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Giulia Conti: “ Con Luna Rossa abbiamo scritto la storia femminile, ma ora vorrei una donna tra gli uomini”

Giulia Conti: “ Con Luna Rossa abbiamo scritto la storia femminile, ma ora vorrei una donna tra gli uomini”
(reuters)

Parla la leader dell’imbarcazione italiana dopo il trionfo nella America’s Cup femminile

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Hanno vinto le donne, e ancora prima i ragazzi, il futuro è di Luna Rossa anche se l’amarezza continua a scorrere per l’America’s Cup perduta dalla barca madre (e New Zealand nelle prime due regate contro Ineos, è già 2-0). L’Italia vince nella stessa edizione due coppe, non era mai successo, la più piccola AC40 timonata da Giulia Conti e Margherita Porro, con Maria Giubilei e Giulia Fava trimmer, sconfigge Ineos Britannia in finale e si aggiudica la Women’s America’s Cup. Luna Rossa ha voluto fortemente questi successi, nonostante le parole fedeli alla tradizione di Patrizio Bertelli che si era detto «contrario agli equipaggi misti». La realtà è ben diversa, e la racconta da Barcellona Giulia Conti, 4 Olimpiadi alle spalle, leader di Luna Rosa.

Giulia, come ha vissuto questa coppa?

«Ci sono stati momenti duri, sono state due settimane toste per le attese, il vento che c’era e non c’era, le regate annullate. Ma la coesione di squadra ci ha permesso di scrivere un pezzo di storia della vela femminile».

Com’è nato questo successo?

«È stato un percorso iniziato a gennaio, con gli allenamenti a Cagliari sul simulatore e sull’AC40. Un progetto condiviso sin dal primo giorno con l’equipaggio Youth».

In che modo avete collaborato con i ragazzi, a partire dal fenomeno Marco Gradoni?

«Non ci vediamo come due squadre: siamo una squadra unica. Abbiamo aiutato i ragazzi quando facevano le regate come loro hanno fatto con noi. È stata un’emozione grandissima vederli vincere perché abbiamo lavorato insieme dal primo momento. All’inizio loro erano un po’ più avanti di noi in termini di gestione della barca, ma abbiamo sempre navigato insieme, magari due ragazzi e due ragazze sull’AC40. Si è creata una sinergia bellissima che ora ci rende tutti così felici».

Ci pensa mai a una Coppa America sulla barca “maggiore”?

«Non sto pensando tanto al futuro perché è già grandioso quel che stiamo facendo adesso, la prima Coppa femminile, sono tremendamente orgogliosa, stiamo facendo la storia».

Però si comincia a parlare di una prossima edizione con equipaggi misti.

«Sarebbe bello, ovviamente, vedere delle donne a bordo dell’AC75. Perché di esperienza ne stiamo facendo parecchia su queste barche, e la Coppa America femminile è nata per dare la possibilità a noi di colmare il gap di esperienza che ancora c’è con gli uomini. Non nego certo quanto tutto quel che è successo mi stia ispirando».

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