Due a zero per il mondo paralimpico, quando le gare devono ancora cominciare. Una dolcissima sera parigina di fine estate, con il cielo rosa alle spalle della torre Eiffel, ha accompagnato la cerimonia inaugurale delle Paralimpiadi, ben diversa dal diluvio che tormentò quella olimpica bagnando capi di stato e campioni. Trattati molto meglio anche in questa occasione, se è vero che non solo i paralimpici non si sono fradiciati, ma nel tradizionale format della sfilata delle nazioni sugli Champs-Elysees fino a Place de la Concorde hanno avuto molto più visibilità delle star di un mese fa, ammucchiati su barche di diverse stazze.
I campioni delle Paralimpiadi
Più visibili Steve Serio del basket americano in carrozzina di Lebron J…
Due a zero per il mondo paralimpico, quando le gare devono ancora cominciare. Una dolcissima sera parigina di fine estate, con il cielo rosa alle spalle della torre Eiffel, ha accompagnato la cerimonia inaugurale delle Paralimpiadi, ben diversa dal diluvio che tormentò quella olimpica bagnando capi di stato e campioni. Trattati molto meglio anche in questa occasione, se è vero che non solo i paralimpici non si sono fradiciati, ma nel tradizionale format della sfilata delle nazioni sugli Champs-Elysees fino a Place de la Concorde hanno avuto molto più visibilità delle star di un mese fa, ammucchiati su barche di diverse stazze.
I campioni delle Paralimpiadi
Più visibili Steve Serio del basket americano in carrozzina di Lebron James, Ambra Sabatini e Luca Mazzone di Arianna Errigo e Gianmarco Tamberi. In qualsiasi condizione climatica e di protocollo il presidente Mattarella si è alzato per salutare gli azzurri, applaudendo con ammirazione tutte le delegazioni, dall’afgano Ebrahim Danishi, specialista del para taekwondo, alla centometrista dello Zimbabwe Tinotenda Nicole Bango fino alla Francia che ha chiuso la sfilata con Yannick Noah, capitano della squadra di tennis in carrozzina. 4.400 gli atleti in gara, con una presenza record di 168 nazioni compreso un ampio team rifugiati e le novità Eritrea, Kiribati e Kosovo. L’Iran ha fatto sfilare prima le donne, la judoka Theodora Paschalidou ha portato con sè il suo cane guida. I gol del clima e della sfilata delle nazioni sono stati insomma segnati dai campioni delle Paralimpiadi, che promettono un’edizione bella come quella olimpica nonostante tutte le sue criticità.
Bebe Vio subito star con un video su Instagram
Prima di sfilare Bebe Vio ha scherzato sui social sul kit ufficiale che le è stato recapitato, e conteneva paia di calze che lei evidentemente non indossa. Nella squadra italiana che vuole superare le 69 medaglie di Tokyo si è notato un azzurro con la maschera di un compagno di squadra. Era Federico Morlacchi, portabandiera a Tokyo, che ha omaggiato un altro azzurro pluripremiato del nuoto: Simone Barlaam. Campione delle Paralimpiadi e 18 volte mondiale, illustratore, modello, viaggiatore, progettista di protesi, ammiratore dello stesso Morlacchi. Punta di diamante di una nazionale che entra subito in piscina con una delle sfide più forti della Paralimpiade italiana.
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Il nuoto serbatoio di medaglie azzurre
Se il podio tutto italiano dei 100 metri è stato il simbolo dei Giochi di Tokyo, con l’indimenticabile vittoria della portabandiera Ambra Sabatini davanti a Martina Caironi e Monica Contraffatto, a livello di medaglie è stato il nuoto azzurro a dimostrarsi una potenza. Si è esibito in una piscina l’italiano con più medaglie, Stefano Raimondi, un oro, 4 argenti, 2 bronzi e una sfida che riparte oggi nei 50 stile libero. Come cercheranno i primi podi altri gioielli di Tokyo, lo stesso Barlaam (400 sl), Carlotta Gilli (100 farfalla), Francesco Bocciardo (200 sl), Monica Boggioni (200 sl). 39 i podi conquistati in Giappone, meglio di nazioni di grande tradizione come Australia, Gran Bretagna, Olanda. Il conteggio delle medaglie riparte oggi, anche se il messaggio più potente da mandare al mondo è un altro: «Non esistono più canoni unici di bellezza o di perfezione». Firmato Bebe Vio.
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