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Atletica, i 1500 di Londra 2012 la gara più sporca di sempre: ora sono 5 le squalificate per doping

Atletica, i 1500 di Londra 2012 la gara più sporca di sempre: ora sono 5 le squalificate per doping
(reuters)

Con Tomashova privata dell’argento, viene riscritto per l’ennesima volta il podio

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ROMA – Una finale da record, e non si parla certamente di tempi e prestazioni in pista. I 1500 femminili dei Giochi di Londra 2012 sono ormai consegnati alla storia dell’atletica come la finale più sporca di sempre. Salgono a cinque, infatti, le atlete depennate dall’ordine d’arrivo di quella gara per doping. E va riscritto nuovamente, a distanza di 12 anni, il podio.

Tomashova privata dell’argento

L’Athletics Integrity Unit (AIU) ha comunicato che la medaglia d'argento di quella gara, la russa Tatyana Tomashova, all’epoca 37enne, è stata ufficialmente estromessa dalla classifica a seguito della squalifica per 10 anni confermata dal Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna per violazione alle norme antidoping; la russa assunse steroidi anabolizzanti. Sono stati cancellati anche tutti i risultati della russa dal 21 giugno 2012 – la data della prima violazione accertata – al 3 gennaio 2015.

Quinta squalificata

Tomashova, che ora ha 49 anni, ha nel suo palmarès anche due ori mondiali e l’argento olimpico di Atene 2004 (sempre nei 1500). In quella gara, a Londra, era arrivata quarta e successivamente le era stata assegnata la medaglia d'argento a seguito della squalifica delle prime due. Tomashova era stata una delle sette atlete russe a ricevere una squalifica di due anni (2008) per doping a seguito della manipolazione dei campioni. L'etiope Zenebech Tola, nota come Maryam Yusuf Jamal dopo la naturalizzazione da bahrenita, era giunta terza nella finale di Londra ma a seguito della squalifica delle turche Asli Cakir Alptekin e Gamze Bulut, prima e seconda, è stata promossa d'ufficio campionessa olimpica. Con la squalifica di Tomashova, l'argento andrà all'etiope Abeba Aregawi e il bronzo all'americana Shannon Rowbury che era giunta sesta al traguardo. Da quell’ordine d’arrivo sono state depennate in precedenza anche la bielorussa Natalya Koreyvo e la russa Ekaterina Kostetskaya.

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