Il potere di ‘Imagine’, parte la canzone di John Lennon e le giocatrici di beach volley smettono di litigare
di Maurizio CrosettiQuella volta che Tommie Smith e John Carlos alzarono il pugno guantato. Quella volta che Muhammad Alì sollevò tremante la torcia. Quella volta che le giocatrici di beach volley smisero di litigare, ascoltando John Lennon. Momenti che non smettono di esistere. Si ricordano sempre, forse per sempre. Giochi ben oltre i Giochi.
Brandie e Anna a muso duro sotto rete
A Parigi è accaduto qualcosa di simile durante la finale del beach volley femminile, tra il Brasile (oro) e il Canada. Nel terzo set, il malinteso che quasi scatena la rissa sotto rete: la canadese Brandie Wilkerson risponde a qualcosa che le hanno detto i suoi familiari in tribuna, ma la brasiliana Ana Patricia pensa che l’avversaria la stia canzonando. Così le si avvicina a muso duro, e le due giocatrici cominciano a litigare di brutto.
Il colpo di genio del dj
Il video, come si dice in questi casi, diventa subito virale, perché dopo l’imbarazzo degli arbi…
Quella volta che Tommie Smith e John Carlos alzarono il pugno guantato. Quella volta che Muhammad Alì sollevò tremante la torcia. Quella volta che le giocatrici di beach volley smisero di litigare, ascoltando John Lennon. Momenti che non smettono di esistere. Si ricordano sempre, forse per sempre. Giochi ben oltre i Giochi.
Brandie e Anna a muso duro sotto rete
A Parigi è accaduto qualcosa di simile durante la finale del beach volley femminile, tra il Brasile (oro) e il Canada. Nel terzo set, il malinteso che quasi scatena la rissa sotto rete: la canadese Brandie Wilkerson risponde a qualcosa che le hanno detto i suoi familiari in tribuna, ma la brasiliana Ana Patricia pensa che l’avversaria la stia canzonando. Così le si avvicina a muso duro, e le due giocatrici cominciano a litigare di brutto.
Il colpo di genio del dj
Il video, come si dice in questi casi, diventa subito virale, perché dopo l’imbarazzo degli arbitri e del pubblico arriva il colpo di genio del dj: costui (medaglia d’oro ad honorem, specialità “vivere civile”) spara a tutto volume “Imagine” di John Lennon, e la scena si rovescia all’improvviso. Il pubblico comincia a cantare e a fare la ola, le atlete sorridono e infine applaudono: quel messaggio di pace non può essere ignorato. Così la partita riprende, e il Brasile la vince al terzo set. Poi, grandi abbracci tra le giocatrici sulla sabbia, sotto la Tour Eiffel.
Quando la musica conta più delle parole
La tecnologia al servizio dello sport, anche se in questo caso non è un Var, una moviola o un occhio di falco. Basta un semplice impianto di diffusione, ed ecco che la musica (con parole) conta più delle parole e basta, incarnandosi in quello spirito olimpico che ad ogni edizione dei Giochi viene evocato, giustamente (lo ha appena fatto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sostenendo che la schiena mostrata per protesta dai nostri pallanuotisti è contraria, appunto, allo spirito olimpico).
John Lennon per conquistare tutti
Concetto forse astratto, ma capace di calarsi in gesti concreti e spesso simbolici, lo spirito olimpico ha usato John Lennon per conquistare tutti. Immaginate tutta la gente che vive la vita in pace. Immaginate che sia vero, e non retorica, possibilmente non solo su un campo di gara. Immaginate la forza viva di un’utopia (chi la cantò, morì ammazzato). Immaginate una scena del genere durante una partita di calcio. Immaginatela, perché no, in Italia. Fatto? Ora, potete svegliarvi, il sogno è finito.