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Cerioni: “Ingiusto mandarmi via con ottomila euro per tre argenti: non ci pago neanche lo scooter”

Stefano Cerioni con una delle ultime atlete lanciate in nazionale, Anna Cristino

 

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L’ex storico ct del fioretto dopo la fine del rapporto con la federscherma: “A Parigi l’arbitro ci ha tolto l’oro. Lascio le nazionali al vertice, vediamo se faranno meglio senza di me”
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ROMA — Stefano Cerioni, ct più premiato del mondo nel fioretto: è stato silurato dalla federscherma per lo stipendio troppo alto?

"Ho guadagnato 8 mila euro di premi legati alle Olimpiadi, per tre medaglie d’argento. È poco per gli standard di qualsiasi sport".

Quindi cosa è successo quando avete parlato del contratto con la nuova federazione guidata da Luigi Mazzone?

"Avevo firmato per il doppio per andare in Francia ma mi convinse il Coni, che ringrazio, intervenendo con un contributo sul mio stipendio. Quando ho parlato con il nuovo presidente gli ho detto “se dal Coni continua ad arrivare un certo tipo di contributo, bene, altrimenti possiamo trattare sul fisso e sui premi”. Prima prendevo un fisso più elevato e premi molto bassi: 8 mila euro appunto, non ci faccio nean…

ROMA — Stefano Cerioni, ct più premiato del mondo nel fioretto: è stato silurato dalla federscherma per lo stipendio troppo alto?

"Ho guadagnato 8 mila euro di premi legati alle Olimpiadi, per tre medaglie d’argento. È poco per gli standard di qualsiasi sport".

Quindi cosa è successo quando avete parlato del contratto con la nuova federazione guidata da Luigi Mazzone?

"Avevo firmato per il doppio per andare in Francia ma mi convinse il Coni, che ringrazio, intervenendo con un contributo sul mio stipendio. Quando ho parlato con il nuovo presidente gli ho detto “se dal Coni continua ad arrivare un certo tipo di contributo, bene, altrimenti possiamo trattare sul fisso e sui premi”. Prima prendevo un fisso più elevato e premi molto bassi: 8 mila euro appunto, non ci faccio neanche lo scooter".

Qual è stata la risposta?

"Ho dato la disponibilità per l’eventuale contrattazione ma non c’è stata neanche una proposta. Eppoi il mio stipendio era normale, niente a che vedere con quelli di Franck Boidin col Giappone o Greg Koenig con Hong Kong".

La federazione nega “bocciature a gestioni che hanno dato tanto alla scherma italiana”.

"Già il fatto che ci sia quella parola, “bocciature”, accanto al mio nome mi dà fastidio. Penso di aver fatto qualcosa di buono per la scherma italiana, parlare di “non bocciatura” non mi sta bene".

Cosa non ha funzionato?

"La mia coscienza è a posto, ho fatto tutto quello che dovevo. Ho lanciato Macchi e Favaretto che non facevano le finali neanche nelle gare giovanili. Dopo i Giochi ho impostato un quadriennio in cui sono salite sul podio novità femminili come Tangherlini e Cristino. Lascio quattro nazionali al primo posto nel ranking mondiale, a livello giovanile e assoluto. Un’asticella molto alta: vediamo se riusciranno a fare meglio".

L’oro mancato a Parigi pesa?

"Nessuno mi ha detto questo, anzi mi hanno assicurato che l’oro era stato praticamente vinto".

Parla della finale persa tra le polemiche da Filippo Macchi, con l’arbitro di Taiwan terrorizzato?

"Lo hanno visto tutti, l’oro non ce l’abbiamo, però è stato vinto in pedana. Quanto all’arbitro, non è più nelle liste internazionali, e non per scelta sua. Il sorteggio ci ha dato uno non all’altezza di arbitrare una finale olimpica".

Le ragazze non sono arrivate nelle condizioni ideali a Parigi?

"Favaretto vinceva 10-4 e ha perso, Errigo è stata sconfitta 15-14: se gli assalti fossero cambiati leggermente avremmo avuto tre atlete nelle quattro e due medaglie sicure. La preparazione è la stessa, anche se si sfiora solo il trionfo".

Come hanno reagito gli atleti?

"Messaggi, telefonate, ho avuto tanti attestati di stima, mi hanno ringraziato tutte e tutti".

Continuerà ad allenare Tommaso Marini a Jesi?

"Se andrò a lavorare da un’altra parte lui rischierà di perdere il suo maestro".

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