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Luna Rossa cerca il punto della finale. Ma intanto vince nell’America’s Cup dei ragazzi

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Di nuovo in gara per battere American Magic e ottenere il 5° decisivo punto. A Barcellona intanto debutta la coppa dei giovani, dove duellano sempre italiani e americani
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Torna Luna Rossa, per riprendersi con due giorni di ritardo quel che voleva: la finale di Louis Vuitton Cup. Bisogna lasciarsi alle spalle quel che è successo lunedì, la manovra suicida sulla quarta boa, che American Magic ha schivato con classe mentre la barca italiana cascava dai foil. Si deve resettare tutto, ripartire mentalmente da zero, senza dimenticare però quel che è successo prima: 4-0 per Luna Rossa in due giorni, una superiorità netta che concede altri tre match point all’equipaggio timonato da Spithill e Bruni. La stessa condizione di Ineos Britannia, anche lei candidata alla finale, ma vittima di splash down contro Alinghi che ha portato a casa presumibilmente il gol della bandiera, come si direbbe nel calcio.

Uno scafo costruito in Cina uguale per tutti

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Torna Luna Rossa, per riprendersi con due giorni di ritardo quel che voleva: la finale di Louis Vuitton Cup. Bisogna lasciarsi alle spalle quel che è successo lunedì, la manovra suicida sulla quarta boa, che American Magic ha schivato con classe mentre la barca italiana cascava dai foil. Si deve resettare tutto, ripartire mentalmente da zero, senza dimenticare però quel che è successo prima: 4-0 per Luna Rossa in due giorni, una superiorità netta che concede altri tre match point all’equipaggio timonato da Spithill e Bruni. La stessa condizione di Ineos Britannia, anche lei candidata alla finale, ma vittima di splash down contro Alinghi che ha portato a casa presumibilmente il gol della bandiera, come si direbbe nel calcio.

Uno scafo costruito in Cina uguale per tutti

Ma perché Luna Rossa e Ineos hanno dovuto aspettare due giorni per riprendere il filo di quel che avevano costruito tra sabato e domenica? Perché nelle acque di Barcellona si è sempre regatato per l’America’s Cup, e Luna Rossa ha fatto 1-1 con American Magic: prima vincendo con un minuto e 3 secondi di vantaggio, poi incassando 22 secondi. Anche se non si trattava della coppa più conosciuta, il trofeo più antico dello sport con 173 anni di storia. Questa è la UniCredit Youth America’s Cup riservata a equipaggi Under 25: la coppa dei ragazzi, delle new entry, della generazione futuro. Una novità assoluta, introdotta dal nuovo regolamento insieme alla Puig Women’s America’s Cup, la coppa delle donne che partirà il 5 ottobre. Anche in questa categoria Luna Rossa é temibile per una serie di motivi tra i quali: classe dei giovani, esperienza in barca. Non lo stesso AC75 dell’America’s Cup dei grandi, ma l’AC40 One Design costruito da McConaghy’s in Cina, con sistemi forniti da Emirates Team New Zealand. Su questo tipo di barca si è già fatto le ossa nelle regate preliminari di Gedda (“un’esperienza fantastica”) un ragazzo identificato come il futuro della vela italiana: Marco Gradoni.

Al timone della Germania c’è una ragazza, Maru Scheel

Il ventenne del litorale laziale vinceva già il Mondiale Optimist a 13 anni, ripetendosi tre volte consecutive tra il 2017 e il 2019. Max Sirena l’ha convocato a Cagliari per una prova al simulatore, lui ha dimostrato subito di avere i numeri e ha abbandonato un progetto olimpico che l’avrebbe visto sicuramente in gara a Parigi. Era Gradoni, partito dal Tognazzi Marine Village, al timone della “lunetta” che ha dominato la prima regata a Barcellona. I suoi compagni di ventura sono Gianluigi Ugolini, l’altro timoniere, Federico Colaninno e Rocco Falcone, i due trimmer di un equipaggio a quattro senza cyclor. Insieme hanno gareggiato in una regata di flotta con gli americani, ma anche i neozelandesi, i britannici, gli svizzeri e i francesi. Gli stessi della Louis Vuitton Cup, anche se nella coppa dei ragazzi sono in lizza molte più nazioni: sono invitate anche Australia, Canada, Germania, Olanda, Spagna e Svezia. La timoniere della barca tedesca è Maru Scheel: l’unica ragazza al comando, che ha fatto intuire una candidatura del suo paese in America’s Cup, magari con lei al timone. Anche la Spagna vorrebbe esserci la prossima volta, perché lo sguardo finisce sempre lì, sulla coppa più ambita, e anche il torneo dei giovani dopo i turni di qualificazione si concluderà con un match race a due il 26 settembre. Se il futuro si comincia a costruire adesso, Barcellona è il teatro della coppa di oggi ma anche di domani.

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