ROMA – E se a inguaiare Emanuela Maccarani fosse la sua più strenua sostenitrice? L’imputazione coatta decisa dal Gip del Tribunale di Monza costringerà la ex direttrice tecnica della ginnastica ritmica a difendersi dalle accuse di maltrattamenti. Ma se a livello sportivo ha potuto far valere il peso del proprio ruolo di membro della Giunta Coni — il consiglio dello sport italiano — a Monza non avrà alternative al dover spiegare le bottigliette lanciate contro le atlete e il controllo maniacale del loro peso.
Maccarani sulla miocardite di Duranti: “Hai i battiti alti? Fa niente”
Un episodio inquietante è emerso da una intercettazione del 7 novembre del 2023, oltre un anno dopo le prime denunce. E si riferisce a Agnese Duranti, bronzo olimpico la scorsa …
ROMA – E se a inguaiare Emanuela Maccarani fosse la sua più strenua sostenitrice? L’imputazione coatta decisa dal Gip del Tribunale di Monza costringerà la ex direttrice tecnica della ginnastica ritmica a difendersi dalle accuse di maltrattamenti. Ma se a livello sportivo ha potuto far valere il peso del proprio ruolo di membro della Giunta Coni — il consiglio dello sport italiano — a Monza non avrà alternative al dover spiegare le bottigliette lanciate contro le atlete e il controllo maniacale del loro peso.
Maccarani sulla miocardite di Duranti: “Hai i battiti alti? Fa niente”
Un episodio inquietante è emerso da una intercettazione del 7 novembre del 2023, oltre un anno dopo le prime denunce. E si riferisce a Agnese Duranti, bronzo olimpico la scorsa estate a Parigi, fedelissima di Maccarani. Duranti si era dovuta fermare per una miocardite. Al rientro, aveva riavuto l’idoneità dal Coni, ma si allenava con un braccialetto che misurava regolarmente il suo battito trasmettendo i dati a un’app sul telefonino: il medico le aveva consigliato di non sollecitare il cuore oltre un certo numero di pulsazioni. Ma Maccarani non sembrava particolarmente interessata, secondo il racconto di una ex ginnasta, oggi fuori da tutto: «Le dicevo “Manu è sopra”», parlando dei battiti oltre il limite. «E lei “eeh fa niente! basta di guardare ’sto cellulare, basta, basta!”, tutto così. Ne vogliamo parlare?», parole raccolte in una conversazione con Olga Tishina, assistente di Maccarani. Che confermava. Maccarani «voleva che facesse la gara», ma Duranti «non si reggeva in piedi». Un episodio grave, specchio di un sistema deformato dall’ambizione sportiva, dove le ragazze erano obbligate a stare «tutte nude in fila alle 6.45» per essere pesate, come confidavano agli amici Duranti e Alessia Maurelli, sua capitana.
Le omissioni di Maccarani sulle denunce di Duranti
Ma non c’era solo l’Accademia di Desio, quella delle Farfalle: anche a Fabriano, al Centro Federale della nazionale juniores guidata all’epoca da Julieta Cantaluppi, sarebbero avvenuti fatti gravi, ovviamente da riscontrare, messi in fila sempre da Agnese Duranti: «Ho parlato di Fabriano, ho detto tutto cioè… che è stato per me un periodo molto, molto difficile». Quanto difficile lo ha spiegato poi: le bambine «venivano messe in ginocchio per terra a chiedere scusa, gli venivano lanciati gli stereo, i cd, le chiavette, i doppi con i pesi fino a morire, oppure le esecuzioni: gli veniva tolto un indumento ogni volta che facevano un errore». Fatti gravi. Duranti stava raccontando di averli segnalati all’organismo di Safeguarding della ginnastica. Ma chi era il suo interlocutore? Proprio Emanuela Maccarani: che oltre a essere la sua allenatrice è la direttrice tecnica della ritmica. Da qui una domanda: perché, venendo a conoscenza di quei fatti non è intervenuta su Cantaluppi, visto che era la direttrice tecnica di tutte le nazionali? La risposta potrebbe interessare anche al Tribunale di Monza.