La protesta era stata clamorosa, la reazione alla sconfitta rabbiosa, la difesa d’ufficio del ct dopo la punizione è furiosa. Dice Campagna di quella partita con l’Ungheria ai quarti dell’Olimpiade di Parigi, degli errori dell’arbitro in quella gara e della protesta successiva prima della Spagna (squadra che volta le spalle agli arbitri durante gli inni e squadra che gioca volontariamente con un giocatore in meno): "Noi non siamo violenti e non siamo una squadra che non sa perdere. In questo caso si è trattato dell'errore più clamoroso da quando faccio pallanuoto, cioè da 45 anni. Di conseguenza c'è stata una reazione emotiva, pacata e civile che ha violato delle norme. Siamo consapevoli che la punizione sia giusta". Dopo quella partita con l’Ungheria c’è stata la protesta contro gli arbitri per l’espulsione ingiusta di Condemi, il gol annullato e il rigore per gli avversari che di fatto ha portato all’eliminazione dai Giochi.
Campagna: “La calca, il telefonino: vi dico cosa è successo”
La Nazionale è stata squalificata per sei mesi. "Non c'è stata una aggressione fisica, c'è stata una contestazione dura ma verbale - la versione del ct - Quando i giocatori hanno visto gli arbitri c'è stata una contestazione verbale. A un certo punto gli arbitri se ne sono andati verso la porta per rientrare in piscina, lì c'era una strettoia e le persone si sono accalcate alla porta. Non c'è stato niente, nel frattempo una persona ha ripreso la scena, per cui un giocatore gli stava prendendo il telefono". A quel punto Campagna ha spiegato di esser sceso dal pullman in cui si trovava e di essersi diretto verso questo delegato dell'Integrity Unit. "Gli ho detto di cercare di capire il nostro stato d'animo, avevamo subito una ingiustizia enorme, poi ho calmato i giocatori e ce ne siamo andati - ha concluso - Tutto questo episodio sarà durato 30 secondi". Lo stop di sei mesi impedirà agli azzurri di partecipare alla World Cup ma non al Mondiale del 2025 in programma la prossima estate a Singapore. "Ci prendiamo questi sei mesi, addà passà 'a nuttata", ha concluso Campagna.
Abodi difende la squadra: “Certi organismi vanno oltre”
"Ritengo che i nostri pallanuotisti si siano limitati a una protesta corretta e civile". Così il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. "Credo che certi organismi internazionali - prosegue - vadano un po’ oltre e non comprendano lo stato d'animo di atleti che lavorano anni per raggiungere un obiettivo che viene meno per un errore che è stato anche riconosciuto. Il comportamento non è stato violento, è stato fermo.Ed è stato anche di protesta, che va sempre rispettata".