PARIGI – Squalificata. Ma cosa le sarà saltato in testa? Ringraziasse di essere nella Squadra dei Rifugiati, senza fare tante storie sulla libertà. Ma come si permette? La b-girl afgana Manizha Talash si è esibita durante il suo esercizio di breaking, sport esordiente, con una mantellina blu con la scritta in inglese «Free Afghan Women» (Liberate le donne afghane). Prima l’ha nascosta sotto la felpa e poi al momento di gareggiare l’ha fatta vedere, proprio una mantellina leggera di quelle che vi mettono dal parrucchiere, e tutti hanno applaudito. Sembra che Thomas Bach, presidente del Cio, fosse lì presente alla Concorde Arena e gli sia preso un colpo. Un sacrilegio olimpico. Niente politica ai Giochi. Come se il diritto alla libertà fosse una cosa oscena. Via Manizha, fuori la rifugiata irriconoscente. «Per aver mostrato un messaggio politico sul suo abbigliamento sportivo». L’Afghanistan è a Parigi solo con tre uomini, visto che alle donne lo sport è vietato (e tre atlete presenti n…
PARIGI – Squalificata. Ma cosa le sarà saltato in testa? Ringraziasse di essere nella Squadra dei Rifugiati, senza fare tante storie sulla libertà. Ma come si permette? La b-girl afgana Manizha Talash si è esibita durante il suo esercizio di breaking, sport esordiente, con una mantellina blu con la scritta in inglese «Free Afghan Women» (Liberate le donne afghane). Prima l’ha nascosta sotto la felpa e poi al momento di gareggiare l’ha fatta vedere, proprio una mantellina leggera di quelle che vi mettono dal parrucchiere, e tutti hanno applaudito. Sembra che Thomas Bach, presidente del Cio, fosse lì presente alla Concorde Arena e gli sia preso un colpo. Un sacrilegio olimpico. Niente politica ai Giochi. Come se il diritto alla libertà fosse una cosa oscena. Via Manizha, fuori la rifugiata irriconoscente. «Per aver mostrato un messaggio politico sul suo abbigliamento sportivo». L’Afghanistan è a Parigi solo con tre uomini, visto che alle donne lo sport è vietato (e tre atlete presenti non sono riconosciute dal loro paese). E questo dopo che il Cio ha tanto vantato la raggiunta parità di genere.
Come è nata la passione per breaking
A qualcuno interessa la storia di Manizha? È lei che la racconta: «Ho 21 anni, ho lasciato l’Afghanistan nell’agosto del ’21 quando i Talebani sono tornati al potere. Ho scoperto la breaking a 17 anni su un video. Vedevo un ragazzino girare sulla sua testa, l’ho contattato, il suo nome è Jawad, ho visitato la sua palestra a Kabul e dopo tre mesi ero lì ogni giorno. Unica ragazza tra 55 uomini. Questo sport mi piaceva perché era una sfida, una ribellione, un modo per fuggire dai problemi quotidiani, ma è diventato sempre più difficile continuare perché il ballo da noi era proibito».
La fuga in Spagna
Manizha era criticata dai vicini di casa, anche da una parte della sua famiglia, ma ha continuato. Poi sono arrivate le minacce. «Ci sono stati tre attentati al nostro gruppo. Due durante le gare: delle persone sono morte. Il terzo è stato un attacco suicida nella palestra dove mi allenavo. Quando i media hanno parlato di me in Afghanistan sul web sono apparsi molti commenti negativi». Le restava una sola scelta: fuggire. «Ma non avevo passaporto, così ho passato illegalmente il confine e sono entrata in Pakistan, da lì in Spagna, solo per seguire il mio sogno, non conoscevo nessuno. È stato proprio Jawad che mi aveva iniziato alla breaking a dirmi di raggiungerlo in Spagna dove sono riuscita a fare arrivare anche i miei. Devo anche ringraziare il gruppo della breaking che mi ha aiutata, si chiama Superiors Crew, si sono trasferiti anche loro, era troppo pericoloso restare a casa. Ma io voglio tornare in Afghanistan, se i Talebani lasciassero domani mattina, io nel pomeriggio sarei a Kabul».
La protesta di Raven Saunders a Tokyo
Da benvenuta come maltratta del mondo Talash è stata espulsa come una rompiscatole. Stia zitta, faccia il suo esercizio, e lasci perdere la libertà che ai Giochi non gioca. Tre anni fa a Tokyo l’americana Raven Saunders, nera e gay, argento nel peso, un tentativo di suicidio nel 2018, salì sul podio e incrociò le braccia a X. «Per gli oppressi, i disadattati, gli inascoltati, per chi soffre di problemi mentali». Disse che il gesto glielo aveva suggerito Tommie Smith, quello del pugno nero a Messico ‘68. Il Cio la voleva squalificare poi ci ripensò su pressione americana e perché Clarissa, la madre di Raven, era morta tre giorni prima. Si sa che per il Cio i gesti a favore dei diritti civili sono frutto di stati psicologici alterati.