Novanta minuti di ritardo, novanta minuti di applausi. Fossero stati 92, sarebbe stata una situazione fantozziana in piena regola. Ma la storia della bhutanese Kinzang Lhamo, ultima al traguardo della maratona dei Giochi di Parigi dopo 3h 52’ e 59”, non deve far ridere, anzi. Perché la sua gara incarna il perfetto spirito olimpico. Poco importa che l’olandese Sifan Hassan abbia tagliato il tragua…