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Ryan Peake, dal carcere al British Open di golf: così è rinato l’ex criminale dei The Rebels

(afp)

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Promessa sportiva in Australia, è entrato in una gang di motociclisti ed è stato condannato a sette anni dopo l’attacco a un rivale. In prigione i primi allenamenti per perdere i 40 chili presi, poi il lavoro di minatore, il ritorno sul circuito e la vittoria all’Open della Nuova Zelanda che gli apre le porte del Major britannico
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Al prossimo torneo di Wimbledon non parteciperà sicuramente un giocatore che ha passato cinque anni in carcere. Ma al British Open, che può essere considerato l’equivalente golfistico del tempio dell’erba londinese, giocherà davvero un ex condannato a sette anni di prigione, pena ridotta a cinque per buona condotta. A Portrush, nell’Irlanda del nord, il prossimo 17 luglio andrà sul tee di partenza l’australiano Ryan Peake: ha vinto l’Open della Nuova Zelanda, ha conquistato il suo posto in un torneo Major al quale non riescono ad arrivare molti big impegnati nelle qualificazioni. Ma lui ce l’ha fatta, portando la sua incredibile storia di ragazzo prodigio trasformato in delinquente prima di redimersi.

Ryan Peake in gara al New Zealand Open (afp)

I primi successi e l’alcol

Ryan Peake aveva cominciato a giocare a golf seguendo il padre, innamorandosi di uno sport che ha cominciato a prat…

Al prossimo torneo di Wimbledon non parteciperà sicuramente un giocatore che ha passato cinque anni in carcere. Ma al British Open, che può essere considerato l’equivalente golfistico del tempio dell’erba londinese, giocherà davvero un ex condannato a sette anni di prigione, pena ridotta a cinque per buona condotta. A Portrush, nell’Irlanda del nord, il prossimo 17 luglio andrà sul tee di partenza l’australiano Ryan Peake: ha vinto l’Open della Nuova Zelanda, ha conquistato il suo posto in un torneo Major al quale non riescono ad arrivare molti big impegnati nelle qualificazioni. Ma lui ce l’ha fatta, portando la sua incredibile storia di ragazzo prodigio trasformato in delinquente prima di redimersi.

Ryan Peake in gara al New Zealand Open (afp)

I primi successi e l’alcol

Ryan Peake aveva cominciato a giocare a golf seguendo il padre, innamorandosi di uno sport che ha cominciato a praticare nel Lakelands Golf Club, alla periferia nord di Perth. Salendo rapidamente nelle graduatorie nazionali, rappresentando l’Australia a livello giovanile, vincendo nel 2010 un torneo chiamato Trans Tasman Cup: per capire, accanto a lui giocava Cameron Smith, che avrebbe vinto il British Open 2022. Ma una volta passato nel golf dei professionisti i risultati non sono arrivati subito, creando un po’ di insicurezza, lasciando spazio a vizi sempre più marcati come l’alcol. In Australia il golf è amato ma non al livello di altri sport, l’inserimento di Ryan non è riuscito né grazie al suo talento sportivo né grazie ai risultati scolastici. In questo vuoto si sono inseriti i The Rebels.

L’attacco a un rivale dei The Rebels

Molto conosciuto in Australia e attivo soprattutto nella regione di Perth, il gruppo di motociclisti era considerato un'organizzazione criminale dal governo nel 2013, quando Ryan Peake gli si è avvicinato. Trovando un clan, ma anche fratellanza nel senso estremo che cercava. Un regolamento non scritto che ha accettato in pieno ("Se avessimo dovuto farlo, saremmo morti l'uno per l'altro"), al punto da reagire in modo criminale contro un rivale dei Rebels. Un uomo che ha minacciato di uccidere un membro del clan, e ha subito un violento attacco dall’ormai ex golfista. Di quel periodo Ryan conserva un braccio destro completamente tatuato, e il ricordo della prigione in cui è entrato a 21 anni, con una condanna a sette anni ridotti a cinque.

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40 chili in più, poi l’allenamento in carcere

Ingrassato di quaranta chili, orientato a diventare elettricista una volta scontata la pena, Peake ha avuto bisogno di tempo per capire la portata di quello che aveva fatto. Fino a quando ha voluto scrivere una lettera, indirizzata al suo avvocato e all’ex coach Ritchie Smith: chiedendo scusa, dimostrando la voglia di ricominciare. Ma non nel golf, anche per quello c’è voluto tempo. E allenamento, come gli esercizi e lo stretching ricominciati a fare in prigione su consiglio di un fisioterapista. Uscendo dal carcere Peake si è diviso tra il lavoro di minatore e custode in un golf club di Perth, tornando finalmente sul green nel 2019. Ripartendo da zero, impiegando tre anni per tornare professionista e cinque per conquistare il posto nel Tour of Australasia. Mai un giocatore era tornato dopo aver smesso per sette anni, e in questa storia di riscatto dopo tante vittorie sfiorate è arrivata quella nell’Open di Nuova Zelanda che apre le porte del torneo più globale che ci sia. Ryan Peake oggi è rinato, e del suo ritorno al golf dice: “È stato come andare di nuovo in bicicletta”.

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