Adieu Paris, sotto il tuo cielo è successo di tutto. E anche nelle tue acque. Sei stata una festa mobile, faticosa, calda, piena di gente. Giochi tornati in Europa dopo 12 anni, dopo una pandemia e stadi vuoti, niente più fuso orario, spettatori anche nei turni mattutini, molto apprezzati dagli atleti. Cartoline da Parigi, le foto-simbolo dei Giochi numero 33, quelle che ci terranno compagnia ancora per un po’, quelle che tireremo fuori alla prossima.
Lui in piedi sull’Oceano, sospeso tra male e cielo, nel grande blu. Quanta invidia per il brasiliano Gabriel Medina che a Teahupo’o fa il segno ok con la tavola legata alla caviglia mentre il suo corpo sembra decollare in verticale.
Il sonnellino di Ceccon
È Francia, territorio d’oltremare a 16 mila chilometri da Parigi, è il sogno proibito dell’uomo: volare. Il sonno ch…
Adieu Paris, sotto il tuo cielo è successo di tutto. E anche nelle tue acque. Sei stata una festa mobile, faticosa, calda, piena di gente. Giochi tornati in Europa dopo 12 anni, dopo una pandemia e stadi vuoti, niente più fuso orario, spettatori anche nei turni mattutini, molto apprezzati dagli atleti. Cartoline da Parigi, le foto-simbolo dei Giochi numero 33, quelle che ci terranno compagnia ancora per un po’, quelle che tireremo fuori alla prossima.
Lui in piedi sull’Oceano, sospeso tra male e cielo, nel grande blu. Quanta invidia per il brasiliano Gabriel Medina che a Teahupo’o fa il segno ok con la tavola legata alla caviglia mentre il suo corpo sembra decollare in verticale.
Il sonnellino di Ceccon
È Francia, territorio d’oltremare a 16 mila chilometri da Parigi, è il sogno proibito dell’uomo: volare. Il sonno che manca, di cui tutti abbiamo bisogno: Thomas Ceccon, oro nei 100 dorso, che dorme nel villaggio, ma non nel suo letto, è accanto a una panchina, come un senzatetto. Aveva protestato per il caldo nella stanza, per la scomodità del materasso, per il rumore. Ma poi preciserà: «Volevo stare solo a riflettere, dopo la sconfitta in staffetta ». Il sonnellino dell’oro del salto femminile, l’ucraina Yaroslava Mahuchikh, primatista del mondo, che in gara s’infila nel sacco a pelo e si rilassa. Beata lei.
Il Dream Team
Ma andate tutti a dormire, fa segno Steph Curry, imitato da LeBron James. A 36 anni e alla sua prima Olimpiade segna 4 triple negli ultimi tre minuti contro la Francia e assicura l’oro al Dream Team del basket: la festa è finita, s’è fatto tardi, è ora di andare a nanna. Si potrebbe dormire anche nella partita infinita di calcio Argentina-Marocco che dura 4 ore e che non è un bell’ inizio del torneo: fischi all’inno argentino, invasione di campo, Var che annulla il gol due ore dopo, fine, no, scusateci tornate in campo. Contro il Var protesta anche il Settebello, schierato di schiena contro la Spagna dopo l’errore arbitrale contro l’Ungheria.
Dikec, il tiratore che sembra un turista per caso
Il tiratore turco Yusuf Dikec, 51 anni pare il turista per caso. Ha la mano in tasca, gli occhiali da vista, nessun aiuto tecnologico, cuffie per isolarsi dal mondo? Ma per carità. In realtà ha già vinto due volte i Mondiali, è alla sua quinta partecipazione olimpica, è argento nella pistola ad aria 10 metri mista insieme alla connazionale Sevval Ilayda Tarhan, anche lei con la mano in tasca. Lo stile acchiappa. Mondo Duplantis dopo il record del mondo dell’asta li imiterà.
Il bacio di Alice
C’è la premier Giorgia Meloni al judo, Alice Bellandi, 25 anni, è oro, vince il suo incontro e va a baciare la fidanzata sudafricana, Jasmine Martin. È l’amore, bellezza, e non ci puoi fare niente. Nemmeno contro il tempo che passa. Il lottatore cubano Mijain Lopez è un gigante soprannominato El Terrible, ma è anche un immenso atleta, cinque volte campione olimpico, dieci stagioni senza sconfitte, 42 anni, questo il suo addio alle gare. Commovente il gesto: lascia le sue scarpe sul tappeto. A me non servono più.
Il tuffo nella Senna
Si buttano finalmente nella Senna le atlete del triathlon dopo dubbi, polemiche, rinvii: sarà veramente balneabile? Il colpo d’occhio è spettacolare, le loro cuffiette colorate nel fiume torbido invitano all’ottimismo. E infine un abbraccio tra donne, atlete rivali, ma nate nello stesso paese, l’Iran. Sul podio Nahid Kiani e Kimia Alizadeh, argento e bronzo nel taekwondo si stringono fortissimo. Sono amiche, ma da quattro anni sono separate dalle convenzioni religiose del regime di Teheran. La seconda ora gareggia per la Bulgaria, il paese che l’ha accolta da rifugiata, mentre la prima è rimasta fedele al suo regime e gareggia con l’hijab sotto al caschetto. L’incontro viene censurato dalla tv iraniana. Ma nel cuore dello sport ci sarà sempre posto per un replay.