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Imane Khelif, la rabbia e l’orgoglio: “Basta col bullismo, danneggia la dignità delle persone”

(reuters)

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La boxeuse algerina: “Rispettate la carta olimpica”. E ringrazia il Cio
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PARIGI – Imane Khelif resta al centro dell’attenzione mondiale. La boxeuse algerina, già sicura della medaglia di bronzo nella categoria dei 66 kg – martedì 6 agosto la semifinale nel centrale del Roland Garros contro la thailandese Suwannapheng – continua a condurre in solitaria la sua battaglia per l’affermazione del proprio diritto a disputare i Giochi. L’atleta intersex è al centro di un vero intrigo mondiale, con la politica che continua a misurarsi e discutere sulla sua pelle.

“Il bullismo ha conseguenze devastanti”

"Basta col bullismo, ha conseguenze devastanti: può distruggere le persone". L'appello di Imane Khelif è rivolto "alle persone di tutto il mondo. La mia famiglia a casa è preoccupata, in Algeria", ha detto l'atleta intersex…

PARIGI – Imane Khelif resta al centro dell’attenzione mondiale. La boxeuse algerina, già sicura della medaglia di bronzo nella categoria dei 66 kg – martedì 6 agosto la semifinale nel centrale del Roland Garros contro la thailandese Suwannapheng – continua a condurre in solitaria la sua battaglia per l’affermazione del proprio diritto a disputare i Giochi. L’atleta intersex è al centro di un vero intrigo mondiale, con la politica che continua a misurarsi e discutere sulla sua pelle.

“Il bullismo ha conseguenze devastanti”

"Basta col bullismo, ha conseguenze devastanti: può distruggere le persone". L'appello di Imane Khelif è rivolto "alle persone di tutto il mondo. La mia famiglia a casa è preoccupata, in Algeria", ha detto l'atleta intersex all'emittente internazionale (con sede a Londra) Sntv, parlando delle polemiche e dei sospetti. "La sento due volte a settimana, spero non siano troppo profondamente feriti da tutto questo. Vincere l'oro sarebbe la mia miglior risposta". Khelif era stata esclusa dai Mondiali dall'Iba dopo un test del Dna, ma ammessa ai Giochi dal Cio, che non riconosce la legittimità di quei controlli e della stessa Iba. "Rivolgo un appello a tutte le persone del mondo - dice Khelif nell'intervista alla tv americana - rispettate i principi dei Giochi, quelli contenuti nella carta olimpica: rifiutate il bullismo su ogni atleta, perché ha conseguenze pesanti. Può distruggere le persone, uccide i pensieri, lo spirito e la mente e può dividere i popoli”. Khelif ha anche espresso gratitudine al Comitato olimpico internazionale e al suo presidente, Thomas Bach, per averla sostenuta risolutamente mentre l'ex organo di governo del pugilato olimpico bandito (Iba) alimentava un putiferio intorno alla sua partecipazione a Parigi.

Il padre: “Mia figlia un’eroina”

"Mia figlia è una ragazza” ha ribadito il padre di Imane Khelif dall’Algeria, “è cresciuta da ragazzina, è una ragazza forte e coraggiosa. Le è stato insegnato ad avere una forte volontà, nel lavoro e nella formazione. Fin da piccola la sua passione è sempre stata lo sport. E se ha battuto Carini in 46 secondi è solo perché più forte e l'altra era debole. Imane è un esempio di donna algerina. È una delle eroine dell'Algeria. Se dio vuole, ci onorerà con una medaglia d'oro e innalzerà la bandiera nazionale a Parigi. Questo è stato il nostro unico obiettivo fin dall'inizio”.

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