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Chi è il padre di Tamberi: il salto in alto, l’Olimpiade di Mosca, i consigli e il litigio

Marco, nato nel 1958, ha partecipato ai Giochi dell’80 nella stessa specialità del figlio: la rottura tra i due dopo Tokyo

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“Non avere un rapporto con mio padre è il fallimento più grande della mia vita". Intervistato da Francesca Fagnani a Belve, Gianmarco Tamberi è tornato sul grande buco nero della sua vita, il rapporto con suo padre Marco, con cui Gimbo non parla più da più due anni: la rottura tra loro arrivò dopo l’oro olimpico di Tokyo nel 2021, in seguito alle tante liti che avevano minato il loro rapporto privato e professionale.

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Chi è Marco Tamberi

Marco Tamberi è nato ad Ancona il 30 luglio 1958. Anche lui è stato un atleta specializzato proprio nel salto in alto, ma la sua carriera (il suo primato personale è di 2.28) si interruppe a 27 anni a causa di un grave incidente stradale: nel 1984 fu investito da un camion che gli tranciò il tendine d’Achille. Due volte primatista nazionale indoor, fu finalista alle Olimpiadi di Mosca 1980, dove ottenne un il 15° posto. Dopo aver allenato suo figlio Gimbo, Marco Tamberi oggi fa l’editore. Il rapporto tra i due, sia sportivo che affettivo, si è interrotto circa due anni fa, dopo le Olimpiadi di Tokyo. Tamberi oggi è allenato dall’ex compagno di nazionale Giulio Ciotti. Fu proprio il padre a “indurre”, Gimbo dice così, il figlio a lasciare il basket per concentrarsi sul salto in alto: “Saresti rimasto un giocatore di basket modesto, nel salto in alto ti bastano due salti per battere tutti”. Marco Tamberi ha spinto verso l’atletica anche il maggiore dei suoi figli, Gianluca, ex giavellottista di ottimo livello.

La rottura

Quando Fagnani lo incalza chiedendo quale sia stato l’episodio simbolo più basso del loro rapporto, Tamberi fa riferimento a una gara in Serbia: "Sono stati veramente tanti ed è questo il motivo per cui un rapporto si deteriora a tal punto da essere non irrecuperabile, ma complicato per metterci delle pezze. Il punto più basso dopo una gara in Serbia: i toni si alzarono a dismisura, restai toccato profondamente e lì capii che non era più possibile andare avanti". Sulle regole rigide imposte dal padre su alimentazione e allenamento, le stesse che ora il campione olimpico 2021 mette in pratica: "Avevo 18 anni… Un conto è imporsele, un conto è scegliere, un conto è qualcuno che sceglie per te. Un genitore deve aiutarti a prendere la strada giusta, ma non obbligarti a scegliere quella strada. Io mi sono sentito in quel momento molto tradito dalla figura genitoriale".

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Il padre: “Sono stato abbandonato da lui”

In un post sul profilo Facebook, lo scorso gennaio, Marco Tamberi accusò anche il figlio di averlo abbandonato: "Tuo figlio, dopo che ti sei giocato tutto, ma proprio tutto per lui, ti mette in mezzo a una strada da un giorno all’altro trattandoti come una pezza da piedi, ti devi operare al cuore (‘na robetta), prima di Natale ti dicono che potresti avere un tumore alla tiroide (era uno scherzo, pfuiii), tra poco la tua azienda per cui hai speso tante energie per 30 anni fallisce". Parole cancellate dopo un’ora e poi smentite dallo stesso Marco Tamberi: "È stata una stupidaggine. La stupidaggine è quella che hanno fatto gli altri. Qualcuno è entrato nella mia bacheca social, appena ho letto il post l’ho prontamente rimosso".

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