Scherma, si rifiuta di affrontare avversaria transgender: si inginocchia e viene squalificata
E’ diventato un caso negli Stati Uniti il rifiuto di una schermitrice di affrontare un avversario transgender. L’episodio è avvenuto lo scorso 30 marzo nel corso del Cherry Blossom, un torneo regionale nel Maryland.
Perché Turner si è rifiutato di gareggiare
Stephanie Turner si è inginocchiata e si è tolta la maschera in segno di protesta prima di affrontare l'avversario Redmond Sullivan. Un giudice si è avvicinato per chiedere spiegazioni: “Gli ho detto – ha raccontato Stephanie – che mi rifiutavo di tirare perché avrei dovuto affrontare un uomo e io sono una donna, e quello era un torneo femminile”. Anche Sullivan ha provato a capire cosa stesse succedendo: “Pensava mi fossi in qualche modo ferita e mi ha chiesto se stavo bene. Gli ho risposto che pur rispettandolo non ritenevo corretto gareggiare”. Subito dopo lo stesso giudice ha mostrato alla Turner il cartellino nero per comportamento anti sportivo.
La posizione della federazione
La federscherma statunitense ha preso posizione con una nota e ha spiegato che la squalifica di Stephanie Turne non era legata ad alcuna dichiarazione personale, ma era semplicemente il risultato diretto della sua decisione di rifiutarsi di affrontare un avversario idoneo, cosa che le regole della Fie (la federazione internazionale, ndr) proibiscono chiaramente”.