurri sconfitti in finale dal Giappone

(reuters)
I nipponici si impongono 45-36, la scherma italiana chiude con 5 medaglie
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PARIGI – La squadra più giovane, composta da tre debuttanti, per un argento che sa di tradizione italiana. Tommaso Marini, Filippo Macchi, Guillaume Bianchi più il 34enne Alessio Foconi sono protagonisti nell’ultima notte al Grand Palais, arrivando alla finale persa coi campioni del mondo del Giappone (45-36) in un’arma come il fioretto in cui l’Italia ha scritto pagine leggendarie.

Decisivo il 5-0 di Nagaro su Foconi

Marini ha ceduto nel primo match con Shikine (5-3), Iimura ha strappato a Bianchi un’altra stoccata, prima di una parziale rimonta di Macchi che ha concluso sul 14-15 con Matsuyama. La speranza l’ha nutrita Bianchi che ha messo 6 stoccate di fila portando l’Italia in vantaggio (20-18), Marini a un certo punto si è trovato sul +3, ma un Macchi in difficoltà sostituito da un Foconi che ha incassato un 5-0 da Nagano hanno lasciato Marini alle prese con una rimonta impossibile. Per l’Italia è la quinta e ultima medaglia della scherma alle Olimpiadi di Parigi, meglio di Rio (…

PARIGI – La squadra più giovane, composta da tre debuttanti, per un argento che sa di tradizione italiana. Tommaso Marini, Filippo Macchi, Guillaume Bianchi più il 34enne Alessio Foconi sono protagonisti nell’ultima notte al Grand Palais, arrivando alla finale persa coi campioni del mondo del Giappone (45-36) in un’arma come il fioretto in cui l’Italia ha scritto pagine leggendarie.

Decisivo il 5-0 di Nagaro su Foconi

Marini ha ceduto nel primo match con Shikine (5-3), Iimura ha strappato a Bianchi un’altra stoccata, prima di una parziale rimonta di Macchi che ha concluso sul 14-15 con Matsuyama. La speranza l’ha nutrita Bianchi che ha messo 6 stoccate di fila portando l’Italia in vantaggio (20-18), Marini a un certo punto si è trovato sul +3, ma un Macchi in difficoltà sostituito da un Foconi che ha incassato un 5-0 da Nagano hanno lasciato Marini alle prese con una rimonta impossibile. Per l’Italia è la quinta e ultima medaglia della scherma alle Olimpiadi di Parigi, meglio di Rio (un oro e 4 podi) e Tokyo (nessuno oro e 5 medaglie).

Tommaso Marini 

L’improvviso addio di Garozzo

È una squadra giovane, ma che ha dovuto crescere in fretta quando all’improvviso si è fermato per un problema cardiaco il suo leader, Daniele Garozzo, l’oro di Rio, l’argento di Tokyo, ma soprattutto il fratello maggiore di tutti gli altri. Un ispiratore vero, che quasi metteva in soggezione uno come il pisano Macchi, che non è tipo da intimidirsi nonostante abbia 22 anni, eppure la sua mancanza l’ha sentita. Reagendo con la gara più bella della vita nell’individuale, prima delle polemiche per l’arbitraggio nella finale individuale.

La leadership di Marini

Sulla leadership di Tommaso Marini, 24enne di Ancona, non c’erano dubbi, dalla tentazione di ritiro per non aver tirato a Tokyo è passato a una presenza sulle pedane da numero 1, campione del mondo a Milano e al Cairo (a squadre), ma anche deluso per aver perso a Parigi all’ultima stoccata col francese Pauty, quindi desideroso di rivincite. Appassionato di moda, collezionista di abiti che esaltano il suo fisico da modello, “Tommi” resta sempre imponente in pedana con un allungo di braccio che spesso va a segno. Poi c’è Guillaume Bianchi, che di anni ne ha 27, ma è spesso rimasto nell’ombra di una squadra dall’altissimo potenziale. Taciturno romano di stanza nel centro di Frascati, sposato con Valentina, nel 2022 ha vinto gli Europei e il Mondiale a squadre, ma ha molto ben impressionato quando ha accettato l’esclusione dal Mondiale di Milano. Quando Garozzo ha dovuto dare forfeit è stato suo non solo il posto in squadra, ma anche quello da titolare, relegando l’esperienza del 34enne Alessio Foconi nel ruolo di quarto, che non è come essere panchinaro nel calcio.

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