Luna Rossa, magie ma anche errori da capire per il 2026: senza Spithill e con Gradoni
dal nostro inviato Mattia ChiusanoBARCELLONA – Si riparte da quella frase di Checco Bruni: “Ragazzi, grazie mille per il vostro supporto, purtroppo è andata male. Ma Luna Rossa tornerà forte”. Per la prima volta si apre uno spiraglio sul futuro per una squadra concentrata totalmente sul presente. Un presente lungo tre anni e mezzo, come ha ricordato Max Sirena, il team director che ha guidato il team nelle due campagne di Auckland e Barcellona. Deluso, ma quasi preparato alla sconfitta quando ha spiegato: “Non si può pensare che sia sempre un fallimento se uno perde. Non voglio giustificarmi, però così non aiutiamo lo sport, non aiutiamo i giovani a crescere”. Stroncare non serve a niente, capire invece è utile, soprattutto se si ha intenzione di continuare come lascia intravedere Bruni. In attesa della voce che conta più di qualsiasi altra: quella di Patrizio Bertelli.
La crescita di Ineos Britannia
La Coppa America è div…
BARCELLONA – Si riparte da quella frase di Checco Bruni: “Ragazzi, grazie mille per il vostro supporto, purtroppo è andata male. Ma Luna Rossa tornerà forte”. Per la prima volta si apre uno spiraglio sul futuro per una squadra concentrata totalmente sul presente. Un presente lungo tre anni e mezzo, come ha ricordato Max Sirena, il team director che ha guidato il team nelle due campagne di Auckland e Barcellona. Deluso, ma quasi preparato alla sconfitta quando ha spiegato: “Non si può pensare che sia sempre un fallimento se uno perde. Non voglio giustificarmi, però così non aiutiamo lo sport, non aiutiamo i giovani a crescere”. Stroncare non serve a niente, capire invece è utile, soprattutto se si ha intenzione di continuare come lascia intravedere Bruni. In attesa della voce che conta più di qualsiasi altra: quella di Patrizio Bertelli.
La crescita di Ineos Britannia
La Coppa America è diventata più difficile di tre anni fa ad Auckland. Si sono aggiunti nuovi team, ma soprattutto è cresciuta Ineos Britannia che oltre all’uomo più ricco del Regno Unito, Jim Ratcliffe, a una leggenda dei mari come Ben Ainslie, conta su reparti scientifici ed esperienze condivise con Mercedes Formula 1, Manchester United, Ineos Grenadiers (ciclismo), All Blacks (rugby). La galassia Ineos non era così forte ai tempi di Auckland, dove infatti la barca prese un sonoro 7-1 da Luna Rossa.
Vietato essere incostanti
Per capire la portata dell’evento, la Gran Bretagna non andava da sessant’anni in America’s Cup, nella finale coi defender. A quei tempi non era nemmeno immaginabile che una sfida italiana o neozelandese potesse essere presa sul serio. L’Italia ha avuto la finale del Moro di Venezia, le due di Luna Rossa, in tutto questo tempo i sudditi del re niente. Ma appunto, la sfida si è fatta più dura, e con gare di questa intensità non si può essere incostanti come la Luna Rossa di Barcellona.
I gol e gli autogol di Luna Rossa
È stata una barca bellissima, emozionante, velocissima, il suo team è stato eroico quando l’ha riparata in una notte per eliminare American Magic e l’ha riattaccata col nastro adesivo per andare a battere Ineos e pareggiare (4-4). Ma Luna Rossa è sembrata simile a un fuoriclasse che si fa fare autogol, poi segna tre gol alla Mbappé, poi si eclissa dal campo, e alla fine vince il giocatore che sembrava meno appariscente. “Non abbiamo fatto una buona finale” ammette Checco Bruni, e come aveva promesso Sirena il giorno prima bisogna capire perché qualcosa è stato sbagliato. Perché un team che ha lavorato per tre anni e mezzo preparando un gioiello, contando su un budget dichiarato di 95 milioni, ha poi scoperto la sua fragilità quando è stato spinto agli standard più estremi di regata. Perché tante partenze non sono state brillanti, in un tipo di gara in cui spesso chi parte primo arriva primo? Sentiva avvicinarsi la fine del suo ciclo Jimmy Spithill? Subito dopo la regata ha detto che è tempo di lasciare spazio a nuove generazioni: "Talento c'è, specialmente in Italia. La generazione che sta arrivando è ad un livello molto più alto del mio”. Intanto a Barcellona è apparso come una stella il ventenne Marco Gradoni che ha vinto l’America’s Cup dei giovani.
Ineos e NZ vogliono la coppa nel 2026
Prima di ripartire ci sarà tanto da capire. New Zealand e Ineos andranno a contendersi fra pochi giorni un trofeo di cui riscriveranno subito dopo le regole. I due team, divisi tra Auckland e il castello di Cowes sull’isola di Wight, puntano ad accorciare i tempi, e vogliono celebrare la nuova Coppa già dal 2026.Sarà una sfida subito in salita per Luna Rossa.