Sport

Ultim'ora

Sinner ancora out: “Non giocherò il torneo di Pechino”

Abusi sulle farfalle, le intercettazioni: “Potremmo farle nere. Bisogna dargli una bastonata”

Nella combo Nina Corradini e Anna Basta
Nella combo Nina Corradini e Anna Basta (ansa)

Gli atti della procura, il pm federale al telefono: “Trovatemi ragazze che non sono in combutta con queste due str...”

2 minuti di lettura

Parole imbarazzanti, gravissime: “Bisogna aspettare, quando è ora dargli una bastonata nella testa”. Una serie di intercettazioni telefoniche svela come i vertici della ginnastica gestissero le testimonianze e le denunce sul caso dei presunti abusi sulle Farfalle, le ragazze della ginnastica ritmica. In particolare, a far saltare sulla sedia sono alcune frasi dell’avvocato pugliese Michele Rossetti, pm federale della federazione ginnastica.

Abusi sulle farfalle, le intercettazioni

Durante una chiamata, Rossetti dice: «Il problema è che i media gli hanno dato uno spazio enorme. Cioè due stronze che dicono cose che hanno avuto una risonanza paurosa, invitate da tutte le parti. Io ho scatenato i miei agenti segreti dicendo: Trovatemi tutte le ex farfalle che non si sono messe in combutta con queste, e me le sentirò». Sta parlando di Anna Basta e Nina Corradini, le due Farfalle che hanno denunciato presunti maltrattamenti e abusi psicologici da parte dell’allenatrice Emanuela Maccarani e della assistente Olga Tishina. Le accuse, tuttavia, si sono concluse con un’ammonizione per la Maccarani e un’assoluzione per la Tishina.

Il procuratore federale Rossetti: "Qualche bacchettata si può dare”

Il ruolo del procuratore federale, che dovrebbe agire in modo “riservato e indipendente dal potere politico”, appare invece intrecciato con i vertici della Fgi, la Federazione ginnastica italiana. Dalle 350 pagine di atti giudiziari raccolte dai pm di Monza, emergono rapporti che mettono in dubbio questa indipendenza. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Rossetti avrebbe riferito al presidente della Fgi, Gherardo Tecchi, dettagli su colloqui investigativi, come accaduto dopo l’audizione di Basta e Corradini. Inoltre, avrebbe suggerito azioni contro altre figure, come l’allenatrice Ginevra Parrini, per il suo supporto pubblico alle atlete coinvolte. «Se questa è tesserata ancora, non so se sia opportuno in questo momento… però qualche bacchettata si potrebbe pure dare, no?», la frase riportata e attribuita a Rossetti.

Tecchi: “Diamogli una bastonata nella testa”

La strategia, delineata da alcune intercettazioni, sembrava mirare a isolare chi denunciava. Rossetti, in una conversazione privata, avrebbe descritto così Anna Basta: «Era atleta di buon livello, a un certo punto ha cominciato ad apprezzare i piaceri della vita e si è resa conto, probabilmente, che poteva fare star system senza farsi il culo». Inoltre, si discuteva su come gestire mediaticamente il caso: «Il problema sarà archiviare senza dare la sensazione… cioè ho pensato alla possibilità di dire ai media che abbiamo fatto un’azione protettiva». Non bastasse, Tecchi avrebbe confidato al consigliere Armando Guidi che, pur avendo la possibilità di mettere in difficoltà le accusatrici, sarebbe stato meglio evitare, poiché «se tu vai addosso alle ragazze diventi un orco e loro le poverine. Bisogna aspettare, quando è ora dargli una bastonata nella testa».

L’elenco delle atlete al pm federale

Un’altra intercettazione fa emergere il coinvolgimento diretto dei vertici federali nella scelta dei testimoni da ascoltare in aula. In una conversazione tra Rossetti e il vicepresidente Valter Peroni, quest’ultimo propone di basarsi su un elenco fornito da Maccarani, evidenziando i nomi di atleti considerati affidabili o meno. «Ti faccio la foto di questo elenco che mi ha fatto Emanuela. Dove ci sono due crocette sono quelle che ti aveva indicato lei verbalmente… no? E poi con due trattini altre due secondo lei negative, o non controllabili o che possono dir male», avrebbe detto Peroni. La risposta di Rossetti: «Vabbè, vediamo se stanno anche nel mio elenco».

I commenti dei lettori