Tamberi a Roma per il Golden Gala: “Sto meglio dopo i calcoli. Olimpiadi di Los Angeles? Forse. Intanto voglio una figlia e presto riavrò la fede”
di Mattia ChiusanoGianmarco Tamberi all'Olimpico dopo aver vinto l'oro europeo
(reuters)ROMA – Il desiderio di vincere ancora, ai prossimi Mondiali di Tokyo e magari alle Olimpiadi di Los Angeles. Il fisico che recupera più in fretta della testa, ancora scottata dalla delusione di Parigi. La voglia di avere subito una figlia. La fede persa nella Senna che Gregorio Paltrinieri non è riuscito a recuperare nel nuoto di fondo. Gianmarco Tamberi torna a Roma, venerdì al Golden Gala, nello stesso stadio in cui a giugno vinse gli Europei con 2,37, “fermandomi subito dopo senza poter vedere veramente quale era il mio valore”. Il momento più alto della sua stagione, che doveva invece avere come apice l’Olimpiade di Parigi consumata con dolori lancinanti per un calcolo renale e un 11° posto che lo riempie di frustrazione. Anche se gli ha innescato dentro qualcosa, che si potrà valutare solo nei prossimi anni.
Tamberi, come sta?
"Decisamente meglio dal punto di vista fisico, indubbiamente. Ho fatto tutti gli accertam…
ROMA – Il desiderio di vincere ancora, ai prossimi Mondiali di Tokyo e magari alle Olimpiadi di Los Angeles. Il fisico che recupera più in fretta della testa, ancora scottata dalla delusione di Parigi. La voglia di avere subito una figlia. La fede persa nella Senna che Gregorio Paltrinieri non è riuscito a recuperare nel nuoto di fondo. Gianmarco Tamberi torna a Roma, venerdì al Golden Gala, nello stesso stadio in cui a giugno vinse gli Europei con 2,37, “fermandomi subito dopo senza poter vedere veramente quale era il mio valore”. Il momento più alto della sua stagione, che doveva invece avere come apice l’Olimpiade di Parigi consumata con dolori lancinanti per un calcolo renale e un 11° posto che lo riempie di frustrazione. Anche se gli ha innescato dentro qualcosa, che si potrà valutare solo nei prossimi anni.
Tamberi, come sta?
"Decisamente meglio dal punto di vista fisico, indubbiamente. Ho fatto tutti gli accertamenti necessari, analisi del sangue, ecografie, risonanza magnetica, per scongiurato la possibilità di avere ancora il calcolo nel corpo. In realtà avrei dovuto fare una Tac per averne la certezza, ma avendone fatte due nei 15 giorni precedenti mi è stato fortemente sconsigliato per una questione di radiazioni. Ma non ho sentito più male, le ultime due coliche risalgono al giorno della gara e alla sera del giorno successivo. Poi ho iniziato una cura di farmaci che mi ha fatto stare meglio”.
Certo, non c’è da curare solo l’aspetto fisico dopo la delusione di Parigi.
“Dal punto di vista mentale le giornate sono molto altalenanti, mi sto sentendo finalmente meglio, è come se avessi messo qualcosa tra me e le Olimpiadi, la brutta esperienza di Parigi. Però è chiaro che non tutte le mattine mi sveglio col sorriso. Mi confortano i ragazzi che mi sostengono, e mi interessano più degli odiatori”.
Sta cambiando i suoi programmi? È sicuro che non stia pensando ad arrivare a Los Angeles 2028?
“Queste Olimpiadi non sono andate assolutamente come volevo, nella mia testa io le vedevo veramente come l'ultima vera gara della mia carriera, quella per cui mi ero preparato una vita intera, quella in cui volevo mettere tutto me stesso. Se l’avessi finita come sognavo probabilmente dentro di me non sarebbe rimasto molto per spingermi a continuare. In questo momento ammetto che dentro sento una voglia, un qualcosa che mi spinge a mettermi in gioco l'anno prossimo al mondiale di Tokyo. Vorrei raccogliere i frutti di quello che so di valere”.
Quanto è difficile per lei preparare un altro quadriennio?
“Non dipende solo da me, ci sono tanti fattori da calcolare sia per l'anno prossimo che per Los Angeles. Si aprono nuovi progetti, sarebbe un nuovo capitolo della mia vita e della mia carriera. Dovrei capire come, con chi e perché affrontare tutto questo. Sono mille i dubbi. No, io ho improntato tutta la mia carriera degli ultimi anni per arrivare a Parigi al top. Se dovessi riprendere le carte in mano dovrei capire quanto sia fattibile arrivare al 2028. Sicuramente non andrei lì solo per partecipare”.]
Ha sempre l’idea di costruire una famiglia con sua moglie Chiara?
“Con Chiara non avevamo deciso di non fare una famiglia perché pensavamo potesse limitarle le performance a Parigi. Siamo una coppia molto stabile, da 15 anni stiamo insieme, da quando eravamo ragazzini, e ogni anno siamo stati sempre più uniti. Entrambi amiamo i bambini, ma dopo l’oro Tokyo abbiamo capito quanti impegni, sportivi e non sarebbero arrivati, e forse non ci sembrava il momento giusto per fare una famiglia. Ora questa cosa inizia a starci stretta, non vediamo l'ora di diventare genitori di un piccolino o una piccolina che vorrei vedere sgambettare per casa. Entrambi non vediamo l'ora di poter coronare questo sogno. Tanti atleti e atlete di altissimo livello hanno dimostrato che possono essere anche genitori. Se non c’è più la certezza che Parigi sarà la mia ultima Olimpiade, questo desiderio invece non è cambiato”.
Ma è pronta la nuova fede, che sostituirà quella persa nella Senna durante la cerimonia inaugurale?
“Sì sta per arrivare e tutto andrà a posto con Chiara. Quella originale purtroppo non è riuscita a trovarla Greg Paltrinieri nuotando nella Senna, al massimo è uscito qualche sorcio”.