Non sono bastati, né il coinvolgente discorso motivazionale, fatto ieri dal General manager Max Sirena a tutto il team, dopo la doppia sconfitta di mercoledì scorso, né la nota freddezza di James Spithill, già noto per una sua passata e impossibile rimonta. Il team inglese e il suo uomo di punta, Sir Ben Ainsley, hanno gestito il loro primo match point in modo esemplare. Nessuno spazio per l’emotività. Nessuna pietà per un avversario degno di ogni rispetto. Gli inglesi sono scesi in acqua per finire il lavoro e lo hanno fatto senza tentennamenti.
Le condizioni sono cambiate, meno vento delle scorse giornate, ma il copione è rimasto lo stesso. Lo schema di partenza del team italiano è quello già visto molte volte e il risultato si è ripetuto. Partenza vinta dagli inglesi che tagliano la linea, vicino alla boa di sinistra, precedendo Luna Rossa che insegue ed è costretta a virare troppo presto di bordo per liberarsi dai rifiuti dell’avversario. Vira anche Team Ineos, e nel bordo mura a sinistra, che porta le barche sul limite di destra del campo di gara, ho avuto il sospetto che tutti gli italiani, come me, hanno pregato e sperato che una piccola rotazione del vento a destra mettesse il nostro team nella condizione di virare e di passare davanti, al primo e fondamentale incrocio.
L’alta velocità e i tempi di percorrenza ridotti
Ma uno dei problemi con queste barche così veloci, rispetto a quelle tradizionali, e che i tempi di percorrenza si riducono tantissimo. L’attesa e la speranza, ahimè, sono infatti durate poco e la dura realtà ci ha risvegliati da un bellissimo sogno. Gli inglesi, silenziosi e cinici, hanno virato sulla prua della barca italiana, spegnendo tutte le nostre illusioni. Il resto della regata è stato tutto inglese. Regata finita. Finale della Louis Vuitton persa. Unica consolazione, capace forse di mitigare il dispiacere, è la nostra mai ammessa consapevolezza, cresciuta, senza soluzioni di continuità, fin dalla prima regata della finale: gli inglesi sono più forti di noi e hanno meritato la vittoria.
Nulla da recriminare ai nostri ragazzi. Hanno dimostrato di essere uno straordinario gruppo di campioni che non ha mai ceduto di fronte ai tanti problemi tecnici subiti. Hanno affrontato l’avversario, consci della loro forza, senza mai sottovalutarli ed uscendo in mare, ogni giorno di gara, sapendo che avrebbero dovuto dare il meglio di sé. Unico appunto, che da sportivo e velista mi permetto di accennare appena, sulla gestione dell’ultima regata, riguarda la partenza: conoscendo la grinta, la determinazione e l’esperienza dei due timonieri di Luna Rossa, mi sarebbe piaciuto vedere, in fase di pre partenza, una maggiore aggressività e uno scambio di schema tattico. Ma, come ho anticipato, l’appunto è appena accennato, consapevole che è davvero facile fare critiche e dare giudizi rimanendo comodi dietro lo schermo. In questo momento, da velista e amico di molti dei ragazzi del team italiano, voglio solo dirgli grazie per quanto fatto finora e per averci fatto sognare ancora una volta. Bravi ragazzi, nessun rammarico, guardate alla prossima sfida con orgoglio.