Vanessa Ferrari annuncia l’addio: la prima Farfall saluta la ginnastica
di
Mattia Chiusano
Vanessa Ferrari
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L’oro mondiale, l’argento olimpico: “Il momento è arrivato, lascio serena”. L’atleta bresciana, 34 anni, ha trasformato il suo sport, ispirando le generazioni successive
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“È arrivato il momento di dire basta e, credetemi, sono serena”. Stavolta è vero: Vanessa Ferrari si ritira. Lasciando uno sport che ha trasformato, consegnandolo alle donne. A quelle che si sono ispirate a lei, alle medaglie di Parigi Alice D’Amato, Manila Esposito, alle azzurre della squadra d’argento. Ma non era così, prima di lei. Venti anni fa la ginnastica era roba da uomini. Alle Olimpiadi di Atene Igor Cassina aveva conquistato l’oro con un esercizio alla sbarra ai limiti delle leggi della fisica, Jury Chechi aveva completato la sua ennesima resurrezione col bronzo agli anelli. La stessa narrazione alimentata dai tempi di Braglia e Menichelli. In quell’anno notarono una bambina, in una piscina dismessa al casello di Brescia Ovest: “Era un fumetto, un gigante dal cuore tenero. Si atteggiava come una ginnasta di grande esperienza, ma chi la conosceva sapeva che era una bambina. Con lo sguardo da falco, con cui studiava le avversarie” raccontò la coreografa Michela Francia. Era l…
“È arrivato il momento di dire basta e, credetemi, sono serena”. Stavolta è vero: Vanessa Ferrari si ritira. Lasciando uno sport che ha trasformato, consegnandolo alle donne. A quelle che si sono ispirate a lei, alle medaglie di Parigi Alice D’Amato, Manila Esposito, alle azzurre della squadra d’argento. Ma non era così, prima di lei. Venti anni fa la ginnastica era roba da uomini. Alle Olimpiadi di Atene Igor Cassina aveva conquistato l’oro con un esercizio alla sbarra ai limiti delle leggi della fisica, Jury Chechi aveva completato la sua ennesima resurrezione col bronzo agli anelli. La stessa narrazione alimentata dai tempi di Braglia e Menichelli. In quell’anno notarono una bambina, in una piscina dismessa al casello di Brescia Ovest: “Era un fumetto, un gigante dal cuore tenero. Si atteggiava come una ginnasta di grande esperienza, ma chi la conosceva sapeva che era una bambina. Con lo sguardo da falco, con cui studiava le avversarie” raccontò la coreografa Michela Francia. Era la scintilla che avrebbe cambiato tutto. Due anni dopo, nemmeno sedicenne, con 37 chili e mezzo per 1,43 d’altezza, Vanessa Ferrari sarebbe diventata Supervani: primo oro mondiale nella ginnastica artistica femminile ad Aarhus 2006. Nell’all around, che unisce i quattro attrezzi e quindi premia l’atleta più completa: l’azzurra, appunto, oro nonostante una caduta alla trave. Con la mamma bulgara Galia ad aiutarla a rivestirsi a fine gara.
La ginnastica italiana ha imparato a fare a meno di lei
Oggi la ginnastica ha imparato a fare a meno di lei, cammina per conto suo con passi sicuri, e questa è una delle più grandi vittorie di una campionessa ammirata anche daSimone Biles, e da tutte quelle che sono venute prima di lei. Perché Vanessa nel suo lungo cammino di vittorie e infortuni ha incrociato il meglio di varie generazioni, russe comprese. Ha vinto, ha perso, ha pianto, non ha mai mollato. Fino all’ultimo crack, il 27 giugno, la lesione al polpaccio che le ha negato leOlimpiadi di Parigi. Anche se da tempo era scomparsa dai radar, ci stava provando. Con i Giochi non ha mai avuto un rapporto sereno, liscio, evidentemente non le bastava la magia che aveva fatto a Tokyo nel corpo libero. Una parte artistica da brivido, sulle note di Con te partirò, la sfida a un passaggio che in passato le costò la rottura del tendine d’Achille. L’argento, che non divenne oro perché pesò di più l’acrobatica dell’americana Carey rispetto alla sua eleganza e sensualità. Sempre molto meglio dell’Olimpiade di Pechino minata da un problema a un piede, del 3° posto a pari merito di Londra degradato a 4° perché fu premiata l’esecuzione della russa Mustafina, o del 4° posto di Rio 2016. Vanessa voleva anche Parigi, ma era troppo anche per la sua determinazione. E per la ginnastica italiana che mai aveva avuto una sua atleta in quattro Olimpiadi.
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Vanessa Ferrari e la sua linea di abbigliamento
Vanessa Ferrari oggi è un’imprenditrice con una linea di abbigliamento sua, col logo della farfalla sui body. Organizza camp di allenamento in cui vuole scoprire nuovi talenti. È caporal maggiore nell’esercito. Ha un fidanzato rugbista presentato da uno dei suoi fratelli gemelli. Ha avuto la soddisfazione di vedere dal vivo Alice D’Amato, cresciuta accanto a lei, vincere l’oro olimpico alla trave. Sarà accolta come una star al GP della ginnastica il 23 novembre a Genova. Le sue proteste da bambina, quando atterrava nella gommapiuma della piscina ammuffita, sono servite a dotare Brescia di un’accademia internazionale. La sua ultima gara resterà quella di Tokyo, l’addio più emozionante anche se nessuno, in quel momento, poteva sapere.