Matteo Zurloni, l’arrampicata e due millesimi di troppo: “La gara più veloce delle Olimpiadi è anche la più crudele. I bambini se ne innamoreranno”
dal nostro inviato Cosimo CitoPARIGI — La gara più breve della storia delle Olimpiadi si è consumata in 4 secondi e spiccioli, ha vinto un indonesiano, Veddriq Leonardo, e un azzurro, Matteo Zurloni, è uscito nei quarti per 2 millesimi. Questo è lo speed, la specialità più veloce dell’arrampicata sportiva e dei Giochi, in assoluto: una parete attrezzata da risalire nel più breve tempo possibile. Ma non si è soli: si gareggia in due, l’uno contro l’altro, affiancati. Chi arriva prima in cima e colpisce la piastra ferma il tempo. Quarti, semifinali e finale: tutto in venti minuti di pura adrenalina. A Le Bourget, poco fuori Parigi, un pubblico enorme. E quei due millesimi che Zurloni, 22 anni, milanese, campione del mondo nel 2023, ricorderà per tutta la vita.
Che gara è stata, la sua?
“Non è stata una gara perfetta: le prime cinque prese non sono state precise. Sono stato troppo aderente alla parete nel lancio e ho perso slancio rispetto al cinese Wu, che poi ha vinto contro di me per due millesimi, 4”995 contro 4”…
PARIGI — La gara più breve della storia delle Olimpiadi si è consumata in 4 secondi e spiccioli, ha vinto un indonesiano, Veddriq Leonardo, e un azzurro, Matteo Zurloni, è uscito nei quarti per 2 millesimi. Questo è lo speed, la specialità più veloce dell’arrampicata sportiva e dei Giochi, in assoluto: una parete attrezzata da risalire nel più breve tempo possibile. Ma non si è soli: si gareggia in due, l’uno contro l’altro, affiancati. Chi arriva prima in cima e colpisce la piastra ferma il tempo. Quarti, semifinali e finale: tutto in venti minuti di pura adrenalina. A Le Bourget, poco fuori Parigi, un pubblico enorme. E quei due millesimi che Zurloni, 22 anni, milanese, campione del mondo nel 2023, ricorderà per tutta la vita.
Che gara è stata, la sua?
“Non è stata una gara perfetta: le prime cinque prese non sono state precise. Sono stato troppo aderente alla parete nel lancio e ho perso slancio rispetto al cinese Wu, che poi ha vinto contro di me per due millesimi, 4”995 contro 4”997. Contento di aver mantenuto un alto livello in questi giorni. Ora il prossimo obiettivo, l’Europeo di fine mese».
Tre anni dopo Tokyo, dove ci fu una sola gara di arrampicata (la combinata), la speed ha avuto una sua vetrina universale.
«E di questo non posso che essere felice. Si punta in alto in vista di Los Angeles. E alcune cose lì potrebbero cambiare».
In che modo?
«Magari una parete con 8 corsie, come nell’atletica, come nei 100 metri: sarebbe spettacolare. Ed è allo studio anche una staffetta”.
Come ci si innamora dell’arrampicata sportiva?
“È qualcosa che ti prende subito per la velocità e l’adrenalina. Basta far vedere a un bambino una gara, il giorno dopo sarà già in parete”.
Giocarsi una carriera in poco più di 4” è però estremamente crudele.
“Vero, è tanto crudele come gara, ma è quello che la rende bella. Il margine di errore diminuirà nel tempo, qualcuno potrebbe fare 4”40. Magari sarò io”.
Come ci si allena per l’arrampicata?
"Mi alleno in parete attrezzata indoor almeno 3-4 ore al giorno. Allenamenti simili a quelli dell’atletica. Palestra soltanto. La roccia l’ho messa nel cassetto, in futuro però voglio tornare a dedicarmici”.
Quando ha iniziato?
"Si inizia dagli 8 anni, io ho iniziato a 5 anni. La speed da cinque anni. Studio Scienze motorie a Milano. Lavoro in palestra, a Brugherio, seguo l’agonismo da istruttore. C’è una grandissima risposta dai giovani”.
Come ci si approccia alla gara, come si trascorrono i minuti prima di quella scossa di adrenalina di 4”?
"Tendenzialmente faccio un ripasso della via, abbasso i battiti, devi essere tranquillo e dare fiducia a tutti gli allenamenti fatti. La linea è sempre la stessa, la conosciamo a memoria. Il record mondiale ora è dell’americano Watson, 4”74. Fantascienza”.
E adesso?
"Si torna a casa con più fiducia di quanto ne avessi prima di partire. Ma prima cercherò di andare a vedere la finale di Tamberi, lui è un idolo”.