Judo, Pirelli show all’European Open: battuto il gigante Balyevskyy

Gennaro Pirelli (Foto Emanuele Di Feliciantonio)
Gennaro Pirelli (Foto Emanuele Di Feliciantonio) 

Il napoletano pensa già a Los Angeles: “Farò la storia”

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Gennaro Pirelli stravince l’European Open di Roma. Dopo le Olimpiadi di Parigi, dove è stato l’unico a mettere in difficoltà il gigante francese Teddy Riner, ritorna a combattere nei pesi massimi e si aggiudica la medaglia d’oro a spese dell’ucraino Yevheniy Balyevskyy (30 kg e 18 centimetri di altezza in più). Una gara straordinaria quella del napoletano che normalmente gareggia nella categoria dei -100Kg. Pirelli ha dimostrato che peso e altezza nel judo possono essere fattori non determinanti quando si combatte con tecnica e astuzia agonistica.

Pirelli: “A Los Angeles 2028 voglio fare la storia del judo olimpico”

Non finisce qui, perché il prossimo obiettivo è entrare nella storia e qualificarsi a Los Angeles 2028 in due categorie di peso. Al termine della gara l’azzurro ha infatti dichiarato: “Sono molto soddisfatto della mia prestazione in questa categoria, sicuramente a Parigi dopo l’incontro con Riner ho preso consapevolezza delle mie qualità e che non ci sono limiti a quello che posso dimostrare in questa disciplina. La cosa che mi gasa di più è vedere l’espressione dei miei avversari quando salgo sul tatami e mi vedono molto più piccolo di loro. Poi alla fine degli incontri la loro espressione è ancora più sbalordita. Ho parlato a lungo con il mio tecnico Enrico Parlati e stiamo seriamente pensando di intraprendere questa avventura, competere in due categorie diverse i -100 Kg e i pesi massimi. Il mio obiettivo dopo il Grand Slam di Tokyo a dicembre è quello di qualificarmi a Los Angeles in entrambe le categorie ed entrare così nella storia del judo olimpico”.

Sei vittorie per l’Italia

Oltre a Pirelli, la Nazionale Italiana di judo ha conquistato il PalaPellicone di Ostia svettando altissima nel medagliere con sei primi posti, tre secondi e tredici terzi posti. Ventidue medaglie in un Open l’Italia non le aveva mai vinte prima e a metterle al collo sono stati sia atleti esperti, come Pirelli e Irene Pedrotti nei 70 kg, che atleti più giovani e già vincenti quali Leonardo Valeriani nei 73 kg, Kenny Komi Bedel nei 90 kg, Henry Owusu Asare Owusu nei 100 kg, Ilaria Finestrone nei 52 kg.

È da record anche il numero complessivo degli atleti italiani che hanno gareggiato nel final-block, 39. È vero che da nazione ospitante l’Italia ha potuto schierare il maggior numero di atleti rispetto alle altre squadre, 86, ma il vantaggio è stato sfruttato al meglio. Seconda la Germania con due primi, tre secondi e un terzo posto. Chiude il podio del medagliere l'Ucraina.

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