Lo scandalo della ginnastica non è più solo un caso italiano. È sbarcata in Svizzera, dove ha attirato l’attenzione del più importante organo di controllo del mondo, la Gymnastics Ethics Foundation. Fondata nel 2019 dalla Federazione internazionale di ginnastica, ha il compito di proteggere gli atleti e gli altri tesserati da molestie e abusi. E tra i fascicoli raccolti in Avenue de la Gare a Losanna dalla fondazione oggi ce ne è uno con il nome di Emanuela Maccarani, la ex dt della ritmica appena licenziata dal neo presidente federale Facci, e obiettivo principale delle denunce di Nina Corradini e Anna Basta raccolte da Repubblica nel 2022. Una nuova indagine che può travolgere lo sport azzurro.
La difesa di Maccarani
Allacciati i contatti con la federazione italiana, la Fondazione etica ha chiesto documentazione, spiegazione del contesto, l’intero incartamento degli atti e tutto quanto prodotto in questi due anni e mezzo dalle indagini federali. L’Italia ha ovviamente inviato il mat…
Lo scandalo della ginnastica non è più solo un caso italiano. È sbarcata in Svizzera, dove ha attirato l’attenzione del più importante organo di controllo del mondo, la Gymnastics Ethics Foundation. Fondata nel 2019 dalla Federazione internazionale di ginnastica, ha il compito di proteggere gli atleti e gli altri tesserati da molestie e abusi. E tra i fascicoli raccolti in Avenue de la Gare a Losanna dalla fondazione oggi ce ne è uno con il nome di Emanuela Maccarani, la ex dt della ritmica appena licenziata dal neo presidente federale Facci, e obiettivo principale delle denunce di Nina Corradini e Anna Basta raccolte da Repubblica nel 2022. Una nuova indagine che può travolgere lo sport azzurro.
La difesa di Maccarani
Allacciati i contatti con la federazione italiana, la Fondazione etica ha chiesto documentazione, spiegazione del contesto, l’intero incartamento degli atti e tutto quanto prodotto in questi due anni e mezzo dalle indagini federali. L’Italia ha ovviamente inviato il materiale, a breve partiranno le audizioni dei protagonisti della vicenda. E colpisce visto che solo poche ore fa proprio Maccarani si è difesa in un’intervista a Fanpage dicendo, a proposito delle accuse ai suoi danni, che «tutte quelle dichiarazioni non rappresentano una prova». Quasi volesse chiamare un organo internazionale a giudicare. Sulle stesse accuse si pronuncerà anche il tribunale di Monza dopo l’imputazione coatta disposta dal Gip.
La ginnastica italiana rischia lo stop
Lo scenario sportivo è tremendo, perché rischia di esporre l’Italia a conseguenze serissime: quando a gennaio proprio la Commissione disciplinare della Ethic Foundation ha sanzionato l’ex allenatore capo di ginnastica ritmica dell’Azerbaigian, l’attuale allenatore capo ad interim, un altro tecnico e la Federazione di ginnastica dell’Azerbaigian, ha disposto, oltre alle loro squalifiche, anche la sospensione per sei mesi della federazione. Attenzione: non della sezione di ritmica, ma dell’intera ginnastica. Vuol dire che perderebbero le più importanti competizioni internazionali dell’anno non solo le Farfalle, ma anche le stelle azzurre dell’artistica. Insomma, un rischio enorme, per il movimento azzurro, già sotto pressione per l’indagine aperta sabato scorso dalla procura generale del Coni per le frasi sessiste del neo presidente Facci intercettato al telefono con l’allora numero 1 Tecchi.
La Nazionale della ritmica ferma per Maccarani
Così, alla luce di questa notizia, anche la repentina decisione di allontanare Maccarani assume una spiegazione, un senso chiarissimo. Nonostante le atlete olimpiche del gruppo delle Farfalle – Martina Centofanti, Daniela Mogurean e Laura Paris – avrebbero preferito un addio morbido, magari alla scadenza del mandato della dt a giugno, scegliendo un’erede che la affiancasse nei mesi restanti. Ieri la federazione ha ufficializzato la rinuncia alle gare di coppa del mondo di Sofia: perché le nuove non sono ancora pronte, probabilmente. Già la ex dt non era certa di andare, prima di essere scaricata una settimana fa. Le tre veterane hanno poi firmato un comunicato per spiegare la scelta di questi giorni di non allenarsi: «Abbiamo avuto la necessità e la possibilità di prenderci alcuni giorni per riflettere, metabolizzare, parlare con i nostri familiari e prenderci una pausa anche dagli allenamenti. Ci teniamo a sottolineare che questa scelta non è stata motivata da una presa di posizione né da un atteggiamento di arroganza, ma è stata una decisione supportata e condivisa da tutta la squadra».
Il rapporto tra le ginnaste e Maccarani
Insomma, non volevano dare l’idea di un ammutinamento. Ma la delusione per l’allontanamento di Maccarani le ha comunque spinte a prendere una posizione netta in favore dell’ex allenatrice: «Alla luce di questo cambiamento, abbiamo ritenuto fosse nostro diritto prenderci un momento per ristabilire l’equilibrio necessario nei nostri pensieri. Un equilibrio che ci auguriamo di recuperare il prima possibile, ma che al momento non siamo in grado di prevedere né nei tempi né nelle modalità». Il prossimo passo potrebbe essere la scelta di lasciare in via definitiva la Nazionale.