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Tyson sconfitto da Paul: al leone sdentato è rimasto il circo

Una fase del match tra Tyson e Paul (afp)

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L’ex campione del mondo dei massimi, 58 anni, battuto ai punti dallo youtuber, di 31 anni più giovane, in un match che ha umiliato la boxe
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Un vecchio in mutande. Griffate, certo. Ma almeno non povero. Che assume come antidepressivo veleno di rospo (Toad Venom), sostanza psichedelica. “Così parlo con Dio, lui mi ha detto che dovevo combattere”. Il match, anzi l’evento tra due ferventi trumpiani americani, Tyson-Paul, l’altra notte, non è stato spettacolare. Quindici minuti di niente. Il vecchio con un tutore al ginocchio e con il fiatone ha perso ai punti senza andare ko.

Tyson-Paul, un “Ballando con le stelle” tra i pugni

Doveva essere uno scontro tra epoche: selfie e social contro la boxe vecchia scuola. Uno youtuber e influencer, Jack Paul, 27 anni, 27 milioni di follower, contro Mike Tyson, 58, ex campione dei massimi, il pugile più cattivo del pianeta, il conte Ugolino del ring. Trentuno anni di differenza, dici…

Un vecchio in mutande. Griffate, certo. Ma almeno non povero. Che assume come antidepressivo veleno di rospo (Toad Venom), sostanza psichedelica. “Così parlo con Dio, lui mi ha detto che dovevo combattere”. Il match, anzi l’evento tra due ferventi trumpiani americani, Tyson-Paul, l’altra notte, non è stato spettacolare. Quindici minuti di niente. Il vecchio con un tutore al ginocchio e con il fiatone ha perso ai punti senza andare ko.

Tyson-Paul, un “Ballando con le stelle” tra i pugni

Doveva essere uno scontro tra epoche: selfie e social contro la boxe vecchia scuola. Uno youtuber e influencer, Jack Paul, 27 anni, 27 milioni di follower, contro Mike Tyson, 58, ex campione dei massimi, il pugile più cattivo del pianeta, il conte Ugolino del ring. Trentuno anni di differenza, diciannove dall’ultimo incontro ufficiale di Tyson (2005). Guanti più grandi (fanno meno male), otto riprese da 2 minuti, nello stadio di Arlington dei Dallas Cowboys in Texas, più di 70 mila spettatori, 72,3 milioni di spettatori collegati sulla piattaforma (Netflix, con frequenti disconnessioni e problemi tecnici), incasso record di 18 milioni di dollari. Una prova di futuro social, un ballando con le stelle tra i pugni. Che sono stati pochi: 18 quelli di Tyson (che ha vinto i primi due round), 78 quelli di Paul che comunque qualche ammaccatura l’hanno fatta.

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Tyson non ha più fiato né potenza distruttiva

Tyson è stato sobrio. Niente calzini, come al solito. Su un lato dei calzoncini il nome Exodus, in ricordo dell’ultima figlia, morta a quattro anni, strangolata da un cappio in casa. Mike un po’ letargico (soffre di sciatica), è entrato e uscito dal ring da solo, da ricco pensionato che si mette in tasca 20 milioni di dollari. Al peso ha solo dato uno schiaffo all’altro che lo aveva provocato, si è tenuto su le mutande e non le abbassate, come piaceva a lui, per far vedere il coso. Non ha morso, se non i suoi guantoni. Ma la sua furia è durata 60 secondi. La prima cosa che perde un pugile sono i riflessi e senza quelli non c’è match. Chi sperava in un replay vintage di forza distruttiva si è accorto subito che il fiato non c’era, la marmitta ansimava e la potenza non aveva più carica. “Non sono uno di quei ragazzi che esce per compiacere il mondo, sono solo felice di quello che posso fare. Non dovevo dimostrare niente a nessuno, solo a me stesso”. E probabilmente nemmeno all’antidoping perché Tyson ha rivelato di assumere da 7 anni (“Almeno un’ottantina di volte”) una tossina ottenuta dalle secrezioni del rospo che vive nel deserto di Sonora. Allucinogeno noto come 5-MeO-Dmt o Bufo, che in America viene usato per trattare i disordini mentali e le dipendenze. “Aiuta a non avere paura della paura”. Si sa che lui ha sempre esagerato con tutto: alcol, sesso, droghe, cocaina, funghi magici. E che ai controlli spacciava per sue le urine dei figli. Tra l’altro promuove anche una linea di cannabis che si chiama Tyson 2.0 e si vanta di consumare con i suoi dipendenti, nel suo ranch nella Valle della Morte, 10 tonnellate di marijuana al mese. C’è chi dice assurdo e chi beato.

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Per Paul undicesima vittoria in dodici incontri

Paul, The Problem Child, tatuatissimo, barba da hipster, ex attore licenziato da Disney, un paio di accuse di violenza sessuale, appassionato dal 2018 alle arti marziali miste, è stato più tamarro. È arrivato a bordo di un’auto scoperta con un piccione bianco in gabbia, un modo per prendere in giro Tyson, che cominciò a combattere quando da ragazzino alcuni bulli gliene uccisero uno a cui teneva molto. Però Paul alla fine ha fatto un inchino di omaggio al rivale, è il suo 11° successo su 12 incontri. Ma è quello dove grazie alla fama di Tyson ha incassato di più: 40 milioni di dollari.

Avanti così? La boxe è stata umiliata, ma il business ha stravinto con un giro di affari da 300 milioni di dollari. Sarà questo il futuro dello sport nell’era social? Alla domanda se fosse la sua ultima volta sul ring, Tyson ha risposto: “Non lo so, dipende dalla situazione, non credo. Un mio prossimo avversario potrebbe essere Logan, il fratello di Paul”. C’era la boxe, ora il circo, con vecchi leoni sdentati.

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